Alla scuola della Croce, per trovare la nostra vera umanità: la processione del Venerdì santo per le strade di Treviso

Questa sera, Venerdì santo, la processione guidata dal Vescovo, è partita dalla cattedrale, per poi fare tappa, meditando le diverse stazioni della Via Crucis, al tempietto del beato Enrico, e proseguendo verso la chiesa di Sant’Agnese, in Borgo Cavour, e in viale Cesare Battisti, accanto all’ex sede della Provincia. “Seguendo il crocifisso, per le vie della nostra città – ha detto mons. Tomasi -, vogliamo metterci umilmente alla scuola della croce da dove Gesù ha effuso sul mondo amore e perdono, pace e riconciliazione, vita e salvezza. Lungo il cammino della croce, che si ripete oggi in coloro che, lungo le vie del mondo, affamati di pane e di giustizia, assetati di pace e di libertà, sono umiliati e oppressi, ci accompagnerà la Madre di Gesù, divenuta sotto la croce, madre della Chiesa e dell’umanità redenta”.

Lungo la processione con il crocifisso miracoloso si è pregato per la Chiesa, per i governanti e soprattutto per la pace, “affinché in questi giorni, intrisi di violenza e di guerra, tu, Signore, ci aiuti ad essere operatori di pace per tutti gli uomini nostri fratelli”. Importante l’assistenza delle Forze dell’Ordine che hanno accompagnato il passaggio.

Nella seconda sosta, alla chiesa di Sant’Agnese, meditando sul gesto della donna che asciuga il volto di Cristo durante la salita al Calvario, i fedeli hanno pregato il Signore, “per tutte le donne e gli uomini che vengono umiliati e privati della loro dignità, perché trovino fratelli che possano asciugare dal loro volto il dolore e la sofferenza; dacci la forza di riconoscere le richieste di aiuto e di metterci accanto ai fratelli nel loro cammino di riscatto; ti preghiamo per le nostre comunità: fa’ che ci sia vera sollecitudine e premura verso gli ammalati e i sofferenti per ripetere il gesto di pietà della Veronica”.

Nella terza sosta della processione, i presenti hanno meditato sulla morte di Gesù, e hanno pregato chiedendo che il Signore renda “matura la nostra fede per diventare consapevoli della grazia che Cristo ci ha donato con il suo sacrificio e capaci di testimoniarlo ai fratelli; per le nostre comunità, perché, vincendo l’indifferenza, non diventiamo complici delle violenze e delle morti che purtroppo riempiono la nostra storia. Signore ti preghiamo perché, per i meriti della passione e della morte in croce del tuo Figlio, la violenza sia vinta dal perdono e la guerra dalla pace vera e duratura; davanti alla morte del tuo Figlio, ci mettiamo in ginocchio per ricordare il dolore e il lutto di tante famiglie che, in Ucraina e in Medio Oriente, piangono la morte dei loro cari”.

Nel pomeriggio, in cattedrale, durante l’azione liturgica in ricordo della passione di Gesù e della sua morte in croce, il Vescovo ha spiegato il significato del gesto dell’adorazione della croce: si tratta di accostarsi al “trono di grazia” come dice la Lettera agli Ebrei, ha sottolineato mons. Tomasi: “per incontrare Dio nelle sue caratteristiche più proprie, la sua misericordia e la gratuità infinita di tutto ciò che fa per noi, potremmo dire perché tutto è per noi dono d’amore”, “Così da essere aiutati al momento opportuno”.

Un aiuto che troveremo, ha ricordato il Vescovo, “solamente se ci mettiamo davvero alla scuola del Signore, se cerchiamo di scoprire nelle sue parole e nei suoi insegnamenti il volto autentico del Padre, che è misericordia e gratuità (e non vendetta e mercanteggiamento di ogni cosa); solamente se consideriamo Lui come una presenza veramente importante nella nostra vita, nelle nostre scelte e decisioni, e se ci orientiamo a Lui nel nostro modo di pensare e di amare; solamente se continuiamo a stupirci dell’immensità del tutto immeritata del suo amore per noi troveremo al momento della difficoltà nella vita, al momento della prova che sembra superare le nostre forze, al momento della tentazione in cui vorremo far prevalere l’egoismo, l’indifferenza, la furbizia, i piccoli desideri senza vero respiro, il tornaconto personale o di gruppo, ecco, allora troveremo aiuto”.

“Aiuto ad essere davvero secondo la nostra dignità e la nostra grandezza di essere umani. Aiuto a continuare a sperare. Aiuto ad amare davvero.

Nella Croce è la nostra salvezza. Nella Croce è la nostra vera umanità. Nella Croce è l’amore vero ed eterno”.