Assemblea Cei – comunicato finale: sinodalità come forma ordinaria della vita ecclesiale

L’incontro riservato con Papa Leone XIV ha concluso l’81ª Assemblea generale della Cei, svoltasi ad Assisi dal 17 al 20 novembre sotto la guida del card. Matteo Zuppi. È quanto si legge nel comunicato finale, che racconta la sosta del Pontefice in preghiera silenziosa nella Porziuncola prima dell’incontro con i vescovi nella Basilica di Santa Maria degli Angeli. “Porre Gesù Cristo al centro e, sulla strada indicata da Evangelii gaudium, aiutare le persone a vivere una relazione personale con Lui, per scoprire la gioia del Vangelo”, afferma il Papa, ricordando che “una Chiesa sinodale, che cammina nei solchi della storia affrontando le emergenti sfide dell’evangelizzazione, ha bisogno di rinnovarsi costantemente”. Il comunicato sintetizza le tre indicazioni offerte dal Papa: proseguire gli accorpamenti delle diocesi, rispettare la norma dei 75 anni per la conclusione del servizio degli ordinari e favorire una maggiore partecipazione nelle consultazioni per le nomine episcopali. Il Pontefice invita quindi a impegnarsi per “edificare comunità cristiane aperte, ospitali e accoglienti, nelle quali le relazioni si traducano in mutua corresponsabilità a favore dell’annuncio del Vangelo”.

La riflessione su collegialità e sinodalità è stata centrale nell’Assemblea. Come riportato nel comunicato finale, il card. Matteo Zuppi ha ricordato che nel Cammino sinodale “ora si apre una fase nuova che interpella in particolare noi Pastori nell’esercizio della collegialità e in quel presiedere la comunione così decisivo perché la sinodalità diventi forma, stile, prassi”. I vescovi hanno espresso unanime apprezzamento al cardinale presidente e hanno ribadito la necessità di vivere la sinodalità come forma ordinaria della vita ecclesiale. Il testo legge la crisi contemporanea anche come rischio di “insignificanza” interna, da superare attraverso la gioia della fede, la chiarezza del Vangelo e una testimonianza più libera e coraggiosa, in un contesto culturale orientato all’omologazione. Si richiama una Chiesa missionaria capace di valorizzare il protagonismo dei laici e di offrire comunità che contrastino la solitudine diffusa. Il comunicato evidenzia l’urgenza di una pastorale d’ambiente che sappia abitare scuola, università, sanità, lavoro, sport e cultura; di sacerdoti “vicini al gregge”, donando tempo ed energie; e del rafforzamento degli organismi di partecipazione come laboratori vivi di comunione e corresponsabilità.

Assisi, 19 novembre 2025.
Conferenza Episcopale Italiana
Assemblea generale della Cei

Approvata, poi, a larga maggioranza, la mozione che definisce i passi successivi alla terza Assemblea sinodale. I vescovi hanno deliberato la ricezione del Documento di sintesi “Lievito di pace e di speranza”, valutando orientamenti e proposte alla luce delle priorità pastorali emerse ad Assisi. Con la conclusione della fase 2021-2025, sono stati sciolti gli organismi sinodali previsti dal Regolamento del Cammino sinodale. I vescovi assumono l’impegno, “insieme con le nostre Chiese e collegialmente come Conferenza episcopale italiana”, a continuare il percorso individuando modi e tempi per dare concretezza alle proposte. La Presidenza affida a un gruppo di vescovi lo studio degli orientamenti rivolti alla Cei. Nel testo si richiama l’invito del Papa a essere “una Chiesa unita, segno di unità e di comunione, che diventi fermento per un mondo riconciliato”. Sono già state delineate tre prospettive di lavoro: la fede vissuta, testimoniata e celebrata; la comunità come luogo di relazioni significative; l’impegno sociale e caritativo che nasce dall’esperienza cristiana.

L’Assemblea ha approvato due documenti dedicati alla pace e all’educazione. Come si legge nel comunicato finale, i vescovi hanno accolto l’invito del Papa a rendere ogni comunità “una ‘casa della pace’, dove si impara a disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si custodisce il perdono”. Il documento “Educare ad una pace disarmata e disarmante” segue il metodo “vedere-giudicare-agire” e offre un’analisi della situazione mondiale, europea e italiana, una riflessione alla luce della Scrittura e del Magistero e percorsi educativi su guerra, disarmo, testimonianza cristiana e democrazia. Il comunicato richiama anche l’attualità di “Nostra aetate” in un tempo segnato da tensioni religiose, antisemitismo e migrazioni, indicando l’incontro tra culture e fedi come “via privilegiata per la costruzione della pace”. È stato approvato, inoltre, il documento “L’insegnamento della religione cattolica: laboratorio di cultura e dialogo”, che richiama la piena appartenenza dell’Irc alle finalità della scuola e la sua apertura a tutti come luogo di conoscenza e convivenza. I quattro capitoli trattano trasformazioni educative, ragioni dell’Irc, profilo degli insegnanti e responsabilità della comunità cristiana.

La tutela dei minori e degli adulti vulnerabili è stata uno dei tempi centrali dell’Assemblea generale della Cei. Nel comunicato finale si richiama la visita di mons. Thibault Verny e mons. Luis Manuel Alì Herrera, presidente e segretario della Pontificia Commissione per la tutela dei minori, che hanno evidenziato il valore della “collaborazione strutturata” con la Cei, avviata tre anni fa. Verny afferma che tale accordo “si è trasformato in un laboratorio di dialogo, azione e corresponsabilità, con ricadute positive in Chiese di quattro continenti”. Il testo sottolinea l’impegno della Chiesa italiana nel contrasto agli abusi attraverso una rete di servizi nazionali, regionali e diocesani e un’intensa attività formativa. Il 18 novembre, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, si è pregato per le vittime nella V Giornata nazionale, guidata da mons. Ivan Maffeis: “Ogni mancanza di rispetto è, a diverso livello, una forma di violenza… Quando, poi, a esserne vittima è un minore o una persona vulnerabile, restano ferite che non conoscono prescrizione”. E ha aggiunto: “Davanti a tale gravità non sussiste spazio alcuno per atteggiamenti di omissione o di sottovalutazione”.

Assisi, 18 novembre 2025.
Conferenza Episcopale Italiana
Assemblea generale della Cei.

Nel corso dell’Assemblea, il Consiglio episcopale permanente ha approvato ad experimentum per un anno, dal gennaio 2026, la riforma degli Uffici e dei Servizi della Segreteria generale. Nel testo conclusivo si rileva che il processo si fonda su tre principi ispiratori: sinodalità, per una partecipazione più ampia; missionarietà, per un orientamento più deciso all’annuncio del Vangelo; diaconia, per un riferimento chiaro al servizio delle diocesi. Si aggiungono cinque criteri operativi: servizio ai vescovi e alle Chiese particolari, natura pastorale e missionaria, partecipazione, struttura missionaria, coordinamento e valorizzazione delle competenze. Il comunicato cita il richiamo del card. Zuppi al Mediterraneo come “un percorso, dal valore emblematico, che muove da una memoria comune e si prefigge di contribuire a relazioni virtuose”. La fase sperimentale prevede la creazione di due Aree pastorali dedicate all’annuncio e alla celebrazione della fede e alla testimonianza della vita cristiana. Il processo proseguirà nel 2026 con eventuali adattamenti, per assicurare l’unitarietà dell’azione pastorale.

Il testo completo del Comunicato finale dell’81ª Assemblea generale della Cei

Il testo della Mozione

L’appello per la pace

Il discorso di papa Leone XIV ai Vescovi italiani

 

In allegato il Comunicato finale della 81ª Assemblea Generale della CEI, che si è svolta ad Assisi dal 17 al 20 novembre, il testo della mozione votata nel corso dei lavori e l’appello per la pace