E ci parla della scuola agricola in cui ora è impegnata a formare giovani e adulti
Dalla fine di agosto, sono rientrata nella mia terra di missione, in Repubblica Centrafrica e grandi novità mi attendono. Per il nuovo anno scolastico, mi è stato chiesto di seguire la scuola agraria, nata 3 anni fa e che si trova sulla collina del Carmelo ed è gestita dai padri Carmelitani. Proprio un grande cambiamento nella mia vita da missionaria, dopo 10 anni al lavoro nella scuola materna e primaria!! Infatti da quest’anno mi occupo di formare giovani e adulti nel settore agricolo e dell’allevamento nella prospettiva che, una volta finita la loro formazione, possano avviarsi nel lavoro come dei piccoli imprenditori agricoli.
Sento che è una bella e nuova sfida che mi permette di mettermi in gioco assieme ai miei nuovi alunni, adulti che vengono con costanza a scuola perché vogliono essere il futuro del loro Paese, imparando nuove tecnologie, più performanti di quelle rudimentali che mettevano in pratica con l’agricoltura di base e di sussistenza nelle loro famiglie.
Altro importante settore che vorremmo sviluppare, all’interno della nostra scuola professionale, è quello dell’allevamento; per questo abbiamo messo in piedi differenti strutture adatti alle diverse realtà di pollame, tacchini, quaglie, conigli, capre, pecore e mucche. Gli studenti potranno far pratica di allevamento con settori che normalmente non conoscono, ma anche potranno continuare a frequentare, una volta conclusa la formazione, dedicandosi anche al lavoro.
Altro settore, ancora molto da sviluppare, è quello dei vivai, di piante da frutto e di fiori ornamentali, compreso il settore di decorazione di giardini; ci aiuta a far nascere e coltivare l’idea del bello, attraverso opere d’arte ce si possono creare anche grazie alla natura che ci circonda.
E non ultimo durante questa pausa estiva abbiamo avviato l’atelier di trasformazione dei prodotti, un laboratorio molto apprezzato dai nostri studenti, dove possono cimentarsi nella produzione dello yogurt, formaggi, marmellate, sciroppi e tante altre tecniche di conservazione di frutta, verdura e latticini.
La visione della scuola che vogliamo è quella di favorire e vivere l’imprenditoria e garantire sussistenza ai nuclei famigliari dei nostri alunni, ma anche di essere risorsa alimentare per un Paese non ancora autosufficiente e che dipende molto dai Paesi limitrofi per le derrate alimentari annuali; questa dipendenza, sommata ai grandi costi dil trasporto e i dazi doganali, fa lievitare molto i costi di alimenti di base che si potrebbero essere prodotti direttamente in loco con una adeguata formazione.
Ecco la nuova sfida che insieme vorremmo portare avanti quest’anno! Buon mese missionario a tutti noi e un saluto dal Centrafrica.
(Monica Colla)






