Scrive dall’estremo nord del Brasile. Il sisma nel paese confinante potrebbe far riesplodere l’emergenza venezuelani
A PACARAIMA LA MISSIONE IN UNA REALTÀ COMPLESSA
Anche oggi, di buon mattino, sono uscito per una piccola comunità. Era programmata la messa, con la presentazione e iscrizione di un gruppetto di adolescenti che chiedevano di poter fare il cammino di cate chesi per prepararsi alla Prima comunione e alla Cresima.
Inoltre, dopo la messa, l’incontro con genitori e padrini di alcuni bambini per i quali era stato chiesto il Battesimo.
Con questo e altro, qui i giorni corrono via veloci con tutto il loro carico di cose programmate e di tante altre che si aggiungono. Le cose poi sono attività, incontri, celebrazioni, e quindi si tratta di persone, di gruppi, di famiglie, di comunità. Certo, ci sono i piccoli lavoretti (manutenzioni, riparazioni, costruzioni), ma pure questi sono sempre in funzione di una buona accoglienza e di un buon servizio e aiuto alle persone e alle comunità. Insomma cordialità, disponibilità, praticità…
La realtà sociale è molto complessa, le esigenze delle singole persone, come delle famiglie e delle comunità, sono tante. Molte volte, è vero, sono richieste più “materiali”, ma è grande anche la richiesta di una maggior presenza e vicinanza pastorale e spirituale. Grande è la fame di pane, di lavoro, di casa, ma, mi rendo conto che “non di solo pane vive l’uomo”.
Forte è la tentazione di voler risolvere tutto e subito, di avere risorse per rispondere ad ogni richiesta, ma asseconda re questo è creare una dipendenza che non fa bene a nessuno.
La via da perseguire è quella dell’incontro per aiutare a prendere coscienza delle possibilità e opportunità proprie di ogni persona e famiglia e comunità. Ciò non esclude che talvolta l’aiuto concreto, immediato, è prioritario.
Il flusso migratorio dal Venezuela, anche se in tono minore, continua, e ora con il terribile terremoto che ha colpito questo Paese, può essere che molti tra i sopravvissuti, che hanno perso tutto, cerchino aiuto e rifugio presso familiari e amici che già risiedono qui in Brasile.
Qui da noi si è avvertito solo un leggero tremolio, ma nel le zone dell’epicentro del sisma, è stata ed è una grande catastrofe, con tante vittime e tante persone ancora più in difficoltà. È grande la solidarietà da parte di tanti Paesi e di tante istituzioni e singole persone, impegnate a salvare, aiutare, e anche contrastare l’opera di tanti malvagi individui che approfittano della situazione per i loro sporchi traffici di cose e di persone.
Abbiamo iniziato la distribuzione, nei “quartieri” più poveri, di un aiuto mensile.
Non ci limitiamo a dare degli alimenti, ma organizziamo per tempo le cose di modo che la consegna sia preceduta da un incontro con le mamme, con attività che le aiutino a valorizzare la loro persona, a prendere coscienza delle loro possibilità, a confrontarsi su problematiche da loro evidenziate (vita familiare, i figli, scuola, casa, lavoro).
Di recente, abbiamo avuto la visita del Vescovo di Padova, Claudio Cipolla; abbiamo visitato alcune comunità, sia qui nell’Area missionaria di Pacaraima, sia in Venezuela.
Giornate intense, di reciproca conoscenza, caratterizzate da una cordiale accoglienza.
Don Giuseppe Danieli






