CI SCRIVE dalla Costa D’Avorio Annamaria Michieletto, della Comunità Missionaria di Villaregia

Yopougon le 13 12 2024

«Il Verbo si fece carne
e venne ad abitare
in mezzo a noi» (Gv 1,14)

Carissimo don Gianfranco e amici del centro missionario diocesano, vi raggiungo con i miei più cari auguri per il Natale che si avvicina.
Ripercorrendo la vita di quest’anno è facile riconoscere che il Signore ha operato per noi e attraverso di noi, permettendoci a nostra volta di alimentare la Speranza in tante persone.
Tante storie, tanti volti si sovrappongono nella memoria per presentarli al Signore che viene, al Dio-con-noi che si fa carne.
Davanti al presepio è più facile pensare ai più piccoli toccati dalla sofferenza, e mi torna alla mente la storia di Mohamed, il terzo figlio di Amina.
Nell’ambito delle nostre campagne di sensibilizzazione sulla malnutrizione che realizziamo nei quartieri più poveri, abbiamo conosciuto questa famiglia. Il marito non ha una situazione finanziaria stabile e il suo reddito non è sufficiente per garantire la sicurezza alimentare. Per aiutare la famiglia a sopravvivere, Amina vende noci di cocco con un banchetto lungo la strada.
La malnutrizione è un male pernicioso che prima toglie energia e poi attacca il potenziale intellettuale. Il piccolo Mohamed era un flagrante caso di malnutrizione. Era irritabile e aveva un colorito pallido. Era debole e la sua capacità motoria sembrava compromessa. Appariva costantemente astenico.
Vedendo il piccolo Mohamed, il team di sensibilizzazione ha esortato Amina a frequentare i corsi di nutrizione che hanno lo scopo di sensibilizzare le mamme alla corretta alimentazione e alla cura dei bambini malnutriti, visto che molte giovani donne non sanno che è possibile offrire una dieta ricca di tutti gli elementi nutrizionali essenziali con prodotti locali. Da qualche parte ho sentito la frase: “L’ignoranza è una forma di povertà terribile” e davvero ne constato la drammatica verità.
Il recupero dei bambini malnutriti a volte può essere spettacolare quando la madre segue scrupolosamente le raccomandazioni. Un bambino può riprendersi rapidamente. Ma non è stato il caso per il piccolo Mohamed.
Amina aveva difficoltà a frequentare regolarmente i corsi nutrizionali, che si tengono il sabato, perché per frequentarli avrebbe dovuto rinunciare alla sua attività, essenziale per la sopravvivenza della sua famiglia. Quindi lei è assente e il piccolo non si riprende. Un circolo vizioso che ha rischiato di portarsi via il piccolo Mohamed.
Konan, l’agente incaricato dell’attività si è trovato di fronte a una grande sfida: salvare il piccolo Mohamed senza peggiorare la situazione finanziaria della sua famiglia. Egli ha deciso così di incontrare la famiglia e i vicini di Amina, per una supplica in favore del piccolo Mohamed. Riescono a ragionare con Amina, che riesce ad organizzare il suo tempo, in modo da poter seguire i corsi nutrizionali senza interrompere la sua attività.
Una delle tante storie che tocchiamo con mano nelle nostre attività di aiuto alle persone vulnerabili. Un’esperienza che è terminata bene e infonde speranza.
La speranza è un grande dono e tutti ne abbiamo bisogno: che in questo Natale ciascuno di noi possa essere un segno che aiuta chi gli sta attorno a ritrovare la Speranza.
Termino porgendo a ciascuno di voi i miei e nostri più cari auguri di un santo Natale e di un buon inizio del nuovo anno a lei e a tutti i collaboratori del centro missionario.-
Annamaria Michieletto