La testimonianza delle nostre fidei donum Debora Niero e Germana Gallina: in Paraguay responsabili di due parrocchie

Quando 7 anni fa siamo partite dall’Italia per la missione in Paraguay, pensavamo di incontrare una Chiesa povera, che per questo necessitava di forze provenienti da una diocesi più “ricca”. Per certi aspetti, in quanto a risorse formative, economiche e a disponibilità di clero e di religiosi, questo è vero.
All’inizio ci meravigliava la poca partecipazione all’Eucaristia o le riunioni con piccoli numeri, o la lontananza geografica delle
comunità che rende impossibile garantire la messa domenicale. Pian piano i nostri occhi, formati a un certo modo di essere Chiesa, hanno iniziato a intravedere e valorizzare i diversi modi in cui il Vangelo e la Chiesa si fanno qui presenti.
Ci ha colpite positivamente partecipare una volta all’anno a San Juan Bautista, centro della diocesi, al ritrovo con rappresentanti di tutte le parrocchie, preti, religiosi/e, laici e laiche, una grande assemblea di due – tre giorni dove pregare e programmare insieme le linee pastorali dell’anno. Seguono incontri mensili nelle due grandi zone della diocesi, Misiones e Ñeembucu.
Le parrocchie dove siamo, sono organizzate come comunità di piccole comunità. Più o meno lontane dal centro della parrocchia, queste piccole comunità, chiamate compañías o barrios, sono animate da laici e laiche, gli “animadores”. Essi sono il riferimento comunitario e pastorale: propongono iniziative spirituali o di solidarietà, invitano alle messe mensili, in qualche caso sono incaricati dal vescovo come celebratori della Parola di Dio e ministri straordinari della Comunione.
In questo cammino di Chiesa ci inseriamo noi cooperatrici pastorali, da due anni nominate dal vescovo Pedro coordinatrici responsabili di due parrocchie dove non risiedono i preti, Debora a Villalbin, Germana a Yabebyry. In diocesi da tempo esiste un’esperienza analoga, nella parrocchia di santa Maria di Fe, coordinata da una religiosa.
Il nostro servizio è accompagnare, valorizzare, formare i laici e le laiche della comunità, in comunione con i preti fidei donum che vivono nella terza parrocchia della missione, Laureles.
Il lavoro pastorale a volte può sembrare poco strutturato, ma proprio questa povertà fa percepire con forza l’importanza che ogni membro, in virtù del battesimo, deve essere protagonista della comunità; che la Parola di Dio è per tutti, a tutti parla e tutti possono dire una parola su di essa; che la liturgia è spazio importante di partecipazione.
Due piccoli esempi nati quest’anno. Un gruppo di laici, interrogandosi su come annunciare il Vangelo a tutti, dopo aver pregato ed essersi confrontati, hanno creato un gruppo di “missionari” che visita le famiglie proponendo un piccolo incontro biblico.
Il secondo esempio è la nascita di un gruppo di donne che curano gli incontri liturgici nel loro insieme, dalla bellezza e pulizia della
chiesa, alla preparazione delle letture e dei canti, al momento di condivisione fraterna. Semplici esempi di cammini comuni, piccoli segni di quella sinodalità su cui si stanno impegnando le nostre Chiese. Stiamo imparando che fragilità e povertà possono favorirla. Paola, da pochi giorni arrivata in missione, si inserisce in questo cammino di Chiesa.
Debora Niero e Germana Gallina
(da “La Vita del Popolo” di domenica 27 novembre 2022)