Dalla R.D. del Congo suor Anna Maria Melzano, comboniana, scrive ricordando la figura dell’ex ambasciatore Luca Attanasio

Il Gruppo missionario di Salzano, con gli Amici del Ferro Vecchio, sostengono da anni le sue attività e la sua missione

Carissimi Amici/che tutti,
mi faccio viva dopo un lungo silenzio, anche perché in certe situazioni particolari non si sa cosa dire e si preferisce restare in silenzio. L’intervento è andato bene, sto riprendendo un po’ il ritmo normale. Ringrazio il Signore e ringrazio tutti voi che mi avete seguita con la vostra preghiera. Il Signore ci ha parlato in tanti modi, con la sua parola, ma anche con questa pandemia che sembra non voler finire mai. Vi spero tutti bene, in salute e con il cuore traboccante di gioia e di speranza, perché Gesù è Risorto ed è vivo, presente in mezzo a noi e cammina con noi, anche se non lo vediamo, lo sentiamo. E’ là per infonderci SPERANZA.

Voglio condividere con voi alcune informazioni sulla situazione, attuale, della Repubblica Democratica del Congo. Tutti i media, specie italiani, hanno parlato della morte tragica del nostro ambasciatore italiano, a Kinshasa, in Congo, avvenuta all’inizio di febbraio. Luca Attanasio era una persona, squisita, altruista e capace, che sapeva accogliere e mettere a proprio agio tutti, senza distinzione. Anche lui era considerato un “missionario”. Viveva in Congo con la sua famiglia: la moglie e tre bimbe ancora piccole, non come un funzionario qualsiasi, ma come un cristiano che aveva una “missione”, un servizio da compiere, sul posto, a favore dei fratelli congolesi.
E’ stato ucciso in un imboscata mentre compiva una missione umanitaria: portava cibo e materiale per delle scuole, nella provincia del Kivu all’Est del Congo, dove regna ancora oggi l’insicurezza totale. Con lui sono stati uccisi: un carabiniere e il suo autista. La moglie, interpellata sull’accaduto, ha dichiarato che è stato tradito. E’ certamente vero, perché l’ambasciatore stava indagando su una tragedia nascosta dall’informazione mondiale,  ma che si continua da oltre vent’anni dove gente, che viene soprattutto dal Ruanda e paesi vicini, continua impunemente a sgozzare, mutilare e seminare il terrore sulle strade all’Est del Congo. Perché il disordine e la fuga della gente lascia spazio all’infiltrazione ruandese e allo sfruttamento anarchico di diamanti, oro e soprattutto del Coltan e del Cobalto, elementi ormai essenziali per l’informatica.
In questa zona martoriata del Congo, che confina con il Ruanda, ci sono più del 60% di riserve mondiali del Coltan. Ma il primo esportatore di Coltan è appunto il Ruanda dove la strada più trafficata è quella che lo porta in Congo. Qui si carica il minerale, frutto di angherie e di morte,  ma che dona la ricchezza al paese presentato come modello africano di amministrazione. Naturalmente la legge del profitto delle multinazionali e il commercio mondiale che hanno qui interessi incalcolabili, copre e nasconde questa interminabile tragedia.

Il nostro ambasciatore, con le sue inchieste per far luce su questi massacri e difendere la povera gente, ha minacciato proprio questi loschi interessi; la sua morte non è stato, dunque, un incidente ma il tradimento di qualcuno che ha fatto sapere agli interessati la minaccia della verità che rischiava di apparire, e quindi come Gesù, anche Luca Attanasio “doveva morire” per salvaguardare l’interesse dei potenti.

Non è da meravigliarsi se il governo italiano, dopo aver gridato e fatto fracasso al momento, se ne stia ora zitto e non se ne parli più. Ci sono troppi interessi e complicità che coinvolgono tante persone e istituzioni, ONU compreso. In Congo non sono permesse proteste pubbliche contro questi vergognosi massacri che continuano da oltre vent’ anni all’EST del paese. Dopo un massacro avvenuto in gennaio 2021, particolarmente crudele per  i tanti morti sgozzati e poi mutilati, alcuni missionari hanno scritto al cardinale affinché nelle Messe si facesse memoria di questi morti e si rompa, finalmente, questo silenzio imposto dalle autorità. Non si può più tacere, il silenzio diventa complicità con questi seminatori di morte e di terrore. Qui, da noi in questo momento, ci incute terrore il covid, ma questi nostri fratelli congolesi hanno visto più membri della propria famiglia trucidati quando, le autorità li avevano assicurati che non c’era nulla da temere. Così la storia e le atrocità continuano.

Anche il nostro martire Luca Attanasio era stato assicurato dalle autorità e dall’ONU che non c’era nulla da temere, la strada era sicura e soprattutto perché lui rappresentava un’intera nazione. Così hanno orchestrato l’incidente, una vera esecuzione in piena regola, mettendo a tacere addirittura un ambasciatore che per amore dei fratelli, fra i quali Dio lo aveva mandato, si era impegnato a sollevare il velo vergognoso che copre queste atrocità. Ci sono troppi interessi e complicità della finanza internazionale, delle multinazionali, di gente dell’ONU e del Congo a conservare questa fonte di straordinaria ricchezza, anche se, purtroppo, con la morte e il terrore per tanti fratelli e sorelle innocenti. Ai funerali solenni, dell’Ambasciatore nella cattedrale di Kinshasa, il Cardinale si è rivolto al presidente e autorità civili, definendo questo assassinio il massimo della vergogna e chiedendo che delle misure siano prese per far cessare questa tragedia di terrore per una popolazione che soffre e muore da oltre vent’anni. Purtroppo il messaggio non è stato recepito. Dalla morte dell’ ambasciatore alla fine di febbraio le persone sgozzate erano ancora più di una trentina. E il vergognoso massacro continua anche oggi, perché anche a Pasqua,  hanno continuato con i massacri di: uomini, donne, giovani e bambini, a Beni, cittadina della provincia del Kivu.

La Repubblica Democratica del Congo confina con il Ruanda e dove il genocidio ruandese continua a lasciare il suo strascico catastrofico. L’Est del paese, del Congo, è diventato la zona di morte, la più grande del mondo. Rifugiati di ogni qualità, spinti e sostenuti dai signori della guerra si affrontano sul territorio e commettono massacri per appropriarsi diamanti, minerali preziosi e territorio. In questo inferno il Ruanda è molto attivo. Gli specialisti affermano che le guerre all’Est del Congo hanno fatto più di 6 milioni di morti dal ’97 in poi, più di quelli che ha fatto il genocidio stesso. Sono presenti, attualmente, più di 17.000 soldati dell’ONU sul posto ma il più grande numero di loro sono impotenti . E’ la più grande operazione esterna delle Nazioni Unite, nonostante questo, i massacri continuano: rapimenti di bambini per farne dei soldati, donne violate in massa, persone  scomparse sono diventate le armi più comuni di guerra. Più di un milione di sieropositivi, sono il risultato di questa interminabile tragedia.

Carissimi, non vi ho dimenticato, vi porto nel cuore, con le vostre pene e sofferenze, anche con la sofferenza dei fratelli e sorelle per cui è morto Luca Attanasio e quella quotidiana dei fratelli e sorelle congolesi con i quali ho camminato in questi anni, vittime spesso dell’incuria di coloro che ci governano. In questi ultimi anni la delinquenza si è fatta più forte. Ci sono state esecuzioni di persone assalite durante la notte, e malgrado gli appelli alla polizia, gli assassini, con una mazza, hanno tranquillamente fatto una breccia nel muro della casa, hanno ammazzato il padrone e preso poi tranquillamente il denaro. I vicini non devono uscire altrimenti sparano su di loro. Altri furti del genere non fanno più notizia.

Da oltre due anni, il nuovo presidente aveva promesso di far cessare i massacri all’EST. Il vecchio presidente cercava solo soldi e si riempiva le tasche, il nuovo invece, riempie i suoi discorsi con promesse al vento. Infatti i massacri all’EST continuano, la delinquenza prende forza e la miseria dilaga.

Abbiamo appena ascoltato, durante questa settimana di Pasqua, il racconto dei due discepoli di Emmaus che se ne andavano sconsolati e scoraggiati “Noi speravamo”… e il Risorto camminava con loro, ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Forse anche noi siamo tentati di dire “Speravamo”… che tutto cambiasse, che il covid sparisse invece… La nostra SPERANZA si è indebolita. S. Paolo ci incoraggia: “Tutto concorre al bene per coloro che amano Dio, anche le nostre tragedie, anche il covid e anche i nostri peccati. Che la gioia di Pasqua riempia i nostri cuori. Gesù è risorto, e anche noi nonostante le nostre paure e angosce risorgeremo! Gesù è risorto, è vivo, è in mezzo a noi. Viviamo nella speranza sicuri che in Lui non saremo delusi. Gesù ha vinto la morte!

Grazie a Dio, in Congo, non si sente in diretta il problema della pandemia. Sembra che Dio abbia avuto misericordia per questo popolo che è pur duramente provato, nelle malattie, nella povertà, nei massacri e nelle ingiustizie sociali.
Che il Risorto faccia di noi dei seminatori di SPERANZA, specialisti di FRATERNITA’ come dice Papa Francesco.
Preghiamo insieme perché cessino: malattie, guerre e massacri ovunque. Grazie per il vostro aiuto e sostegno!

Un abbraccio Sr Anna Maria Melzani, Comboniana