Collegherei la “luce”, l’energia elettrica, all’acqua; è importante. Di acqua ce n’è, in Angola, ma molto spesso non accessibile a causa
della distanza; in certi villaggi africani la gente fa chilometri per andare ad attingere un po’ d’acqua. C’è l’acqua del pozzo, ma a volte è molto profondo; sarebbe utile una pompa e una pompa funziona con l’energia elettrica. Può anche servire l’energia elettrica per disinfettare, purificare, sterilizzare l’acqua, che molte volte è inquinata, magari non da tanti agenti chimici, anche se qualche volta succede, ma soprattutto da agenti patogeni, come l’ameba e altre cose, che portano molte malattie. A Namuangongo c’è anche questa esigenza, che viene incontro al bisogno fondamentale dell’acqua.
Namuangongo è un municipio (corrisponderebbe a un nostro comune) a Nord di Luanda; si trova in un territorio vasto come una nostra provincia. Siamo presenti qui come Società delle missioni africane da parecchi anni, una ventina, in una zona rurale che ha enormi problemi di sviluppo, di lavoro, di salute, di esodo rurale, di poche prospettive di futuro per i ragazzi e i giovani che lasciano il lavoro agricolo per andare in città. Qui cerchiamo di annunciare Gesù, il Vangelo e nello stesso tempo accompagniamo la popolazione per una crescita umana e sociale, nella misura del possibile. Le sfide sono enormi.
In passato, durante la colonizzazione, questa era zona della produzione del caffe, quindi una zona ricca, ma in mano ai portoghesi, con le loro “fazendas” (fattorie) dove si praticava anche lavoro forzato, si lavorava quasi gratis. Poi, sono scoppiate le guerre. Prima la guerra di liberazione, poi quella civile. Con le guerre le attività economiche si sono fermate, la coltivazione del caffè è cessata, la gente è scappata.
È rimasta solo la popolazione anziana, e qualche bambino. Questo ha fatto sì che questa zona sia in grande ritardo dal punto di vista dello sviluppo umano e sociale. Il problema dell’energia elettrica è un problema abbastanza grave. Qui in Italia siamo abituati ad avere sempre la luce; basta premere un pulsante e si accende subito una lampadina.
E, invece, in quella zona non c’è energia elettrica; la guerra ha distrutto tutto e a tutt’oggi la luce non è ancora arrivata. Quello dei pannelli solari è un progetto che va nel senso di aiutare non solo la missione e le piccole comunità cristiane, ma anche la popolazione in generale.
L’azione dei missionari non è riservata, limitata alla piccola comunità, ma è aperto a tutti, allo sviluppo umano e sociale di tutti.
Vorrei anche aggiungere che a Namuangongo le suore hanno aperto una “creche”, un asilo infantile, dove è necessaria l’energia elettrica per alcune attività con i bambini: conservare il cibo (viene offerto un pasto al giorno), ma anche nel reparto della maternità del dispensario serve avere l’energia elettrica, per alcuni apparecchi di analisi. C’è molta malaria, dovuta alle zanzare, ma anche altre malattie come febbre tifoide; è fondamentale avere alcuni apparecchi, strumenti per le diagnosi. La speranza è che in un Paese, che potrebbe essere non dico un paradiso, ma sicuramente di alto sviluppo, il progresso possa crescere e creare condizioni migliori. (padre Luigino Frattin)
Testimonianza pubblicata anche su TERRE&MISSIONI” (Vita del Popolo) di gennaio
CI SCRIVE dall’Angola P. Luigino Frattin: “A Namuangongo senza luce e acqua”.





