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IN MARCIA: “per una PACE che si PENSA, si SENTE e si FA”: domenica 4 febbraio, con partenza alle ore 14.30 dal sagrato della chiesa di Onè di Fonte (non ci saranno bus navetta)

Informazione utile per i partecipanti: Non ci saranno bus navetta, ma i furgoni delle parrocchie ospitanti. Se ci si può organizzare autonomamente in più macchine (partenza e arrivo) meglio. “La pace non è solo questione di mente ma anche di cuore e, potremmo aggiungere, di mani. In una parola è tutto l’uomo, tutta l’umanità, e non solo una sua componente (gli illuminati?) a rendere possibile … Continua a leggere IN MARCIA: “per una PACE che si PENSA, si SENTE e si FA”: domenica 4 febbraio, con partenza alle ore 14.30 dal sagrato della chiesa di Onè di Fonte (non ci saranno bus navetta) »

CON L’AVVENTO TORNA “UN POSTO A TAVOLA”, L’INIZIATIVA DI SOLIDARIETA A SOSTEGNO DELLE NOSTRE MISSIONI DIOCESANE

Un richiamo alla nostra conversione, ad un cammino, da vivere in comunità, in cui lasciarci condurre e rinnovare, rigenerare, dallo Spirito di Gesù.

I Vescovi italiani in occasione della Giornata Nazionale di Ringraziamento per i frutti della Terra, ricordavano come Papa Francesco, rileggendo la parabola del Buon Samaritano, ci aiutasse a riscoprire il senso dell’essere fratelli, di costruire legami di fraternità tra persone e popoli. L’interrogativo che per secoli ci accompagna e ci raggiunge è quello rivolto a Caino (Gn 4,9): “dov’è Abele, tuo fratello?”, un interrogativo che dice come la Parola di Dio invita alla fraternità e chiede, ai credenti in primo luogo, di “creare una cultura diversa, che orienti a superare inimicizie e a prenderci cura gli uni degli altri” (FT 57).

Anche la colletta di Avvento-Natale può essere vissuta con questo spirito, quello di chi condivide, non solo i frutti della terra e del nostro lavoro, ma anche l’aspirazione alla pace tra persone, popoli e nazioni, lo spirito di chi sparge semi di una cultura diversa, capace oggi di creare ponti che uniscono e abbattere muri che separano, escludono, umiliano e impoveriscono la dignità umana.

Un posto a tavola dunque non può esaurirsi alla sola “colletta” (a sostegno delle iniziative caritative delle missioni diocesane). In questo tempo natalizio è un richiamo alla nostra conversione, ad un cammino, da vivere in comunità, in cui lasciarci condurre e rinnovare, rigenerare, dallo Spirito di Gesù, quello che lo portava, Lui, Maestro e Signore, a sedere a tavola con tutti, uomini e donne, sani e malati, “giusti” e peccatori…, perché inviato come nostro Fratello, sorgente di comunione, di fraternità e pace.
(d. Gianfranco)

 

 

Incontriamo la Chiesa sorella di Misiones y Neembucu in PARAGUAY con le “reducciones” gesuitiche dei musicisti della Capilla de Musica del Museo de Arte Guarany. DATE E LUOGHI DEI 5 INCONTRI DAL 27 OTTOBRE

Gli incontri si terranno, sempre alle ore 20.30,
al Teatro Busan di Mogliano Veneto il 27 ottobre;
– nella Parrocchia di Istrana il 28 ottobre;
– nell’Oratorio di Caerano San Marco il 31 ottobre;
– a Spinea il 3 novembre,
a Monastier il 4 novembre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 “LAS REDUCCIONES” DEI GESUITI: incontro con la musica, l’arte, la storia dei Guaranì del Paraguay
Scambio tra Chiese
Nelle prossime settimane accoglieremo dal Paraguay un gruppo di giovani artisti e musicisti che vivranno con noi un cammino itinerante, un evento culturale tra parrocchie, scuole superiori, gruppi e comunità civili, condividendo l’esperienza delle riduzioni gesuitiche del Paraguay

Dal 1999 preti diocesani e cooperatrici pastorali della nostra Diocesi sono inviati alla Chiesa del Paraguay in missione come fidei donum. La possibilità di avviare una piccola condivisione tra le due Chiese è sempre più un’esperienza che in questi ultimi anni il centro missionario diocesano sta cercando di promuovere. E questo stimola anche un ripensamento della missione come realtà che è di tutta la Chiesa, e di ogni Chiesa, chiamata ad annunciare, testimoniare la bellezza del Vangelo di Gesù. Anche la chiesa di Misiones -Ñeembucu è, dunque, missionaria; e ha molto da dire, condividere, testimoniare, donare a noi come a tutta la Chiesa universale, qualora ci mettessimo in fraterno atteggiamento di ascolto.

Siamo chiamati a superare l’idea della missione come un semplice aiuto che noi diamo (finché possiamo!) alle Chiese che diciamo essere “povere”. Abbiamo bisogno di ascoltare le Chiese, quello che loro annunciano e donano; anche questo è un cambio di prospettiva, perché spesso abbiamo inteso la missione come “noi che andiamo” ad annunciare, a dire, a comunicare ad altri. Più difficile intenderla come “anche noi ascoltiamo e camminiamo insieme” ad altri.

Le Chiese si donano gratuitamente la ricchezza e la bellezza del loro incontro con Gesù, incontro che ha segnato la loro storia, cultura, religiosità, vita; incontro che fa vedere nuove urgenze e appelli affinché il Regno sia sempre più visibile, credibile, accessibile a tutti. Proprio questa sarà la sfida futura: l’incontro e l’apertura per una possibile condivisione nella pastorale tra Chiese sorelle per “camminare assieme”.

Durante la visita del vescovo Michele, nel mese di gennaio, alla Diocesi di San Juan Misiones e Ñeembucu si è lanciata la sfida per iniziare a realizzare questo sogno-incontro-scambio. Grazie a questa riflessione tra vescovi, il direttore del centro missionario, alcuni fidei donum rientrati (preti e cooperatrici) insieme ad alcuni laici e consacrati della Chiesa di Misiones-Neembucu, è iniziata la preparazione e l’organizzazione per un’iniziativa di scambio; questo a partire dalla figura di san Pio X. Anche in Misiones-Neembucu conosceranno meglio Pio X come colui che ha preso le difese dei popoli indigeni, mentre loro ci faranno conoscere come san Roque Gonzalez e altri Gesuiti martiri hanno dato la vita insieme alle popolazioni guarani per dire che un “mondo diverso è possibile”, che l’accoglienza e la fraternità tra popoli e culture diverse non solo sono un dono, una ricchezza, ma sono pure un segno visibile del Regno.

Nelle prossime settimane accoglieremo dal Paraguay un gruppo di giovani artisti e musicisti che vivranno con noi un cammino itinerante, un evento culturale tra parrocchie, scuole superiori, gruppi e comunità civili, condividendo l’esperienza delle riduzioni gesuitiche del Paraguay. Attraverso l’arte, la musica, l’ascolto delle loro tradizioni e religiosità ci offriranno una riflessione sull’evangelizzazione che ha vissuto la terra guarani e gli indigeni tra XVII e XVIII secolo. La musica barocca del periodo delle riduzioni e la musica tradizionale del Paraguay saranno un linguaggio comune di incontro tra popoli, di scambio e di riflessione.

Siamo tutti invitati a condividere i diversi momenti, in particolare nelle serate organizzate nelle parrocchie di alcuni vicariati, in cui gli ospiti potranno anche intrattenersi a dialogare con gruppi, giovani, famiglie, oppure celebrare insieme l’Eucarestia.

L’incontro con questi fratelli appartenenti a un’altra storia e cultura ci aiuterà sicuramente a crescere in fraternità, apertura, solidarietà e ascolto, ma ancor di più l’accoglienza di questi fratelli, che sempre vengono definiti “più poveri e bisognosi”, ci darà l’occasione per iniziare a credere che sono un vera ricchezza e preziosità anche per noi e per una Chiesa realmente in uscita, missionaria e di tutti/per tutti.
Debora Niero
(da “Terre & Missioni” di ottobre – inserto missionario mensile di La Vita del Popolo”)

Nota storica a margine della “Peregrinatio corporis di San Pio X° appena conclusasi in diocesi
Papa Pio X pubblicò nel 1912 l’enciclica “Lacrimabili Statu” che ha, in un certo senso, anticipato l’attenzione che Papa Francesco ripone su questioni attuali come in il prendersi cura dell’Ambiente e dell’uomo che lo abita; la necessità di una conversione a stili di vita sempre più capaci di coltivare il “bene comune; e poi l’attenzione all’ascolto, al dialogo, all’incontro, al rispetto di quella saggezza e spiritualità dei popoli ancestrali, spesso martoriati. Imparare dalla loro saggezza che tutto è interconnesso, che l’armonia dell’uomo con il Creato è anche armonia di tutti con il Creatore, che uno stile predatorio verso Madre Terra è “abuso degli antenati, dei fratelli e sorelle, e ipoteca sul futuro dell’umanità”, è per noi oggi urgenza e necessità.
Un motivo in più nel mese missionario di ottobre di metterci in ascolto della Chiesa sorella del Paraguay e dei popoli Guaranì che hanno vissuto l’esperienza delle “Reducciones” gesuitiche.

 

 

 

 

 

 


Le iniziative in diocesi per la Giornata mondiale: venerdì 24 marzo, a Treviso, presso la Chiesa di Santo Stefano, ore 18.30 Santa messa e ore 21 la Preghiera di Taizè. Sabato 25 marzo, in oratorio a Paese, ore 20.45, serata di riflessione con la Teologa Anna Crisanti

VEDI NEL LINK CHE SEGUE gli strumenti di animazione proposti da Missio Italia

https://www.missioitalia.it/giornata-dei-missionari-martiri-2023/

 

Sono ancora tante le sorelle e fratelli uccisi in missione; ne faremo memoria durante le celebrazioni del prossimo 24 e 25 marzo, anniversario dell’uccisione in San Salvador del vescovo san Óscar Romero. Il loro sacrificio ci sia di stimolo ed esempio di totale dedizione all’annuncio della Buona notizia.
Quest’anno ricordiamo con particolare attenzione suor Maria De Coppi, missionaria comboniana, uccisa in Mozambico nel corso di un’azione terroristica.
Non dimentichiamo poi i nostri trevigiani: padre Ettore Cunial, di Possagno, ucciso in Albania; padre
Giuseppe Moretto, di Ciano del Montello, in Angola; padre Valeriano Fraccaro, di Castelfranco Veneto, a Hong Kong; padre Sergio Sorgon, di San Donà di Piave, in Madagascar; padre Bruno Zanella, di Povegliano, in Cina; suor Gina Simionato, di Santa Cristina, uccisa in Burundi.
E con loro vogliamo ricordare tanti altri, anche laici e giovani, che nella missione hanno perso la vita testimoniando Gesù e l’amore per il prossimo. Il tema che ci accompagnerà nella celebrazione e memoria dei martiri missionari è lo stesso che ha animato lo scorso mese di ottobre: “Di me sarete testimoni” (At 1,8).  Ne emerge con forza l’invito di Gesù a farsi prossimi ai quanti anelano “vita in abbondanza” che solo Lui può donare, ma anche a riconoscere nella nostra stessa vita la presenza dello Spirito di Gesù che ci trasforma, ci rinnova: la missione è sua iniziativa, e mentre ci invia per testimoniarlo, al contempo ci evangelizza.
Ci troveremo in tre appuntamenti distinti
per celebrare questo evento che invitiamo a far conoscere e a partecipare:
IL PRIMO APPUNTAMENTO:  il 24 marzo alle 18.30,  nella chiesa di Santo Stefano a Treviso sarà la Celebrazione eucaristica “dei missionari martiri” .  I religiosi e confratelli fidei donum possono concelebrare. Sappiamo che a molti sarà difficile partecipare; per questo ricordiamo che possiamo celebrare anche nelle nostre parrocchie o comunità, e allo stesso modo essere e sentirci in comunione (Messale Romano: Comune dei Martiri – III Per i missionari martiri).
IL SECONDO APPUNTAMENTO:  sempre nella chiesa di Santo Stefano a Treviso, il 24 marzo alle ore 21 è rivolto soprattutto ai giovani, chiamati a unirsi al “Gruppo Taizè Treviso-Venezia” per un tempo di preghiera e di meditazione condiviso, 
IL TERZO APPUNTAMENTO sabato 25 marzo alle ore 20.45, a Paese, in sala polivalente dell’oratorio parrocchiale,   aperto a tutti, giovani e adulti, gruppi o singole persone, che desiderano approfondire una proposta di riflessione sulla “radicalità della testimonianza nella vita del discepolo di Gesù”;
Ci guiderà
nella riflessione la biblista ANNA CRISANTI sul tema: “Il Martire (Gesù) nella sua radicalità di consegna al Padre” e “il risvolto di questa radicalità nella vita del discepolo di Gesù”.
La serata sarà anche animata con intermezzi artistico-musicali dell’Ensemble “Jardin de Musique”.

Le proposte sono diversificate in modo da offrire a più persone l’opportunità di scegliere e valorizzare un tempo ritenuto più
opportuno per soffermarsi a pregare o a riflettere sul tema proposto. Inoltre, nel sito del Centro Missionario possiamo trovare
materiale utile per l’animazione in parrocchia e durante la Quaresima. (don Gianfranco Pegoraro – direttore del Cmd)


Lunedì 16 gennaio, ore 20.45: l’incontro on line con “LUNEDI’ DELLA MISSIONE”, iniziativa di informazione interdiocesana dei Centri missionari – ACCEDI dalla Videogallery

A tema la pace e l’obiezione di coscienza.
In Italia il 15 dicembre di 50 anni fa veniva finalmente approvata la legge che riconosceva l’obiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio. Essa arrivava alla fine di un duro percorso di impegno, fatto di proteste, processi e di carcere: è la storia di Remigio Cuminetti, Pietro Pinna, Ernesto Balducci, don Lorenzo Milani, Aldo Capitini e di tanti altri.
Ma oggi che fine hanno fatto le “scelte di confine” degli obiettori di coscienza e di quella stagione?
In gennaio c’è l’abitudine di fare una marcia della pace; ma come la si costruisce in luoghi come l’Ucraina, la Columbia, la Palestina?
Com’è possibile “preparare la pace”? Che missione è quella del pacifista?
Ne parliamo lunedì 16 gennaio con don Tonio dell’Olio, presidente di Pro Civitate Christiana, e con Silvia de Munari, Volontaria di Operazione Colomba, Corpo Nonviolento di Pace dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII.
Partecipa all’incontro on line sul canale youtube che vedi indicato nella locandina che segue

Quanto tempo perdi ogni giorno scorrendo il cellulare? Cosa cerchi su Facebook? Cosa guardi su Youtube? Siamo molto analfabeti di questi mezzi di comunicazione e troppo spesso non saperli maneggiare ci procura delle ferite e ci isola in un angolo.

Papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata Missionaria 2022 scrive: La Chiesa di Cristo era, è e sarà sempre “in uscita” verso i nuovi orizzonti geografici, sociali, esistenziali, verso i luoghi e le situazioni umane “di confine”, per rendere testimonianza di Cristo e del suo amore a tutti gli uomini e le donne di ogni popolo, cultura, stato sociale. In questo senso, la missione sarà sempre anche missio ad gentes.

Su questa impronta, il 17 ottobre ricominciano i lunedì della missione. Un appuntamento al mese, per guardare il mondo attraverso gli occhi di persone che hanno scelto di ascoltare una voce: “di me sarete testimoni”Proviamo ad uscire, proviamo a stare su facebook e youtube portando contenuti di qualità, volti, idee che vadano oltre i confini.

Per saperne di più sull’iniziativa “Il Lunedì della missione” VEDI sul link:
http://www.centromissionario.diocesipadova.it/lunedi-della-missione-2022/


L’iniziativa d’Avvento e Natale per sostenere le nostre missioni diocesane in Ciad, in Brasile e in Paraguay, impegnate nella evangelizzazione e nella promozione umana in uno scambio tra chiese sorelle.

La colletta ci accompagna e ci accomuna, perché non sarà una iniziativa di qualcuno o di una singola comunità che decide di aiutare particolari situazioni di emergenza, sarà invece una iniziativa di tutta la Chiesa diocesana.

Anche questo gesto “solidale” esprime dunque nostro “camminare insieme” e al tempo stesso ci apre al cammino condiviso con altre chiese, nel comune intento di sostenere chi è inviato ad annunciare il Vangelo e chiamato pure a mettersi in ascolto del Vangelo annunciato a noi da altri fratelli e sorelle. Le collette missionarie infatti sono destinate al sostegno dell’evangelizzazione e della promozione umana nello scambio tra chiese sorelle.

“Un posto a tavola” è dunque un gesto di solidarietà condiviso con altri, e che dovremo riscoprire proprio dentro il tempo dell’Avvento-Natale anche come gesto capace di esprimere il nostro essere discepoli di Gesù.

È Lui, Gesù, “la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l’inimicizia… Egli è venuto perciò ad annunziare pace a voi che eravate lontani e pace a coloro che erano vicini” (Ef 2,14-17). Sedersi a tavola insieme, fare “posto a tavola”, vuole essere allora il segno visibile di quanto il Signore compie anche oggi tra noi: come allora giudei e gentili in Gesù hanno vinto i muri di separazione, così noi in Gesù ci riscopriamo oggi tutti “fratelli e sorelle”, chiamati ad intessere relazioni di fraternità, di riconciliazione, di pace, di reciproca cura e amicizia.

La locandina, presentandoci il volto di Gesù ritratto nel portatovagliolo della mensa, ci ricorda quindi questo appello alla fraternità, che nasce dalla consapevolezza che “chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato” (Mt 10,40).

PER LA TUA PARROCCHIA STAMPA LA LOCANDINA che trovi nel file allegato