Bilancio della diocesi: presentato in Consiglio presbiterale il documento economico

L’incontro del Consiglio presbiterale diocesano, che si è svolto al Centro Chiavacci di Crespano del Grappa il 24 e 25 ottobre, ha avuto al centro dei lavori la presentazione del Bilancio economico della Diocesi.
Il bilancio, presentato dall’economo della Diocesi, Sergio Criveller, è un documento di 88 pagine, che conferma il percorso all’insegna della trasparenza avviato da alcuni anni.
“Questo sul bilancio è un processo di partecipazione – ha detto il vescovo, mons. Michele Tomasi – di costruzione comunitaria, basato sulla corresponsabilità, sulla razionalizzazione, sulla condivisione delle politiche economiche”.
Il rendiconto gestionale 2021 dell’ente Diocesi si chiude con un totale di entrate pari a euro 6.952.700 a fronte di uscite per euro 6.806.881, con un avanzo di missione di 145.819 euro, dovuto principalmente a finanziamenti Caritas e raccolte del Centro Missionario non ancora distribuite su finalità specifiche.
L’ente Diocesi di Treviso svolge la propria missione attraverso un’organizzazione operativa declinata in 3 sedi e 9 aree. Le sedi sono piazza Duomo, Casa Toniolo e Casa della Carità. Le 9 aree sono: le attività della Curia di piazza Duomo, le attività della Curia di Casa Toniolo, le attività della Curia di Casa della Carità, le attività del Centro Missionario Diocesano, la Cattedrale di Treviso, la gestione immobiliare del patrimonio, la gestione finanziaria, i progetti straordinari e, per finire, la gestione dell’8 per mille.
“Il Bilancio – ha detto Criveller nella sua relazione – rappresenta in modo unitario la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica dell’ente Diocesi di Treviso. Il processo graduale di adozione di principi e regole contabili ha come obiettivo la redazione del conto economico per competenza, adattando la contabilità generale all’esigenza informativa della Diocesi”.
Nel 2021 la Diocesi ha incaricato il dott. Lorenzo Gassa, dello Studio Epica, di impostare un percorso di revisione complessiva del bilancio dell’ente Diocesi di Treviso. Il bilancio che è stato presentato contiene quindi anche la relazione di revisione.
“A giudizio del revisore – si legge nella relazione del dott. Gassa – il bilancio d’esercizio chiuso al 31 dicembre 2021 è risultato corretto dal punto di vista contabile. L’esame di revisione è stato condotto secondo i principi per la revisione contabile. La revisione è stata pianificata e svolta al fine di acquisire ogni elemento necessario per accertare se il bilancio d’esercizio sia viziato da errori significativi e se risulti, nel suo complesso, attendibile”.
La presentazione del bilancio al Consiglio Presbiterale ha visto anche la partecipazione del dott. Giampietro Parolin, docente di economia all’Università Sophia. Il Vescovo ha voluto chiamare l’economista, oltre che a commentare il bilancio della Diocesi, a indicare anche la chiave di lettura di un bilancio diocesano.
“E’ un bilancio molto ricco e analitico – ha detto l’economista -. Il fatto che sia stata operata una revisione è un punto di partenza importantissimo che garantisce la veridicità dell’informazione contabile. Il bilancio racconta una storia di reciprocità, di comunione dei beni fra il popolo di Dio e le sue istituzioni e fra istituzioni stesse”.
Ancora Parolin: “E’ a partire dai numeri che costruiamo una rappresentazione condivisa di un senso comune. E’ attraverso la concretezza dei numeri che ci prendiamo cura delle istituzioni che ci sono affidate. E poi la trasparenza ci rende partecipi del cammino e del destino”.
Dalla lettura che ha fatto l’economo è apparso subito chiaro il peso che l’8 per mille ha nell’equilibrio dei numeri. E futuri ridimensionamenti porteranno sicuramente a dover rivedere i piani finanziari. Anche la gestione del patrimonio immobiliare ha i suoi punti di debolezza e questo ha portato gli interventi dei sacerdoti del Consiglio Presbiterale a porre molti interrogativi, sulla destinazione e sulla sostenibilità delle attività economiche che si svolgono all’interno.
Si è parlato di una chiara politica di indirizzo funzionale del patrimonio immobiliare, finalizzata a renderlo pienamente a servizio della missione.
Uno dei punti di maggior coinvolgimento del Consiglio è stato sul valore “simbolico” di molti immobili e quindi sulla difficoltà di poter metterli in vendita. Se ora il quadro generale dei numeri c’è, molti hanno detto, la riflessione va fatta sulla situazione generale degli edifici e delle strutture che la Diocesi possiede. Si devono fare scelte coraggiose e dire dove mettere mano, ma poi iniziare veramente a metterci mano.
“Dobbiamo diventare più agili e più leggeri – ha sottolineato il Vescovo -. Dobbiamo collegare i numeri economici alla missione, passando per un bilancio di previsione, per riequilibrare e destinare le risorse che abbiamo”.