Bilancio sociale Caritas 2023: il racconto di un cammino fatto insieme

Il Bilancio Sociale 2023 della Caritas diocesana di Treviso ha il compito di raccontare quanto accaduto lo scorso anno; un anno particolarmente denso e significativo per la nostra Caritas caratterizzato da tre eventi in particolare: la celebrazione del 50° di Caritas Tarvisina; la nascita della Fondazione Caritas Treviso; l’improvvisa scomparsa di don Davide Schiavon, a lungo direttore di questo Ufficio Pastorale, a cui l’équipe ha scelto di dedicare un saluto a conclusione del bilancio.

La presentazione alla stampa è avvenuta questa mattina, 8 maggio, in Casa della Carità. Sono intervenuti don Bruno Baratto, coordinatore ad interim della Caritas diocesana, e le operatrici Elena Luison ed Erika Della Bella.

“Il Bilancio Sociale racconta gli eventi accaduti nel 2023, ma li rilegge in chiave narrativa come approdo di un percorso, di un cammino fatto insieme, passo dopo passo. È diviso in quattro aree: promozione Caritas e territorio; educazione alla pace e giovani; accoglienza e promozione alla mondialità; promozione umana e giustizia sociale. A conclusione di ognuno di questi capitoli, sono raccontati alcuni momenti significativi relativi agli eventi organizzati in occasione del 50° di Caritas Tarvisina. Il filo conduttore della narrazione è il tema della speranza, l’urgenza di ritrovare l’ampio respiro di sognare e lottare per un mondo migliore, per la giustizia e per la pace. Non da soli, ma insieme” ha sottolineato don Bruno.

Ecco i vari ambiti di impegno che sono stati illustrati: 

Promozione Caritas nel territorio

Compito sul territorio di Caritas Tarvisina e delle Caritas parrocchiali è l’animazione pastorale, intesa come promozione del senso della carità all’interno delle comunità, sia nel contesto parrocchiale, sia a livello civile. Esprime l’impegno della Chiesa ad uscire da se stessa, a collocarsi in modo attivo nella storia, in un mondo che cambia, cercando di adeguare le nostre azioni in modo consono ai tempi e ai bisogni. La formazione è sempre stata uno dei pilastri dell’azione di Caritas. Negli ultimi 5 anni la formazione intervicariale è stata una delle proposte maggiormente significative, ci ha visto impegnati per 5 edizioni nei 14 vicariati della diocesi di Treviso con un corso rivolto non solo ai volontari già impegnati in un servizio di prossimità, ma a tutti coloro che fossero spinti dal desiderio di riflettere sulla povertà e sullo stile Caritas, in vista di un impegno futuro o per una crescita personale.

In carcere continua il nostro impegno per concretizzare una pastorale penitenziaria, condividendo questo desiderio con la presenza costante all’interno della Cappellania Penitenziaria, composta dai cappellani e da altre figure. Anche nel 2023 ci si è attivati su più fronti, ponendo l’attenzione a dare risposte concrete ai detenuti, ma al contempo nel cercare di porre dei segni che aiutino a cambiare lo sguardo sul carcere e su chi lo abita. Tra le iniziative attuate che raccontiamo nel Bilancio Sociale: il progetto Oltre le sbarre, in collaborazione con la Fondazione Opera Monte Grappa e in sinergia con l’amministrazione penitenziaria e la cooperativa Alternativa Ambiente; l’iniziativa “Vestiti con dignità”, ovvero la distribuzione di indumenti a favore dei detenuti della Casa circondariale di Treviso, grazie alla collaborazione con i volontari del gruppo “Il Nodo” della Caritas diocesana di Vittorio Veneto; il progetto di accoglienza “Il Sicomoro” presso la parrocchia di Varago, per rispondere ad un bisogno di accoglienza e inclusione nei confronti di persone che hanno vissuto l’esperienza del carcere; la ripresa della collaborazione con l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (UEPE) di Treviso e Belluno per accogliere persone che svolgono ore di volontariato all’interno dei servizi alla persona della Casa del Carità. Molte energie sono state investite anche nell’animazione del territorio, consapevoli che, per provare a cambiare lo sguardo sul carcere e su chi lo abita, è necessario parlarne: diversi incontri nelle parrocchie, con operatori pastorali, gruppi giovani e di catechismo; la proposta del modulo “Esercizi di giustizia” per le classi quarte e quinte di un Istituto di Istruzione Superiore, realizzando 18 incontri in collaborazione con l’associazione “La Prima Pietra”; la rubrica mensile “Condannati a Vivere”, all’interno del giornale diocesano La Vita del Popolo, per promuovere un’informazione trasversale e non sensazionalistica rispetto ai temi che il carcere sollecita.

Educazione alla pace e giovani

Anche nel 2023, l’attenzione ai giovani è stata centrale nell’azione di Caritas: ci siamo sentiti chiamati ad accoglierli, accompagnarli, motivarli ed incoraggiarli a porsi domande di senso, con uno sguardo di comprensione, stima ed accoglienza. #unamorechespacca è lo slogan che racchiude tutte le attività per giovani proposte dalla nostra Caritas diocesana: l’Anno di Volontariato Sociale (AVS), Casa Jawo, Corridoi di pace in Serbia, Finire in Bellezza, M’illumino d’Impegno e B&B: Benedizione&Bellezza; le ultime tre iniziative portate avanti insieme all’Ufficio diocesano di Pastorale Giovanile.

Il progetto “Casa Jawo” è nato, grazie ad una progettualità 8xmille, dal desiderio di offrire ai e alle giovani uno spazio accogliente e familiare in cui vivere relazioni aperte all’incontro con l’Altro, per tracciare e percorrere insieme sentieri di Pace. Un progetto cominciato con 14 giovani tra i 19 e 30 anni che avevano in comune il filo rosso dell’incontro con la povertà grazie alle esperienze di servizio in Caritas. Il gruppo ha intrapreso un percorso laboratoriale di teatro sociale che l’11 giugno ha portato alla realizzazione di una performance teatrale costruita interamente dalle e dai giovani. Il 26 marzo, invece, c’è stata l’inaugurazione di Casa Jawo, all’interno di una serata dal tema “Scelte di Pace, Scelte di Vita”, che ha visto la partecipazione di oltre 40 giovani e la testimonianza del professore universitario John Baptist Onama il quale, col racconto della propria storia come profugo e poi bambino-soldato, ha ricordato come grazie all’aiuto di molte persone non ha smesso di credere nei suoi sogni e nella possibilità di una vita di pace lontano dalla guerra. Sempre nel 2023 è nato il ciclo di iniziative “A cena con il mondo: serate per la convivialità delle differenze!” che prevede l’organizzazione di una cena, ogni primo lunedì del mese, in cui cucinare e mangiare insieme giovani italiani/e e migranti, ogni volta un piatto che proviene da un Paese diverso.

La presenza nelle scuole secondarie di 1° e 2° grado, giunta ormai al nono anno, continua ad esprimere la volontà di abitare un contesto di vita, quello scolastico, dove poter incontrare ragazzi e giovani oltre le loro appartenenze, cioè poterli incontrare “tutti”. Il progetto “Originarialmente” ha offerto dei percorsi formativi con l’obiettivo di accompagnare gli studenti a riapprendere una modalità di stare in relazione con se stessi, con gli altri e con il mondo, mettendo al centro l’essenzialità e il bene di tutti. Nell’a.s. 2022/2023 sono stati fatti 288 incontri che hanno coinvolto circa 2.520 studenti in 146 classi di 19 scuole secondarie di primo e secondo grado. Nel 2023 abbiamo proseguito il sostegno e l’accompagnamento di 13 doposcuola parrocchiali del territorio della diocesi di Treviso, dando continuità ad un’azione iniziata nei due anni precedenti attraverso un progetto finanziato con il fondo CEI 8xmille, che aveva come finalità il contrasto alla povertà educativa. Abbiamo avviato una collaborazione con il CSV Belluno-Treviso rafforzando la ricerca di volontari e studenti del triennio delle scuole secondarie di 2° grado con l’obbligo di svolgere attività di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento), e proponendo loro un percorso di formazione di 3 incontri, “Sali in cattedra”, con l’obiettivo di offrire alcuni strumenti educativi utili nella relazione di sostegno e accompagnamento di bambini e ragazzi che frequentano i doposcuola. 36 sono stati gli studenti e le studentesse che hanno aderito alla proposta formativa e che sono stati poi inseriti in servizio nei doposcuola.

Accoglienza e promozione alla mondialità

Caritas Tarvisina ha un lungo percorso nell’accoglienza di persone migranti e le esperienze promosse in questi anni sono state diverse e numerose. Nel 2023 si è consolidato il progetto di accompagnamento della famiglia afghana arrivata in Italia a settembre 2021, con l’obiettivo di lavorare sempre più ad un’autonomia; l’accoglienza di due giovani provenienti dall’Afghanistan, arrivati in Italia a fine 2022 grazie ai Corridoi Umanitari, con l’attivazione della comunità di Quinto di Treviso per il coinvolgimento dei due giovani nella vita del paese; il progetto di Casa Viale Fratelli Bandiera per persone con background migratorio, con regolare permesso di soggiorno e un’occupazione stabile, ma che non riescono a trovare un’abitazione adatta. È continuato il progetto di Accoglienza di comunità, promosso da Caritas dopo lo scoppio della guerra in Ucraina nel febbraio 2022. In questo secondo anno, ci siamo dedicati ai monitoraggi territoriali con la presenza di una mediatrice linguistica, per supportare le realtà accoglienti e monitorare l’andamento di ciascun percorso di accompagnamento. A fine 2023, erano 14 le realtà accoglienti, con la partecipazione di 73 volontari e volontarie, e le persone accolte 54, di cui 24 minori.

Caritas Tarvisina è impegnata da molti anni nella promozione di percorsi di vicinanza tra Chiese sorelle, una relazione tra Chiese che non è legata all’emergenza, ma è uno stile di presenza e prossimità esteso nel tempo, una relazione tra una Caritas e un’altra, tra una Chiesa e l’altra, che si traduce in esperienze di gemellaggio o progetti di cooperazione. Nel 2023 è proseguito il sostegno ai progetti di cooperazione, con circa 159 mila euro. Tra questi i principali: il progetto “ARKA” per promuovere il reinserimento sociale di persone con problematiche di salute mentale in Serbia (37 mila euro), il progetto “Coltiviamo la Speranza” per una scuola agro-pastorale in Mali (59 mila euro), il progetto “Emmanuel” per una casa di accoglienza per bambini in Togo (47 mila euro) e la costruzione di pozzi in alcuni villaggi togolesi (7.500 mila euro). Le emergenze, invece, sono interventi in cui la rete internazionale delle Caritas agisce in risposta a eventi eccezionali che sconvolgono le vite di molte persone. Nel 2023 abbiamo raccolto donazioni per circa 430 mila euro. Le emergenze più importanti sono state: il terremoto in Turchia e Siria (328 mila euro), l’alluvione in Emilia-Romagna (68 mila euro), il terremoto in Marocco (12 mila euro), il conflitto in Terra Santa (8 mila euro).

Promozione umana e giustizia sociale

Nel 2023 la Casa della Carità ha fronteggiato un considerevole aumento di accessi in alcuni dei servizi offerti (in particolare docce e mensa): questi dati sono riconducibili, almeno in parte, alla presenza di una quota di richiedenti asilo considerati “transitanti” (provenienti soprattutto da Pakistan e India) bloccati dai tempi della burocrazia, che di fatto impedisce loro di accedere a servizi essenziali, i quali fanno affidamento in maniera stabile sui nostri servizi. Sta fortemente cambiando la tipologia di ospiti che accogliamo in Casa della Carità: oggi la maggior parte sono persone che rischiano di perdere fiducia nel futuro e che passano da un luogo a un altro per poter continuare a sopravvivere, in una dinamica di “adattamento per rinuncia”.

Il 2023 ha visto accedere al Centro di Ascolto 536 persone (443 uomini e 93 donne), di cui 283 per la prima volta, un numero in linea con l’anno precedente. Si conferma una preponderanza di uomini (82,6%) e una fetta importante di cittadini italiani (quasi il 20%). Tuttavia, i bisogni espressi dagli ospiti e gli interventi offerti sono notevolmente aumentati. Rimangono elevati i problemi economici, soprattutto di povertà estrema (accattonaggio e totale assenza di reddito) e il problema dell’alloggio. Quanto appena descritto motiva il fatto che i nostri interventi continuano ad essere per lo più legati a servizi di prima necessità (dei contributi erogati, il 38% sono stati per il sostegno al reddito e il 18% per affitti e utenze). Nel 2023 il tema dell’abitare è diventato preponderante nel dibattito sulle povertà.

Relativamente ai servizi i dati non si discostano di molto da quelli del 2022, tranne che per il servizio mensa e docce. Sono stati quasi 1.500 gli ascolti, più di 6.100 notti, 605 lavaggi, più di 4.100 docce, con una richiesta pari a quasi il doppio dell’anno precedente, e più di 18.600 i pasti serviti in mensa, praticamente dieci pasti in più ogni sera: altre dieci persone che ci richiamano ad una responsabilità che in questo tempo rischia di venir meno.

Rilevanti sono stati anche quest’anno i costi di gestione legati alla Casa della Carità: oltre 54 mila euro per le utenze (84 mila nel 2022), circa 41.500 euro per le pulizie, oltre 94 mila euro per gli acquisti (principalmente generi alimentari, prodotti per l’igiene, …), oltre 37 mila euro in manutenzioni (edifici ed aree verdi). Oltre 46 mila euro sono i contributi erogati dal Centro di Ascolto diocesano per le persone in difficoltà (49 mila nel 2022).

Il volontariato e la solidarietà

La spina dorsale dei servizi offerti dalla Casa della Carità è sempre rappresentata dai volontari, che permettono di rendere la Casa un luogo ospitale ed il più possibile accogliente. Nel 2023 sono stati 97 i volontari che hanno continuato a prestare servizio e 35 le persone nuove che hanno scelto di dedicare del tempo ad un “servizio di carità”. L’età dei volontari è molto varia; una varietà che non è affatto una limitazione ma una risorsa che stimola processi generativi nella relazione tra volontari, e tra volontari e ospiti. Non sono mancate occasioni di formazione e di incontro, ma anche di momenti di convivialità come il pranzo condiviso in Vescovado con il nostro Vescovo Michele, in occasione della Giornata Mondiale dei Poveri, il Santo Natale e il Capodanno.

Nel corso del 2023 moltissimi privati, parrocchie, associazioni di volontariato, e anche Istituti di Credito e aziende hanno contribuito concretamente, con donazione e offerte, a sostenere quanti vivono una situazione di difficoltà. Negli ultimi anni si è sperimentata una comunicazione più sistematica e puntale con la quale vengono condivise le diverse attività che Caritas intende sostenere e contestualmente si rende conto ai donatori quali risultati sono stati ottenuti con le risorse ricevute. Questa attenzione e cura nel mantenere viva la relazione ha permesso di raggiungere quasi 1.800 offerenti e di raccogliere più di 800 mila euro di offerte a sostegno delle attività messe in atto a livello locale e nel mondo. Oltre alle moltissime erogazioni liberali, la Caritas ha ricevuto altri contributi e donazioni, in particolare i contributi 8xmille dalla Chiesa italiana.