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Là... in Brasile
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Ho solcato l'oceano, ho vissuto alcuni anni in
terre lontane; la chiesa che è in Joào Pessoa ed il popolo brasiliano
con gioia mi hanno accolto e sostenuto.
Con loro ho vissuto alcuni anni, e insieme a
loro ho cercato, amato e celebrato il Dio che "abbassa i potenti e
innalza gli umili".
Così scrivevo ad alcuni amici del Centro
Missionario di Verona all'inizio della mia esperienza:
È già un anno che mi trovo in terra brasiliana e vi dico grazie per
l'amicizia e il ricordo che esiste fra noi.
Come va? A me posso dirvi che va bene. Mi trovo a mio agio fra
questa gente.
La parrocchia è grande (circa 40.000 abitanti) e siamo in tre preti.
Il lavoro è molto, ma questo non ci spaventa. Il grande
interrogativo a cui ogni giorno tentiamo di rispondere è questo:
che significato e che valore ha la nostra
presenza qui? Cosa fare? Come agire?
Il nostro impegno con questa gente è un impegno di presa di
coscienza, di condivisione del cammino di questa Chiesa che vuole essere
segno e presenza di trasformazione della società brasiliana.
Dinnanzi alle innumerevoli situazioni di miseria, e vivendo fianco a
fianco con i poveri e gli oppressi, si fa sempre più chiara la
convinzione che non è con l'elemosina e con il semplice aiuto in denaro
che si fa crescere questa gente, ma è soprattutto camminando al loro
fianco, aiutandoli a scoprire la loro dignità di persone, risvegliando
la loro coscienza di classe oppressa, in modo che essi, unendosi,
possano diventare soggetti della propria storia, capaci di trasformare
questa società ingiusta.
E tutto questo tentiamo di farlo:
- scegliendo di abitare in
mezzo a loro, nei quartieri più poveri e nelle favelas;
- vivendo una vita semplice,
senza grandi dispendi;
- annunciando un Dio che li
chiama a liberarsi e che cammina alloro fianco.
È un cammino che richiede grande pazienza e piccoli passi, ma è il
cammino del regno di Dio: il regno dei poveri.
Tra i poveri e con i poveri, nella llha do
Bispo, a Mandacarù e poi a Bayeux ho trascorso nove anni, dal 1983 al
1992, della mia vita sacerdotale come sacerdote fidei donum inviato
dalla chiesa di Verona.
Veramente posso dire che la missione è stata
una grande grazia e mi ha dato molto.
Sono partito convinto di dare e aiutare, sono
tornato carico di esperienze meravigliose e di doni
ricevuti:
la semplicità del vivere,
la fede dei semplici,
la centralità della parola di Dio,
il coraggio dell' evangelizzazione,
la resistenza e l'impegno di chi è oppresso,
la fatica dei contadini e il salario di fame degli operai,
le grida dei bimbi e il dolore delle madri,
la danza e il canto ...
Qualche mese prima di ritornare a Verona ho
cercato di raccogliere dalla mia esperienza ciò che in questi anni ho
imparato e maturato. Forse è utile rileggere ciò che scrivevo prima del
rientro:
Si avvicina velocemente il giorno del mio ritorno in Italia e spesso
mi ritrovo a volgere uno sguardo ai nove anni trascorsi qui a Joào
Pessoa.
Quante cose ho imparato! Quanta ricchezza ho ricevuto! Veramente il
Brasile mi ha dato molto, moltissimo!
E oggi vorrei scavare in profondità e illustrarvi ciò che alla radice
ha alimentato la mia presenza, le linee maestre che hanno
sorretto la mia vita in Brasile. Esse sono:
- una lettura della Bibbia fatta con gli oppressi;
_ una spiritualità che sgorga dal vivere con gli ultimi. .
Bibbia e spiritualità: due cammini, due forze, due doni del Brasile,
due regali dei poveri. Assaporiamoli insieme.
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