CI SCRIVE: Paola Pavan dal Burkina Faso, con una testimonianza da Ougadougou

Speranza che nasce

“Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse” (Is 9, 1). Queste parole tratte dal libro di Isaia che abbiamo ascoltato nel Natale, sembrano esprimere con attualità ciò che viviamo nella nostra missione, in Burkina Faso.

Da quasi due anni vivo nella periferia della capitale, Ouagadougou; giorno dopo giorno ho potuto cogliere luci e ombre di questa realtà, speranze e fatiche della gente che vive in questo territorio. Il terrorismo è una piaga che non si rimargina, nonostante gli sforzi del governo militare e anche della gente. Per sostenere le spese di armi per la difesa ci sono tasse a tutti i livelli: sui cibi, sui salari, sul telefono, ecc.

Anche se le zone di conflitto sono lontane da noi, tuttavia, tante famiglie soffrono per la perdita di familiari, militari uccisi in imboscate.

Tante altre famiglie, che vivono nei confini del paese, lasciano casa e campi per rifugiarsi in città e appena torna la “calma” ripartono al villaggio.

Tutto questo incide sul costo dei beni di prima necessità e sulle tasche della gente. Per questo, il numero dei bambini che aiutiamo ad andare a scuola non diminuisce. Circa trecento bambini possono andare a scuola con il nostro sostegno e di questi la metà può ricevere un pasto al giorno attraverso la collaborazione con alcune mamme ristoratrici, presenti nei diversi quartieri della missione.

Il catechismo è un ambito della nostra pastorale dove la “grande luce” di Gesù viene trasmessa con tanto amore e passione dai 170 catechisti ai circa 6.000 bambini che arrivano con gioia, nonostante il disagio di non avere un’aula e delle panche su cui sedersi. Per tanti anche un sasso fa da sedile e l’ombra degli alberi fa da tetto. Qualche tettoia è stata montata, ma il numero dei bambini supera alla grande le strutture esistenti.

Alla fine di novembre, in un villaggio lontano un centinaio di chilometri dalla missione, abbiamo celebrato la realizzazione di un progetto di miglioramento del territorio: finalmente tante famiglie, soprattutto tante donne e bambini, possono risparmiarsi chilometri di cammino per raggiungere il nuovo mulino, dove portare il mais e il miglio coltivato nei propri campi.

In parrocchia, con l’aiuto di medici e infermieri, abbiamo potuto offrire a 400 donne un esame di prevenzione del tumore al seno. Per 20 di loro è stato un esame fondamentale, per procedere con cure mirate. Nel corso dell’anno cerchiamo di offrire esami specifici a chi non se li può permettere.

La gratitudine e la gioia per quanto si è costruito e raggiunto, attraverso formazioni e attività sociali, sono il frutto di tanto amore concreto, condiviso attraverso gesti di solidarietà che ci hanno permesso di dare segni di speranza, di essere un canale per questa Luce che si fa strada in mezzo alle tenebre della povertà e delle guerre sparse nel mondo.

Che lo spirito del Natale, con cui abbiamo iniziato questo nuovo anno, porti nuova luce tra i popoli, tanta pace e amore nei nostri cuori e nelle nostre case. (Paola Pavan)