BRASILE – Manaus: il saluto di don Claudio e don Roberto, la gratitudine dell’arcivescovo Steiner

Con il loro saluto si chiude una stagione lunga ben 26 anni, quella della missione della nostra diocesi a Manaus.

Domenica scorsa, 27 febbraio, il saluto al termine una indimenticabile stagione della vita sacerdotale di due preti diocesani fidei donum: don Claudio Trabacchin, dopo 12 anni di missione nella capitale dell’Amazzonia brasiliana, e don Roberto Bovolenta, che era stato inviato dalla nostra Chiesa un anno dopo.
L’avventura era iniziata nel 1996, con l’invio di don Olindo Furlanetto. Ed è proseguita grazie al servizio missionario di diversi sacerdoti (don Riccardo Zanchin, don Gianfranco Pegoraro, don Lorenzo Tasca, don Stefano Moino, prima di don Claudio e don Roberto) e laici, in
particolare di famiglie.
Città dai due volti, Manaus: capitale e maggiore città dell’Amazzonia, dalla quale è completamente circondata (difficilissimo arrivarci se non in aereo), è al tempo stesso una metropoli, con periferie povere e densamente abitate. Qui si è dispiegata l’azione missionaria dei “trevigiani”, nelle aree missionarie di Santa Monica e, fino a qualche anno fa, di Santa Helena. Drammatici i giorni trascorsi nell’aprile del 2020 e nei primi mesi del 2021, quando la città è stata l’epicentro
mondiale del Covid-19.
Ci sarà modo, a partire dal prossimo inserto “Terre&Missioni, di raccontare più a fondo questa esperienza di Chiesa, così come di condividere come continuerà l’impegno missionario della diocesi di Treviso.
Intanto, è significativo registrare la gratitudine manifestata da tantissimi fedeli, e dall’arcivescovo di Manaus, dom Leonardo Steiner, che domenica scorsa ha voluto presiedere la celebrazione di saluto (tra i concelebranti mons. Mario Pasqualotto, vescovo ausiliare emerito). “Grazie alla diocesi di Treviso che per lunghi anni si è resa disponibile per servire questa Chiesa di Manaus. Grazie per l’aiuto economico, grazie per voi, padri Claudio e Roberto, per il vostro servizio e presenza”. Significative anche le parole rivolte ai due sacerdoti dal vicario
episcopale, padre Sabino Andrade: “Grazie per esservi inseriti nel clero diocesano.
Grazie per non aver «fatto» i preti ma per «essere stati» preti in mezzo a noi, alle comunità, aree missionarie che avete servito, ma specialmente per aver partecipato della vita, formazione e attività del clero diocesano”. (B.D.)
(da  “La Vita del Popolo”)