Mons. Bottari: San Liberale con la sua vita ha reso presente Cristo

Nella Solennità di San Liberale, patrono della città e della diocesi di Treviso, la liturgia eucaristica in cattedrale, venerdì 27 aprile, è stata presieduta dal vescovo Alberto Bottari De Castello, già nunzio apostolico in Ungheria, e concelebrata dal vescovo  Gianfranco Agostino Gardin e dal vescovo emerito Paolo Magnani, a cui facevano corona nel presbiterio i canonici del Capitolo della cattedrale e tanti sacerdoti, rappresentanti le diverse realtà della nostra chiesa diocesana. Nelle navate del duomo con le numerose autorità civili e militari, con i membri dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e del Sovrano Ordine di Malta, c’erano molti fedeli soprattutto appartenenti agli adulti di terza età dell’Azione cattolica.

Prima dell’inizio della celebrazione mons. Gardin ha ringraziato i presenti per la loro partecipazione alla preghiera con la quale chiedere a san Liberale di continuare a proteggere la città e la diocesi, ma anche di sostenere l’impegno dei cristiani ad essere testimoni credibili del Vangelo.

Nell’omelia mons. Bottari ha esordito sottolineando l’importanza per lui di questa celebrazione, posta al termine della sua lunga missione diplomatica e all’inizio di un nuovo cammino dopo il ritorno nella sua diocesi di origine. Ha, quindi, ripercorso brevemente la biografia del santo patrono, di cui ha messo in evidenza il suo essere rimasto laico dopo la conversione, il suo impegno per la pace, per l’evangelizzazione e per la carità, mantenendo una costante e stretta collaborazione con il suo vescovo Eliodoro. Ha proseguito ricordando che dal momento in cui le sue spoglie provenienti da Altino sono state prese in consegna con venerazione dai Trevigiani, si può dire abbia adottato la città, proteggendola nel corso dei secoli da diversi pericoli, primo fra tutti quello della peste del 1631.

Partendo dalla sua recente esperienza ungherese, mons. Bottari ha paragonato san Liberale a san Martino, originario della Pannonia: entrambi sono vissuti più o meno nello stesso periodo, provenivano dalla vita militare, hanno combattuto le eresie del loro tempo, sono stati fra i primi santi non martiri. Noi li veneriamo, ha concluso, e cerchiamo di imitarli, perché con la loro vita hanno reso presente Cristo nel mondo.

Durante la celebrazione, animata dal coro della cattedrale, si avvertiva un forte senso di partecipazione, nella consapevolezza, forse, di vivere un momento storico delicato in cui, accanto all’impegno personale, va invocato in modo particolare l’aiuto del Signore, anche attraverso l’intercessione del nostro patrono San Liberale. (G.P.)

AG.FOTOFILM treviso messa in cattedrale per il patrono san liberale

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