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1° GENNAIO – GIORNATA MONDIALE DELLA PACE: «Vogliamo svegliare le coscienze». Oggi la Marcia, poi si va a Leopoli – LEGGI in allegato il messaggio del Papa per la Giornata

(da Avvenire) – I cittadini in campo –

Ad Altamura, in provincia di Bari, la cinquantacinquesima Marcia nazionale per la pace organizzata da Cei, Pax Christi, Caritas italiana, Azione cattolica, Movimento dei Focolari e diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti – partirà alle 15 di oggi dal carcere per arrivare alle 21 in cattedrale (e per la Messa che seguirà ci sarà la diretta di Tv2000), perché “Nessuno può salvarsi da solo”. Ci saranno duemila persone, almeno. Soprattutto giovani. E ci sarà monsignor Luigi Bettazzi, novantanove anni, arrivato qui già ieri, che non ha mancato una Marcia di queste cinquantacinque, è vescovo emerito di Ivrea ed è stato presidente di Pax Christi.

Va bene, ma a cosa serve una marcia per la pace? « La domanda è ricorrente – dice don Renato Sacco di Pax Christi – e qualcuno dice che non serve a niente, che le guerre non si fermano certo con le marce, ed è vero». Però è altrettanto vero che «lo scopo di una marcia non è fermare immediatamente una guerra, ma svegliare le coscienze. Evitare di lasciarsi prendere dall’abitudine e dall’indifferenza. Pensiamo all’Ucraina, ormai è quasi un anno che manca la politica e che ci sono solo i venditori di armi».

Insomma, marciare stasera è «un gesto di “attivismo pacifista” – continua Diego Cipriani, responsabile Ufficio servizio civile di Caritas italiana – , i giovani spesso vengono accusati di essere addormentati o sdraiati. Marciare per la pace vuole dire “io ci sono” e “mi voglio impegnare per costruire un mondo diverso».

Di nuovo don Sacco: «Qualcun altro dice che l’unica soluzione realistica sono le armi. Noi diciamo di no, e lo diciamo con papa Francesco, perché armi più armi non fa pace» e «perché l’unico modo per fermare le guerre e non alimentarle ». A proposito, la Marcia è sui passi del venerabile don Tonino Bello, che fu vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi e presidente di Pax Christi. Scelta che serve a rilanciare «l’impegno per la pace, ancora più urgente in un momento di confitto e di forti tensioni internazionali», ha fatto sapere la Cei. Riflettendo su come «ripartire dal Covid e tracciare sentieri di pace», ma anche su « pane e pace» e su una «cultura della cura».

Perciò stasera « vuole ancora una volta svegliare questa nostra umanità – per l’arcivescovo della diocesi di Altamura, Gravina e Acquaviva delle Fonti, monsignor Giovanni Ricchiuti, che è anche presidente di Pax Christi Italia – . La guerra mette in gioco la nostra umanità e il nostro essere umani».

Le basi intanto le hanno messe ieri pomeriggio a Gravina (sempre provincia di Bari, 11 chilometri da Altamura), con il convegno nazionale “Obiezione di coscienza, ieri, oggi, domani”, che continuerà stamane e si chiuderà con la visita al”Campo 65”, che fu il più grande campo di prigionia in Italia durante la seconda guerra mondiale, comprendeva trentuno ettari e ottantuno baracche. Vi furono rinchiusi fino a dodicimila prigionieri di guerra alleati, soprattutto catturati sul fronte di guerra del Nord Africa.

« Le rovine del Campo 65 sono archeologia del contemporaneo – si legge sul sito dell’associazione che ne cura la memoria – . Non pretendono ammirazione, ma rispetto e ricordo. Testimoni, nella loro maestosa e silenziosa desolazione, di un assordante bisogno di pace».   PINO CIOCIOLA – Inviato ad Altamura ( Bari)

La CEI e la CARITAS martedì 3 gennaio a Leopoli in Ucraina:  «Non dobbiamo stancarci mai di essere profetici»

Una visita per ribadire vicinanza e sostegno alla Chiesa e alla popolazione ucraine, ma anche per monitorare la situazione attuale e organizzare al meglio la rete di solidarietà. Con questi obiettivi monsignor Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei, sarà il 3 gennaio a Leopoli, accompagnato dal direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello. «Le nostre comunità – ha sottolineato Baturi – continuano a essere vicine a quelle ucraine, non solo a livello materiale, cercando di dare risposte concrete ai bisogni che via via emergono, ma anche denunciando tutti gli squilibri che sono alla base delle divisioni nel mondo. Non dobbiamo mai stancarci di essere profetici, condannando la violenza e invocando la pace».
Su questa linea si muove l’azione di Caritas Italiana: in questi mesi, grazie alla generosità di tanti, sono stati raccolti oltre 20 milioni di euro che consentono di sostenere l’accoglienza in Italia e gli interventi in loco e nei Paesi limitrofi, sia in questo tempo sia nella fase – che si auspica non lontana – della ricostruzione. Caritas Italiana è riuscita a mantenere costanti il suo impegno e la sua vicinanza alle Caritas in Ucraina e nei Paesi limitrofi coinvolti nell’accoglienza dei profughi in fuga dalla guerra, oltre a svolgere un servizio in Italia di informazione, orientamento, coordinamento e accompagnamento alle Caritas diocesane che preziosamente si stanno occupando dell’ospitalità.
Le attività e i progetti delle Caritas in Ucraina, anche nei momenti più difficili, non si sono mai fermati cercando di raggiungere tutti in modo capillare, anche lungo le linee del fronte. Finora sono state assistite 5,7 milioni di persone. «È fondamentale – sottolinea don Pagniello – mantenere occhi, orecchie e cuori aperti e attenti, sia dove l’emergenza ci chiama per non lasciare nessuno indietro, sia sui nostri territori per informare, raccontare, coinvolgere, accompagnare e coordinare. Si deve inoltre continuare a pregare per la pace e si deve operare perché il percorso del perdono e della pace sia vero e autentico».

 


P. Angelo Lazzarotto, del PIME, orginario di Falzè di Piave, ha celebrato a Rami di Lecco i 75 anni di sacerdozio

Pioniere del dialogo con la Cina,  ha dedicato l’intera vita a questo Paese e ai cristiani cinesi. All’età di 98 anni ha celebrato il suo 75° di sacerdozio a Rami, attorniato da tanti confratelli nella concelebrazione presieduta dal trevigiano  P. Gianni Criveller, che ha scritto in Mondo e Missione il bell’articolo che segue, delineando la grande figura di sacerdote e di missionario di P. Lazzarotto: … Continua a leggere P. Angelo Lazzarotto, del PIME, orginario di Falzè di Piave, ha celebrato a Rami di Lecco i 75 anni di sacerdozio »

BUON NATALE! Che questo annuncio possa riscaldare le nostre giornate e le giornate di tutta l’umanità, che Dio ama

E’ l’augurio più caro che vi rivolgiamo in questo Natale e che così abbiamo inviato anche ai nostri missionari e missionarie presenti in tante parti del mondo”

“Colpiscono, e al tempo stesso riempiono di speranza, le parole di San Leone Magno nel suo “Sermone di Natale”: “… oggi è nato il nostro Salvatore, rallegriamoci. Non può esserci posto per la tristezza quando nasce la vita… nessuno deve sentirsi estraneo a tanto motivo di gioia”.

Colpiscono perché sappiamo bene che molte persone, molti popoli e nazioni, faticano oggi a gioire. Accendono speranza perché la venuta del Salvatore, oggi come allora, ha acceso nei cuori di tanti uomini e donne di buona volontà la forza di lottare perché “la gloria in cielo sia oggi pace nella nostra Terra”. In prossimità di questo Natale vi auguriamo davvero di essere portatori di gioia e speranza per le comunità con cui state camminando nel vostro servizio missionario! Buon Natale!!

Approfitto, come di consueto, di questa occasione, anche per farvi avere qualche notizia della nostra Chiesa di Treviso che continua a mostrarsi attenta e sensibile alla dimensione missionaria.

Abbiamo vissuto un intenso “mese missionario”. La giornata missionaria infatti ha visto l’invio di ben sette nuovi missionari/e, preti, consacrati e laici. In quell’occasione ci siamo riuniti in tanti alla Chiesa Votiva di Treviso e abbiamo ricordato nella comune preghiera anche voi che, a nome di tutta la Chiesa di Treviso, annunciate il Vangelo e testimoniate la bellezza di seguire Gesù.

Proprio durante la giornata missionaria abbiamo vissuto l’Assemblea nel cammino sinodale. Il tema era “Cercate sempre il bene tra voi e con tutti” (1 Tess 5,15) – Chiesa in ascolto e in cammino, e si è sviluppata attorno a dieci “tavoli tematici”. È stato un evento utile per aiutarci ad andare maggiormente in profondità nell’ascolto su alcune dimensioni nodali (società, lavoro, politica, ambiente, nuove famiglie, povertà, giovani, sinodalità negli organismi di partecipazione, corresponsabilità tra presbiteri, laici e persone consacrate, strutture al servizio della missione…). Nei vari tavoli tematici abbiamo avuto modo di metterci in ascolto delle diverse narrazioni ed esperienze vissute, un ascolto gratuito, non funzionale a dare risposte o cercare facili soluzioni.

Come sapete, è poi arrivata la notizia della nomina del nostro Vicario Generale don Giuliano Brugnotto a Vescovo di Vicenza (sarà consacrato ed entrerà in Diocesi il prossimo 11 dicembre). Accompagniamolo con la nostra preghiera, e ricordiamo anche il nuovo Vicario don Mauro Motterlini.

La Diocesi di Treviso infine sta iniziando un nuovo cammino con la chiesa di Boa Vista in Roraima. È una nuova missione che come fidei donum vivremo insieme alle Diocesi di Padova e di Vicenza. È questa la risposta che come Chiesa vogliamo dare all’appello che Papa Francesco ha lanciato con la “Querida Amazonia”. Saremo quindi accanto ai popoli nativi, ma anche immersi nelle sfide dell’ecologia integrale, delle migrazioni, nella difesa dei diritti umani. Siamo anche contenti perché ci troveremo a fianco di un nostro grande missionario trevigiano che lì da molti anni ci ha preceduti, padre Giorgio Dal Ben. A gennaio dunque saremo in Roraima ad avviare questo nuovo cammino insieme al Vescovo Michele che visiterà oltre a Roraima anche la missione in Paraguay.

Proprio con lui ci troveremo nel nostro tradizionale appuntamento estivo. Ve lo ricordo con anticipo perché, programmando le vacanze in Italia, possiate tenere presente la data del 28 luglio: ci troveremo quest’anno a Riese Pio X e Cendrole perché la nostra Chiesa celebrerà il centoventesimo anniversario della elezione al Soglio Pontificio di Papa Sarto, il Papa che ha anche avuto un pensiero speciale proprio per le popolazioni indigene latinoamericane (Enciclica “Lacrimabili Statu” del 7 giugno 1912). Sarà una giornata intensa, bella, ricca di incontri e riflessioni che costruiremo insieme. Per questo vi inviterei a darci la vostra adesione. Venite pure accompagnati da qualche amico, familiare o anche dal vostro Parroco (così conoscerà anche lui la bellezza del mondo missionario!!!). Basta solo che ci facciate sapere quanti siete (per telefono o per mail).

Intanto di nuovo un sincero augurio di Buon Natale a voi da parte di tutto il Centro Missionario e i suoi collaboratori.

Don Gianfranco

PS: sempre gradiamo vostre notizie, anche da pubblicare nel nostro settimanale e inserto Diocesano.direttorecmd@diocesitreviso.it
cell. 3357370928 (Rino)

 


Il manifesto dei giovani del Paraguay di cui si parla nel numero dicembre di Terre & Missioni

In allegato il testo integrale del manifesto e su Gallery alcune belle foto di manifestazioni dei giovani
LEGGI  l’articolo che segue che presenta il contesto del protagonismo giovanile da cui è sorto il documento:

 


DA LEGGERE: un’interessante pubblicazione di Stefano Bucci, Ed. Missione Emmaus

Le comunità cristiane sono spesso segnate dall’autoreferenzialità: le routine determinano le prassi pastorali. Questo stile toglie energie e slancio all’esperienza di fede.

Come rigenerare la vita di fede dei battezzati? Come far sì che le comunità siano luoghi significativi per la vita degli uomini e delle donne del nostro tempo? Il testo è uno strumento di lavoro per i singoli e per le comunità e fornisce una serie di suggerimenti concreti per fare discepoli missionari: una prospettiva capace di rigenerare la vita di fede.