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A Martellago, il 15 dicembre, una cena missionaria promossa dal “Laboratorio missionario CMV” della Comunità Missionaria di Villaregia

L’iniziativa viene svolta nell’ambito della 35.a “Mostra del Radicchio Rosso Tardivo”, promossa dalla “Pro Martellago”.

Nel corso della serata anche un collegamento da Lima, in Perù, con P. Gabriele Carnera, originario di Martellago, ordinato sacerdote lo scorso 6 agosto

ADESIONI alla cena entro il 10 dicembre telefonando a Giorgio 349 7874840 oppure a Giuliano 348 0118768


Dal Centro missionario e la Pastorale giovanile diocesana una proposta ai giovani per vivere esperienze di scambio ed incontro tra Chiese

Hai sentito parlare di “missione” e vorresti comprendere meglio di cosa si tratta? Quando senti parlare di missione ti si “illuminano gli occhi”? Ti piacerebbe conoscere come si vive la stessa nostra fede in altri contesti e culture?
Il Centro Missionario Diocesano e la Pastorale Giovanile propongono un “percorso missionario” rivolto ai giovani dai diciotto ai trentacinque anni.
Si tratta di sei incontri che si svolgeranno nei mesi di marzo, aprile e maggio, di preparazione, per chi vorrà, alla partenza per una delle missioni diocesane in America Latina.
È un progetto che rientra nello scambio tra Chiese per cui anche le Chiese che incontreremo si stanno preparando con noi a loro volta, con le loro equipe diocesane, per accogliere ed inviare.
L’obiettivo di questo nostro progetto condiviso sarà quello di vivere e scoprire la missione come luogo di incontro con una chiesa sorella, di condivisione della vita di fede di un altro popolo, di scoperta del servizio che i nostri fratelli e sorelle missionari/e vivono nella loro comunità, di condividere la vita delle famiglie e giovani locali toccando con mano le sfide quotidiane che devono affrontare. Se sei curioso/a di saperne di più o senti che il vivere questa esperienza in questo momento della tua vita potrebbe essere per te una opportunità, ti aspettiamo a braccia aperte!!
 (l’Equipe CMD-Pastorale Giovanile)

 

 


In Parrocchia di Paese, risonanze dalla mostra SGUARDI SUL MONDO, dedicata alla Laudato Si’

La mostra è stata esposta in chiesa domenica 23 ottobre, giornata missionaria mondiale, e nel vicino oratorio “Don Bosco”, nella settimana successiva.
Le persone che l’hanno visitata hanno apprezzato i diversi “totem”, alcuni contraddistinti dall’immagine di testimoni che con la loro vita incarnano o hanno incarnato in diverse parti del mondo i principi della Laudato si’ e altri che affrontano specifiche tematiche e nuove sfide legate al mondo d’oggi e all’ambiente che ci circonda.
Lo sguardo, dunque, ci ha portati a cogliere l’interconnessione di popoli e culture, lo stretto legame che ci lega al Creato, all’ambiente in cui viviamo, l’inevitabile relazione che lega il degrado ambientale con il degrado umano e della dignità della persona umana. In ogni totem sono presenti dei QR code per collegarsi ad alcuni approfondimenti online, il che ha favorisce
l’interesse e la curiosità soprattutto dei giovani animatori.
Il riferimento anche alle Chiese sorelle in cui sono presenti i nostri missionari è stato per molti un motivo ulteriore per sentirci tutti corresponsabili per la cura della nostra Casa comune, esperienza che trova nella fede condivisa una ulteriore motivazione anche nello riscoprirci “tutti fratelli e sorelle”. Ma è stata anche un’occasione per aprire gli occhi e il cuore ben oltre il nostro mondo, i nostri problemi.


La testimonianza di PAOLA FAVRETTO, cooperatrice pastorale, inviata come Fidei Donum alla chiesa di Misiones y Ňeembucu nel Paraguay.

Sicuramente e prima di tutto sento una gioia e una gratitudine grandi per questa nuova strada che il Signore mi ha aperto, una strada inaspettata perché fino a poco tempo fa non l’avrei mai considerata adatta per me, probabilmente perché mi chiedeva di mettermi in gioco ancora di più e questo mi spaventava.

Il desiderio di una maggiore condivisione con i poveri è nato in me con l’inizio della pandemia. Il servizio svolto in quel periodo in Caritas diocesana mi ha fatto incontrare Gesù proprio nella condivisione semplice con ognuna di quelle persone che in quel momento abitavano la Casa della Carità perché segnate da fatiche e da povertà.

All’inizio pensavo di trovarmi là perché io potevo aiutarle, perché io potevo dar loro quello che non avevano; poi, invece, mi sono ritrovata ad essere io quella aiutata, quella bisognosa di ricevere dagli altri. E così ha iniziato ad accompagnarmi il brano della lavanda dei piedi ed in particolare questi versetti: “Gesù venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: “Signore, tu lavi i piedi a me?”. Rispose Gesù: “Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo”. Gli disse Pietro: “Tu non mi laverai i piedi in eterno!”. Gli rispose Gesù: “Se non ti laverò, non avrai parte con me”. 

Attraverso ciascuna delle persone incontrate in Caritas in quei mesi di inizio pandemia ho incontrato Gesù che si chinava su di me per lavarmi i piedi: per lavare via alcune mie paure, alcune mie false o superficiali sicurezze, alcuni miei pregiudizi nei confronti dei poveri e degli stranieri, si chinava per iniziare a liberarmi da ciò che non mi permetteva di vivere pienamente, di essere me stessa e di poterlo incontrare sempre di più. E dopo aver sperimentato un incontro così travolgente non ho potuto far altro che cercare il modo per continuare a condividere parte della mia quotidianità con i poveri; diversamente avrei perso qualcosa di importante.

E una delle possibilità era, appunto, la missione che la nostra diocesi ha in Paraguay.

Più la partenza si avvicina e più riconosco e sono certa che l’andare in missione non è perché io potrò fare ed aiutare chi è meno fortunato di me, ma il partire è un dono grande che il Signore mi fa per continuare a camminare insieme a Lui, per crescere come persona e come cristiana.

(Paola Favretto – Cooperatrice Pastorale Diocesana)