CI SCRIVONO: Anna e Emanule da Salinas, Ecuador

 Un grandissimo abbraccio a tutti!

È difficile decifrare la situazione attuale di Salinas… loro del resto lo fanno con il loro modo di fare, di agire… nel frattempo noi tentiamo di condividere quello che è il nostro essere, i nostri valori… anche se facciamo molta fatica a comprendere e a vivere alcune situazioni alcuni meccanismi…

La situazione economica del Paese sta peggiorando a vista d’occhio, il prezzo dei combustibili sta galoppando alla grande, ci sono aumenti giornalieri costanti e non solo nei combustibili… In questa situazione di crisi, per la maggior parte frutto della pandemia, ma non solo, dove non tutti hanno un lavoro e gli stipendi sono al limite minimo permesso dalla legge, e con la situazione di emergenza che si sta vivendo, ci si permette di arrivare a pagare solo il 50 % dello stipendio basico (ossia 200 $) senza nessun problema legale.

Non serve essere economisti per intuire che la situazione economica che si prospetta per le famiglie e per la maggior parte del paese si dipinge a tinte scure. Attendiamo le prime misure del nuovo presidente entrato ufficialmente in carica il 24 maggio, nel frattempo si ascoltano le prime indiscrezioni… nella campagna elettorale si proclamava…  “no alla privatizzazione del servizio sanitario, no al taglio delle spese per la scuola pubblica, no al taglio delle spese per il welfare…”, ma ora tutti vedono nuvoloni all’orizzonte… … nei social si incontrano sempre più di frequente dichiarazioni da parte di varie organizzazioni, per la maggior parte quelle legate all’area indigena, che vanno organizzando il “paro” (il blocco) del paese, per il momento solo chiacchere e notizie più o meno fondate…

Noi siamo legati affettivamente a Salinas e alla sua storia, vedere quello che succede ora ci fa male, molto male… ma non possiamo e non dobbiamo intrometterci, potremmo condividere o meno quello che succede, quello che verrà deciso… ma è la loro storia!

…Noi dovremmo cercare di lavorare con le persone, creare legami con le persone, poi attraverso i legami e il lavoro con le persone possibilmente lavorare con le comunità, sempre avendo ben chiaro i fondamenti del nostro essere qui, del nostro tentare di condividere un pezzo della nostra vita con la vita di queste persone, senza mai dimenticare che il nostro essere qui è in nome e per conto del Gruppone e di tutte quelle persone che più o meno intensamente secondo le loro possibilità stanno lavorando al suo interno.  

Emanuele e Anna