Laica consacrata – Paola

La testimonianza di Paola dell'Istituto Secolare Figlie della Regina degli Apostoli

Mi è stata chiesta una testimonianza sulla mia personale esperienza della vita come dono.

Non posso che individuare la prima, forte e fondante esperienza avuta a 25 anni.
Come tanti giovani fatta la cresima ho lasciato la vita parrocchiale.
Pensavo di bastare a me stessa, infondo con un po’ di buon senso e buona volontà contavo di farcela: terminati gli studi ho volentieri iniziato a lavorare per avere la mia autonomia economica, coltivavo le mie amicizie, avevo i miei svaghi e desideravo trovare l’uomo giusto con cui formare una famiglia.
Dio tutto sommato non mi serviva. . . .   se non per lamentarmi dei problemi soprattutto familiari, come ve ne sono in tutte le famiglie.
Il giorno del mio 25° compleanno mi accorsi di avere un piccolo nodulo al seno. Tra esami, visite e intervento, prima di avere in mano l’esame istologico, passarono 3 mesi non facili poi .. .   tutto negativo.                     Non era niente ma nulla era più come prima.
Inizio così a rendere grazie al Signore, non solo per il dono della salute (non sarei onesta se lo negassi) ma anche e soprattutto per il dono della vita: per la prima volta mi sono sentita creatura amata, cercata, accolta così com’ero da Dio. Ho iniziato a vedere e a considerare le cose di ogni giorno con un altro spirito, a gustare e ad avere maggiore cura delle relazioni quotidiane.
Ho ripreso, dopo anni ad andare in chiesa, ho imparato ad inginocchiarmi, a pregare e a frequentare la messa (che ha iniziato ad essere per me un vero rendimento di grazie).. . .  vincendo anche alcune resistenze tutte mie: devo dire che ho trovato persone accoglienti, non invadenti e non giudicanti.

Poi, siccome abbiamo un diavoletto che lavora dentro molto bene, cercai spiegazioni a quanto mi stava capitando e risposte alle domande di senso che mi nascevano dentro leggendo qualcosa di filosofia: mi sentivo poco “attrezzata” con la mia preparazione tecnica . . .    forse non era il caso di disturbare così tanto Dio. . .       ma poi i filosofi che più mi arricchivano andava a finire che era quelli cristiani (S. Agostino, Kierkegard. . ).
Trovai molto belle alcune letture che mi sento di consigliare a chi magari si sta ponendo delle domande: IL CAMMINO DELL’UOMO del teologo ebreo Martin Buber e LE LETTERE DI BERLICCHE di C.S. Lewis.

Di pari passo cresceva in me da una parte il senso di gratitudine e la fiducia nel Signore e dall’altra la consapevolezza della mia piccolezza/fragilità e dei miei peccati. Così, spontaneamente, mi riaccostai al sacramento della riconciliazione.
A margine di una confessione mi sfogai per un problema familiare, molto doloroso, di difficile gestione che proprio non riuscivo ad accettare.
Il sacerdote, dopo un attimo di silenzio mi disse: “Fai del bene”. Uscii delusa, mi pareva di non essere stata ascoltata e per nulla capita ma, avendo sempre più stima anche dei sacerdoti, “sulla Sua parola gettai la rete” . . . .   e i doni ricevuti nel fare volontariato non si contano: quante persone tribolano eppure lottano e si danno da fare! Quante persone, magari anche sposate, donano tempo e condividono esperienze . . .
E’ cresciuta in me la passione per il sociale (finanza etica, commercio equo e solidale, responsabilità sociale e ambientale d’impresa….   sono temi che mi appassionano) ed è maturata in me progressivamente la consapevolezza del ruolo dei laici nel mondo. Pur stimando preti e suore valuto prezioso il ruolo dei laici. . . .      è cresciuto in me il desiderio di essere una credente credibile nel contesto di vita quotidiano.

Piano piano sono arrivata a pensare possibile una mia donazione al Signore ma gli chiedevo di non darmi nessun “abito” perché volevo rimanere nel mondo senza segni distintivi, laica tra gli altri, e vivere la solidarietà di Gesù per l’uomo nel “nascondimento di Nazareth”.
Mi iscrissi volentieri ad un corso in cui venivano presentate figure di laici significativi: il medico Pampuri, il sindaco Giorgio La Pira, la signora Beretta Molla e la giornalista Elena da Persico. Quest’ultima figura mi colpì molto: forte della relazione fondante col Signore spese la propria vita nel mondo facendo cose molto belle e pertinenti alle esigenze del suo  tempo (impegnata nel sociale in maniera creativa e sempre attenta ai cambiamenti epocali vissuti tra fine 1800 il 1948 anno della sua morte). Ha vissuto in prima persona e ha aperto una via percorribile di consacrazione laicale radicale riconosciuta dalla Chiesa: l’Istituto Secolare F.R.A. il cui carisma è la contemplazione nell’azione a servizio dei fratelli.

Veramente lo Spirito Santo ha molta fantasia !!!   E fa veramente tanti doni, a ciascuno quello più adatto al bene più vero della propria vita.

Veramente il Signore è fedele: non forza la nostra personalità, ci ama come siamo e interpella la nostra libertà senza forzarla ma per donarsi e condividere la sua gioia.

Mi sentivo davanti ad un bivio importante e ho accolto un altro dono dell’amore fedele del Signore: la guida spirituale perché capivo che serviva un discernimento.

La vocazione è un grande dono!
Quest’anno festeggio dodici anni di consacrazione nell’Istituto FRA, che mi ha accolta, formata e che mi sostiene. Ciascuna vive a casa sua ma condividiamo una fraternità profonda che ci sostiene nel fedele affidamento quotidiano sulla via dei consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza possibile con l’aiuto del Signore