Stemma

stemmavescovo
Secondo la tradizione araldica della Chiesa cattolica, lo stemma di un Arcivescovo è composto da:
uno scudo, che contiene dei simbolismi tratti da idealità personali, da particolari devozioni o da tradizioni familiari;
una croce doppia, arcivescovile (detta anche “patriarcale”) in oro;
un cappello prelatizio, con cordoni a 20 fiocchi, pendenti, di colore verde;
un cartiglio inferiore recante il motto.
Le spighe rappresentano il grano che origina il Pane eucaristico e il libro simboleggia la Parola di Dio; Parola ed Eucaristia sono elementi fondanti della nostra fede. Spighe e libro sono in oro, metallo più nobile, simbolo quindi della prima Virtù, la Fede; infatti, è solo attraverso la Fede che possiamo comprendere la forza salvifica della Parola e accogliere realmente l’Eucaristia, la quale costituisce evento memoriale del mistero pasquale di Nostro Signore Gesù Cristo, inizio e fine di tutto, l’ Α (alfa) e l’ Ω (omega).
Nominato Vescovo di Treviso da Benedetto XVI, mons. Gardin ha voluto integrare lo stemma con dei riferimenti al nuovo servizio pastorale; ecco quindi l’inserimento del gonfalone, rappresentato nell’iconografia di San Liberale, patrono della Diocesi. Le onde azzurre invece simboleggiano l’acqua; essa costituisce dono indispensabile per la vita del corpo, “fons vitae”; ma richiama anche i concetti di fertilità e di purificazione. L’acqua è molto presente nel linguaggio sacramentale e simbolico della Liturgia; è l’elemento che contraddistingue il rito primario dell’iniziazione cristiana, il Battesimo; l’aspersione dell’acqua lustrale simboleggia la purificazione e la benedizione che scende dal Signore. Anche Gesù utilizza in maniera assai densa l’immagine dell’acqua: si pensi solo alle parole rivolte alla Samaritana: “Chi beve dell’acqua che io gli darò non avrà mai più sete, anzi l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna” (Gv 4,14). Le onde sono rappresentate in numero di due, per simboleggiare anche i fiumi Piave e Sile che attraversano il territorio della diocesi; il fiume Piave vuole anche ricordare il paese di origine di mons. Gardin, San Polo di Piave. Il “capo” dello scudo è rappresentato in argento, “smalto” simbolo della trasparenza, quindi della Verità; verità e trasparenza sono stati i pilastri della vita spirituale di San Francesco, il santo fondatore dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali a cui padre Gardin appartiene ed il cui simbolo appare, appunto, nel capo dello stemma. Per il proprio motto episcopale l’Arcivescovo, al momento della sua nomina a Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, volle richiamare, in forma latina, l’espressione “Avvinti dalla bellezza del Signore” tratta dal n. 104 dell’Esortazione Apostolica “Vita Consecrata” del Servo di Dio Giovanni Paolo II.