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Il Vescovo invia nella nuova missione interdiocesana di Roraima, in Brasile, i nostri fidei donum don Edy Savietto e i coniugi Giorgio Marino e Cristina Boldrin

Don Edy  è fino ad ora parroco nelle parrocchie di Immacolata V. Maria in Olmi San Floriano e S. Maria Assunta in CavrièVisualizza immagine di origine

La coppia di laici Giorgio e Cristina, originari di Padernello, provengono dalla missione di  Quito, in Ecuador, nelle parrocchie di Quito Sur e Jusfut

In diocesi di Roraima, al nord del Brasile, ai confini con il Venezuala, verso fine anno aprirà la nuova missione interdiocesana frutto della collaborazione tra le diocesi di Treviso e di Padova

Sull’ultimo numero di luglio di “Terre & Missioni”, così ha scritto don Gianfranco, direttore del Cmd, riguardo alla nuova missione interdiocesana in Brasile:

Roraima, stiamo arrivando
Con i contatti che i missionari della Chiesa cattolica hanno avuto con i popoli indigeni, per la difesa della vita, delle loro culture e delle loro terre, Roraima è entrata nel cammino dell’evangelizzazione. Fin dai monaci benedettini e dai missionari della Consolata, la causa della vita dei popoli indigeni è stata assunta come annuncio della dignità umana e, a volte, come denuncia di ciò che negava il Vangelo e i diritti umani. Seguendo Gesù Cristo, continuiamo ad affermare la vita in abbondanza per tutti. «Passare da condizioni meno umane a condizioni più umane» è evangelizzare, ci ricordava san Paolo VI”.
Così iniziava la lettera “al popolo di Dio, agli uomini e donne di buona volontà” del vescovo dom Mário Antônio da Silva, quando, lo scorso 23 aprile, salutava la diocesi di Roraima, trasferendosi a quella di Cuiabá, nel Mato Grosso. E’ stato un accorato appello alla difesa dei popoli originari, delle loro terre, della loro cultura, ma soprattutto della vita e della “vita in abbondanza per tutti” (Gv 10,10).
Ed è stata pure una occasione di denuncia dei soprusi e ingiustizie, di cui molte vite umane sono ancora vittime nella martoriata terra di Amazzonia, di cui Roraima è parte. Leggendo il suo messaggio (riportato nel sito del nostro Centro missionario) cogliamo tutto l’ardore missionario di un pastore e profeta, che ama la sua gente, il suo popolo, ed è consapevole che vivere e annunciare il Vangelo di Gesù implica anche schierarsi per la vita, la giustizia, la verità…
Pochi giorni dopo il suo saluto sono stato accolto nella sua casa, a Boa Vista, insieme ad alcuni fidei donum di Padova e Vicenza. Ha voluto esprimere, seppur nell’imminenza del suo lasciare la diocesi, la profonda gratitudine alla Chiesa di Treviso che ha accolto l’appello di papa Francesco alla preghiera per le vocazioni, ma anche a orientare chi ha la vocazione missionaria verso l’Amazzonia (QA 90).
Sono iniziati così i primi passi del cammino di reciproca conoscenza delle due Chiese, un cammino di dialogo e ascolto che ci porterà a continuare a percorrere insieme ad altri fratelli e sorelle i sentieri dell’evangelizzazione in Amazzonia, con tutte le sue sfide, gioie e speranze, sogni e inquietudini.
Nei giorni scorsi, all’incontro diocesano con i missionari che abbiamo vissuto a Morgano, abbiamo accolto, come in un’unica famiglia, anche don Lucio Nicoletto, amministratore diocesano di Roraima e il fidei donum don Mattia Bezze, pure padovano, che condividerà con noi l’esperienza missionaria in Roraima, ai confini con il Venezuela.
Don Gianfranco Pegoraro

Ci diamo appuntamento per sabato sera, alle ore 18.30, presso la Chiesa Votiva – S. Maria Ausiliatrice di Treviso
per la celebrazione dell’ottobre missionario, anche con l’invio dei nostri fidei donum a Roraima.


La missione di Quito Sur e Jusfut

nella diocesi di Quito

I fidei donum trevigiani in missione a Quito, nelle parrocchie di Quito Sur e Jusfut sono don Giuliano Vallotto, don Graziano Mason, Daniela Andrisano e lo sono stati, fino al mese di giugno 2022 i coniugi Giorgio Marino e Cristina Boldrin, originari di Padernello, che sono stati assegnati alla nuova missione di Roraima, in Brasile    

Si è svolto a Morgano, il 13 luglio, l’annuale incontro dei missionari trevigiani con il Vescovo Michele. Vedi le foto e l’articolo di Bruno Desidera dal link che segue

Interessante e partecipato anche quest’anno l’incontro, tenutosi nella prima parte presso la “Casa Respiro”, guidati dalla condivisione di esperienze sul Cammino sinodale avviato in questi mesi nella Chiesa tutta. Ha aperto la condivisione il Vescovo Michele, che ha sintetizzato il percorso vissuto in diocesi in questi mesi ed indicato il cammino che ci attende nelle nostre comunità locali, nella Chiesa italiana e nella Chiesa universale … Continua a leggere Si è svolto a Morgano, il 13 luglio, l’annuale incontro dei missionari trevigiani con il Vescovo Michele. Vedi le foto e l’articolo di Bruno Desidera dal link che segue »

 I vescovi di Manaus dom Leonardo, dom Tadeu e dom Jose, dopo la recente visita ad limina dal Papa, sono in visita anche alla nostra diocesi.

É espressione di fraternità tra chiese e di gratitudine per la collaborazione vissuta da lunghi anni di incontro e scambio. Nei giorni 25, 26 e 27 giugno saranno ospiti presso il nostro seminario, incontreranno il vescovo Michele e visiteranno alcune realtà pastorali della nostra chiesa. Il nostro legame fraterno con la Chiesa di Manaus continua con la reciproca accoglienza e preghiera. Nei giorni successivi incontreranno … Continua a leggere  I vescovi di Manaus dom Leonardo, dom Tadeu e dom Jose, dopo la recente visita ad limina dal Papa, sono in visita anche alla nostra diocesi. »

Brasile: conosciamo la diocesi di Roraima in vista del nuovo impegno missionario in collaborazione con le diocesi di Padova e Vicenza

Vecchie e nuove grandi sfide. 

La diocesi di Roraima (che sarà meta del prossimo impegno missionario della diocesi di Treviso, in collaborazione con Padova e
Vicenza), nell’estremo Nord del Brasile, con i suoi circa 220.000 kmq di estensione, copre tutto il territorio dell’omonimo Stato brasiliano; è dunque un vasto territorio caratterizzato da più volti e sfaccettature territoriali, sociali, etniche ed economiche. Spiccano alcune peculiarità: pur essendo tra le più estese del Brasile, la diocesi conta una popolazione di soli 650.000 abitanti. Di questi, circa 80.000 persone appartengono a undici gruppi autoctoni indigeni, con lingue e culture proprie.
La Capitale Boa Vista, situata sul lato occidentale del Rio Branco, a 210 chilometri dal confine con il Venezuela, si è caratterizzata come “l’isola felice”, con forte presenza di classi medio-alte e livelli di criminalità e insicurezza sociale inferiori rispetto a quelli registrati in altre realtà metropolitane brasiliane. E’ un contesto, comunque, in continua evoluzione; non è da trascurare il crescente cambiamento del tessuto sociale dovuto ai flussi migratori che hanno portato molte persone, soprattutto di origine venezuelana, a fermarsi nelle periferie urbane. In tutto il territorio del municipio di Boa Vista si è passati da una popolazione di 250.000 abitanti del 2015 agli attuali 410.000. Nel giro di pochi anni, dunque, alle due grandi sfide che caratterizzavano questa regione del nord del Brasile (invasione delle terre indigene da parte dell’«agrobusiness» e l’attività di estrazione mineraria predatoria che mina la sopravvivenza dell’ecosistema e la sacralità della vita umana, come si può leggere nell’articolo qui sotto) si sono aggiunte due grandi emergenze sociali e umanitarie: l’arrivo in massa dei migranti dal Venezuela e la pandemia di Covid-19 che hanno determinato ulteriori effetti di disgregazione sociale, di tensione politica, di esclusione e marginalizzazione di forte entità. Tale situazione va comunque a sommarsi alle ormai strutturali problematiche legate alla corruzione politica, al narcotraffico, all’inquinamento e alla distruzione del creato.
Dal punto di vista ecclesiale, la diocesi, dopo il recente trasferimento del vescovo, dom Mário Antônio Da Silva, a Cuiabá, e l’elezione del  fidei donum padovano padre Lucio Nicoletto (nella foto) come amministratore diocesano, è in attesa che il Santo Padre nomini il successore. Dom Mario ha salutato proprio lo scorso 23 aprile la diocesi inviando al popolo fedele di Dio una lettera di saluto che richiama le attuali sfide socio-ecclesiali più significative. La Chiesa di Roraima è in prima linea nell’annuncio della Buona Notizia, come ama ricordarci il nostro caro padre Giorgio Dal Ben, che ha dato la vita per testimoniare il Vangelo di Gesù tra i popoli indigeni, Vangelo che ha la forza di trasformare e rinnovare la vita e la storia di ogni uomo, popolo e cultura.
Così vediamo la Chiesa camminare insieme alle popolazioni native e all’accoglienza dei migranti e rifugiati, nella difesa dei diritti umani e nella salvaguardia del creato; una Chiesa che si sintonizza ampiamente con quanto espresso nel recente Sinodo per l’Amazzonia, culminato con l’esortazione apostolica “Querida Amazonia” e alla ricerca di nuove espressioni del suo essere Chiesa inculturata e con “volto amazzonico”, una Chiesa che rimane fedele alla testimonianza evangelica anche attraverso le sfide di un non sempre facile dialogo con altre confessioni cristiane e nella pluralità delle espressioni culturali.
Continueremo nel tempo prossimo ad approfondire la conoscenza di questa nostra chiesa sorella con la quale ci apprestiamo a “camminare insieme”; sarà un dono che ci viene offerto, una opportunità per questo nostro tempo storico in cui viviamo, avere
accanto una “sorella” che con noi condivide sfide globali, sogni e prospettive per una nuova evangelizzazione e un nuovo “volto di
Chiesa”. (don Gianfranco Pegoraro)

 

Nelle foto, durante la vista ad aprile di don Gianfranco  in Brasile
– cena finale a Boavista con i missionari di Padova e Vicenza e don Giorgio Dal Ben
– visita al Vescovo Mario Antonio
LEGGI dal link che segue il saluto del vescovo Mario Antonio di Boa Vista (tradotta in italiano nella seconda parte del testo)

https://www.diocesitv.it/centromissionario/wp-content/uploads/sites/30/2022/05/lettera-del-Vescovo-Mario-Antonio-di-Boa-Vista-PDF-completo.pdf