CI SCRIVE, da Belo Horizonte, Brasile, P. Siro Opportuni; una testimonianza su come “risvegliare” la missione nelle periferie

Sono padre Siro Opportuni,  originario della parrocchia S. Stefano di Martellago, missionario della comunità missionaria di Villaregia da 37 anni e sacerdote da 28 anni.
Ho vissuto due esperienze missionarie in Brasile, prima a Belo Horizonte e poi a San Paolo, e una terza esperienza in Mozambico, dal 2009 al 2017. In questo momento mi trovo nuovamente in Brasile, a Belo Horizonte per continuare il mio cammino missionario. Esperienze che dicano la bellezza di una chiesa in uscita: alla luce di questo invito vorrei condividere una esperienza
vissuta lo scorso mese di gennaio.
Il mese di gennaio in Brasile è tempo estivo, tempo di vacanza dalle scuole; per questo motivo organizziamo con i giovani una esperienza missionaria che si chiama, ferie  missionarie; dieci giorni delle vacanze scolastiche dedicate all’evangelizzazione.
Un gruppo di trenta giovani si è reso disponibile per vivere una esperienza di evangelizzazione visitando le famiglie della città di Ubaporanga, a sei ore di strada dalla città di Belo Horizonte.
Alcuni giovani della parrocchia si sono uniti a noi per vivere questa esperienza di chiesa in uscita verso le periferie e le zone rurali di questa cittadina. Le nostre magliette gialle con la scritta “despertar a missão” (“svegliare la missione”), sono state come delle luci durante i dieci giorni di missione per le strade della città; l’entusiasmo e la gioia dei giovani hanno contagiato la parrocchia e le famiglie visitate.
La nostra giornata iniziava con il ritrovo in piazza e la partenza per la zona rurale; a volte 30-40 minuti di strada per arrivare nella cappella. Dopo l’accoglienza calorosa della gente che ci aspettava, momento di preghiera e inizio delle visite alle famiglie percorrendo ancora chilometri di strada non asfaltata per giungere alle famiglie più lontane.
Lo stupore delle persone nel vedere i giovani missionari visitare le loro case portando la Parola di Dio era il segno della gioia nell’accogliere i missionari; il dialogo, la conoscenza, la preghiera fatta insieme, la benedizione delle famiglie e della casa, erano
i momenti di ogni incontro con le famiglie.
I giovani missionari portavano la gioia del Vangelo e ricevevano la gioia dell’accoglienza semplice e umile delle famiglie.
In questa zona del Brasile cheabbiamo visitato sono caratteristiche le piantagioni di caffè, e quindi in ogni casa non poteva mancare “um cafezinho” come segno dell’accoglienza della gente.
L’esperienza della missione si è conclusa con una grande celebrazione eucaristica nella piazza del paese e una processione per piantare una croce nel punto più alto della parrocchia, come segno della missione avvenuta nella città. Una chiesa giovane, con il volto dei giovani, continua a evangelizzare ancora oggi; una chiesa in uscita che parla a tutta la chiesa del mondo dicendo che il Vangelo cammina per le strade del mondo con coloro che lo portano sino ai confini della terra.
Porto nel cuore ancora la gratitudine a Dio per questa esperienza missionaria vissuta con i giovani, testimoni della gioia del Vangelo.
(padre Siro Opportuni)