DA LEGGERE: “La mistica dell’aratro. La ricerca di un Dio possibile” di Adelino Ascenso. Edizioni Qiquajon

Con la prefazione all’edizione originale di José Tolentino Mendonça

“Abbiamo bisogno di una teologia che parta dalla banalità della vita quotidiana, poiché la fede del cristiano non è semplice adesione a una dottrina, ma una forma di vita concreta”.
Ascenso inizia così il suo libro. Attraverso la semplicità di un’immagine che l’essere umano conosce da sempre, l’aratro, egli conduce il lettore a addentrarsi in profondità mistiche, ovvero nella propria interiorità. L’aratro, strumento necessario al servizio del lavoro umano, lo può diventare anche dell’esperienza spirituale: prima di seminare è fondamentale arare, ossia prendersi cura di quel terreno che ciascuno è, del proprio “strato identitario”, della propria reale situazione. Infatti, perché il seme dia frutto, è necessario che la terra sia in grado di riceverlo.
il “Dio possibile” è quel filo di luce che guida ogni cercatore di senso a compiere il dissodamento del terreno della propria interiorità e dell’incontro con l’altro.