Settimana biblica diocesana per riscoprire la forza della narrazione

Sono aperte le iscrizioni per la Settimana Biblica diocesana a Paderno del Grappa, organizzata quest’anno congiuntamente dalla rinnovata Scuola di Formazione Teologica e dal neonato Issr Giovanni Paolo I. Si tratta della 43ª edizione di una proposta che ha formato generazioni di appassionati e che sta conoscendo una fase di profondo rinnovamento, pur nella continuità di una formula residenziale che rimane molto apprezzata.
Attorno alle due distinte proposte di formazione teologica si è cercato di mettere a frutto, innanzitutto, le ricchezze del territorio e la forza della rete che si è venuta a creare anche grazie alla nascita del nuovo Issr. Quest’anno, dunque, assieme ai nomi noti dei biblisti trevigiani, ci sarà il coinvolgimento di alcuni docenti molto competenti e appassionati delle diocesi di Belluno e Vittorio Veneto. Si è ritenuto inoltre di poter ampliare la proposta anche a destinatari più specifici, quali gli insegnanti (non solo quelli di Religione cattolica), per cui si è allargato il numero dei soggetti organizzatori: oltre alla Scuola di Formazione teologica e all’Issr, infatti, sostengono l’iniziativa anche i tre uffici diocesani per l’Irc e l’Uciim, ente qualificato per la formazione del personale della scuola, grazie al quale la proposta è stata inserita nella piattaforma del Miur chiamata Sofia, pensata per l’aggiornamento di tutti i docenti (per chi è di ruolo, ci sarà la possibilità di usufruire della Carta del docente).
Il tema che verrà trattato, però, non interessa solo i docenti, ma anche coloro che si dedicano all’iniziativa della Diocesi di Treviso “Il Vangelo nelle case” e la possibilità di partecipare a diversi “laboratori” specifici, che si aggiungeranno alle classiche tre relazioni bibliche quotidiane, dovrebbe rendere l’iniziativa adeguata a diversi tipi di sensibilità. Il titolo scelto per quest’anno, preso dal Salmo 48,14 “Per narrare alla generazione futura”, indica l’intenzione di presentare alcuni racconti biblici scoprendone, innanzitutto, la capacità di rendere chi li ascolta – ma anche chi li racconta – più “umano”. Mentre dunque si approfondiranno alcune pagine bibliche fondamentali, si vorrebbe far apprezzare la forza permanente di questa antica arte: ci sembra, infatti, che la riscoperta delle narrazioni bibliche possa aiutare a recuperare una capacità di comunicare tra generazioni diverse e spesso apparentemente lontanissime tra di loro.