Dall’Ecuador notizie inviateci da Bepi Tonello: situazione difficile ma purtroppo sempre più cronica

Cari amici e amiche, ho ricevuto molte richieste di informazioni. Voglio essere sintetico: quello che è successo ieri in Ecuador non è più grave di ciò che succede purtroppo tutti i giorni. Ieri c’è stata la spettacolarità dell’assalto a un canale della televisione pubblica dell’Ecuador e ciò ci ha portato ad essere notizia in tutto il mondo. Oggi la situazione è tranquilla, i servizi pubblici funzionano, la gente lavora, si circola normalmente per le strade.
La cosa grave e che in Ecuador, specialmente nelle province della costa dell’oceano Pacifico, la violenza è ormai cronica.
La polizia ha informato ufficialmente che nel 2023 sono morte di morte violenta (omicidi) 8008 persone, più di 20 al giorno. La maggioranza dei delitti è conseguenza del narcotraffico.
Da quasi sette anni abbiamo governi di estrema destra che applicano ricette neoliberistiche che promuovono la concentrazione della ricchezza invece della sua giusta distribuzione e la riduzione dello Stato.
In questi anni sono diminuiti i servizi sanitari ed educativi, non si fa la manutenzione delle opere pubbliche, non si costruiscono nuove strade, scuole, ospedali, ecc., è aumentata la disoccupazione, molta gente sta tendando di emigrare verso i paesi del nord come negli anni della grande crisi (1998-2003), non c’è fiducia nel sistema giudiziario, ecc.
Lo stato è assente. Il vuoto che lascia lo stato viene riempito da presenze criminali. Le carceri sono controllate dalle bande dei narcotrafficanti, si paga il pizzo per mantenere aperti i negozi. Potrei continuare.
Lo stato risponde con l’aumento degli investimenti per la polizia e le forze armate. Sarebbe molto più utile spendere soldi per l’educazione, la salute e il lavoro della gente.
Avevamo un paese che funzionava e adesso non funziona più.
Questa situazione a noi -GSFEPP, Codesarrollo, FUNDER, Camari, ecc.-
ci impegna più di prima. Vogliamo essere un semplice segno, specialmente per i giovani, che ci sono alternative all’emigrazione e alla criminalità. Con organizzazione popolare, formazione professionale, accesso al lavoro e a mercati equi, finanziamento etico alle cooperative e rispetto della casa comune si può ricostruire la pace, la giustizia, la prosperità e la fratellanza.
Grazie a tutti coloro che ci vogliono bene e ci aiutano.
In famiglia stiamo tutti bene.
Un abbraccio.
Voi dite una preghiera per il nostro Ecuador.
Bepi Tonello*

* missionario laico trevigiano di Operazione Mato Grosso a Salinas