Cambiamo il nostro stile di Chiesa, per essere capaci di dire il Vangelo con la vita

Nel tempio di San Nicolò ieri sera, venerdì 15 dicembre, si è svolta la Celebrazione di preghiera per il Cammino Sinodale Diocesano.

“Il Cammino Sinodale è giunto a un momento decisivo: il passaggio dal discernimento all’attuazione delle intuizioni che lo Spirito ha suscitato in noi – ha sottolineato il vicario per la Pastorale, mons. Mario Salviato, all’inizio della celebrazione -. Non usiamo perciò la parola «fine», o «conclusione»; il nostro radunarci è sotto la luce della gratitudine, il nostro rispondere a questo appello manifesta la disponibilità al cammino che ci attende, il nostro pregare manifesta il desiderio vivo di quella conversione necessaria per essere testimoni credibili, anche nel nostro tempo, della Buona Notizia”.

Il Vescovo, nel suo intervento, ha spiegato le motivazioni della mancata consegna, in questa data, del documento conclusivo del Cammino Sinodale.

“Rimanevano alcuni delicati “nodi” da sciogliere circa la concreta attuazione delle scelte espresse dal Cammino Sinodale, perciò si è sentita l’esigenza di un’ulteriore condivisione, al fine di rendere più chiaro il cammino da indicare alla Diocesi”. Mons. Gardin ha ricordato il lungo impegno di questi mesi, un “proficuo lavorare insieme (in particolare nella Commissione Sinodale) perché questo modo di procedere dovrà realizzarsi sempre più, in maniere diverse, nel futuro della diocesi e delle sue comunità; in particolare, nell’operare di quegli organismi ai quali sarà affidato proprio il compito di portare avanti quanto il Cammino Sinodale ha scelto e i cambiamenti, anzitutto di mentalità, che le sue linee prospettano. Non dimentichiamo – ha aggiunto – che il nostro impegno, e spero anche il nostro desiderio, di attuare il Cammino Sinodale, nato a seguito della Visita pastorale, ha trovato una sua decisiva spinta nella richiesta di papa Francesco di impegnarci in una conversione, in una riforma: insomma nella richiesta, tutt’altro che formale, di “cambiare”.

“Dove troveremo allora la ragione e il coraggio del cambiamento e della riforma, per divenire maggiormente Chiesa di discepoli-missionari, di credenti-testimoni? – si è chiesto il Vescovo -. Ce lo ha detto questa sera papa Francesco ricordandoci le parole della Prima Lettera di Giovanni: «Quello che abbiamo veduto e udito noi lo annunciamo» (1Gv 1,3). Se la riforma decisiva richiesta dal Papa è nella direzione della missione, «la migliore motivazione per decidersi a comunicare il Vangelo – egli ci ha detto – è contemplarlo con amore, è sostare sulle sue pagine e leggerlo con il cuore» (EG 264). È lì che noi vediamo e udiamo ciò che poi siamo chiamati ad annunciare. Per questo si è pensato, in questa celebrazione, ad un segno molto semplice, che è la stessa Liturgia a mostrarci: il bacio del libro dei Vangeli. Per dire, con questo gesto, usando ancora le parole ascoltate da papa Francesco, che «la bellezza di Cristo ci stupisce, torna ogni volta ad affascinarci»”.

Ma la seconda parte del titolo del Cammino Sinodale chiede che il discepolato di Gesù dia luogo ad “un nuovo stile di Chiesa”.

“L’immagine della comunità di Gerusalemme, che ricaviamo nel testo tratto dal capitolo 15 degli Atti degli apostoli – quella di una comunità che si fa carico coraggiosamente delle situazioni nuove che si sono create nella giovanissima Chiesa, ad Antiochia e altrove – ci mostra passi concreti di discernimento, cambiamento, conversione” ha sottolineato il Vescovo, perché “il Vangelo va calato nelle situazioni mutevoli della vita e della storia, e questo produce modalità sempre nuove di praticarlo, attenzioni nuove, “nuovi stili di Chiesa”, appunto. Vogliamo che la nostra Chiesa cammini in questa direzione, divenendo sempre più capace di pregare, riflettere, discernere, decidere, camminare, sapendo mettere sapientemente insieme Vangelo e storia, discepolato di Gesù e situazioni di vita. E questo vogliamo farlo insieme. L’esperienza del Cammino Sinodale ci ha invogliati a vivere quello stile di sinodalità che papa Francesco considera «dimensione costitutiva della Chiesa»”.

Riflettendo, poi, sull’importanza di “avviare dei processi” più che di giungere velocemente a scelte “esaustive” o “risolutive”, mons. Gardin ha annunciato una fase importante del Cammino sinodale, che avverrà dopo la consegna del Documento: “Nel corso della prossima Quaresima, passeremo nei Vicariati, il Vicario generale, il Vicario episcopale per il coordinamento della Pastorale e io stesso, a presentare il documento che contiene il frutto del Cammino Sinodale. Con questa presentazione “dislocata” vorremmo iniziare ad offrire una divulgazione di questa esperienza sinodale, per aiutare il futuro cammino della nostra Chiesa. È per questo che siamo qui a pregare. In Evangelii gaudium Francesco dichiara che la gioia del Vangelo «ha sempre la dinamica dell’esodo e del dono, dell’uscire da sé, del camminare e del seminare sempre di nuovo, sempre oltre» (EG 21)”.

In allegato il testo completo dell’intervento del Vescovo e il libretto della Celebrazione

La registrazione video della serata

 

AG.FOTOFILM treviso san nicolò cammino sinodale

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