Tu per me sei utile- Testimonianza di sr. Anna Vanzin

Tu per me sei utile
Accetta l’onere, l’impegno
E dimmi poi, se i primi mollano
Mi spieghi gli ultimi come fanno?

Queste sono le parole di una canzone di Niccolò Fabi, Il Primo della Lista, che mi aiuta oggi a raccontare quello che ho cominciato a vivere qualche anno fa, quando cominciava il mio cammino verso il Signore.

Mi chiamo sr Anna, ho 26 anni, vengo da san Vito di Valdobbiadene e da un anno e mezzo sono una suora dorotea.

Raccontare la storia della mia vocazione, la storia di Dio con me, mi riesce sempre un po’ difficile perché mi accorgo sempre di quanto sia ricca, strapiena di dettagli che diventano sempre più grandi guardandoli con Lui. Un po’ come quando si osserva un ricamo nel quale i fili, intrecciandosi, tessono una trama piena di colori, che quasi ci si perde! Pian piano come un artigiano ha tessuto e colorato i miei giorni, le mie scelte… mi ha fatto fare esperienze bellissime! Faccio fatica allora a raccontare il mio percorso, perché sì, ci sono delle date, degli eventi che l’hanno segnato, che mi hanno dato l’occasione di fare delle scelte decisive… ma mi accorgo sempre di più di come il Signore abbia tessuto tutti i miei giorni, “fin dal grembo materno”.

La mia infanzia serena e semplicissima mi ha fatto godere dell’amore di una famiglia semplice, saggia e buona e di un senso di comunità vivo, dove le famiglie si riconoscevano in un’unica famiglia e si sentiva di essere per e con gli altri. La mia adolescenza è stata come quella di tutti gli altri! Ecco, forse ero più sulla sponda degli anonimi, forse dei secchioni… dei “casa e chiesa”! Ma con pazienza anche questo tempo è stato di semina per Dio, nel mio cuore, di grandi desideri!

Mi accorgevo sempre di più di come il mondo avesse bisogno di essere un posto migliore, più giusto, più felice… i grandi ideali fioriscono in questa età ed è un guaio spegnerli! In me non facevano tanto rumore, ma mi hanno sempre tenuto compagnia finché qualche anno fa, quando ero in 4ª superiore, iniziavo a sentire l’urgenza di scegliere “cosa fare dopo”: difficilissimo! Zero idee, zero.

Facevo ragioneria ma a me non piaceva perché l’idea di stare con le carte in un ufficio tutto il giorno tutti i giorni, non faceva per me! Mi rendevo conto che quello che mi piaceva era stare con le persone, “fare” qualcosa per loro, e se possibile farle anche più felici… in parrocchia al tempo facevo praticamente tutto quello che si poteva fare! Coro, Grest, catechismo, animazioni varie… e la domenica era il giorno del rifornimento: a messa, col coretto, mi sentivo davvero bene; nel canto scoprivo di parlare con Dio e nella liturgia imparavo l’arte dell’Ascolto, che cercavo di esercitare anche nei giorni seguenti… però, sentivo che quello che facevo non mi bastava, volevo dare di più, volevo trovare il mio posto!

Ecco che nel Novembre del 2013, ho conosciuto una suora giovane che aveva negli occhi una gioia che mai avevo visto prima e mi incuriosiva tanto! L’ho avvicinata e lì è cominciata una relazione importante: mi ha proposto di partecipare a qualche iniziativa di servizio con altri giovani della mia età e pian piano mi accompagnava nel tempo delle scelte: era l’anno della maturità per me! Io le ho confidato il mio desiderio di un’esperienza di missione per conoscermi dentro e per sperimentare il Servizio tra i poveri e così è stato: l’estate successiva, nel 2014, finiti gli esami di Stato ho vissuto con lei e altre ragazze della mia età due settimane di servizio in Romania, tra i bambini di orfanotrofi, scuole speciali e di quartieri davvero poveri… dopo esperienze del genere non si rimane mai uguali, si vedono così tante ingiustizie che si sente dentro il dovere di prendere una posizione e fare delle scelte concrete per uno stile di vita vero, autentico… per fare, dare qualcosa, per essere qualcuno che porti un cambiamento nel mondo, anche piccolissimo. Gesù, mi aspettava là per dirmi che il Dono immenso della mia vita, così bella e “fortunata”, poteva diventare dono anche per loro e per tanti altri fratelli. Così scelsi di cominciare un cammino di discernimento per scoprire se davvero la strada della consacrazione religiosa era quella che mi dava la Gioia vera che Dio voleva per me… ed eccomi qua!

Durante il mio cammino ho conosciuto la figura di santa Bertilla e con lei mi sono sentita rivolgere le parole di questa canzone: Gesù, che ho iniziato a conoscere davvero solo dopo aver cominciato il mio cammino vocazionale, un po’ come i discepoli ai quali Giovanni indica il vero Maestro, mi ha chiesto nella mia giovinezza, di fare la mia parte, di essere anche io un suo strumento. La mia vita stava diventando un GRAZIE VIVENTE per l’infinità di doni che ricevevo ogni giorno, e per questo mi sentivo trai “primi della lista”, non di certo per mio merito, ma per la sua Misericordia: Dio mi ha proposto di impegnarmi, di rispondere Sì al Suo Amore e di essere un suo strumento, non per fare chissà cosa (i santi non sono eroi!), ma per rendermi “utile”, per mettermi al servizio di tutti quegli “ultimi” che cercano la Gioia.

Tu per me sei utile
Accetta l’onere, l’impegno
E dimmi poi, se i primi mollano
Mi spieghi gli ultimi come fanno?                                                                                          

Suor Anna Vanzin (Dorotee di Vicenza)