Consiglio pastorale diocesano e Consiglio presbiterale riuniti lunedì 23 marzo, nell’oratorio di Silea, per due temi importanti, che toccano la vita della diocesi. La prima parte della serata è stata dedicata all’ascolto del lavoro delle diverse Commissioni, che sono nate come frutto del Cammino sinodale e delle priorità che erano emerse nella nostra diocesi. La seconda parte, dopo la cena – parte integrante e informale di un confronto fraterno -, ha messo a tema la prossima Visita pastorale del vescovo Michele, che era stata formalmente annunciata ai vicari foranei la settimana precedente.
I referenti delle sei Commissioni, composte da membri del Consiglio pastorale diocesano e da esperti con varie competenze, hanno presentato il lavoro degli ultimi due anni, dal quale è emerso un grande impegno per far emergere i nodi dei diversi ambiti e per immaginare degli scenari futuri.
Queste le Commissioni costituite: “Corresponsabilità e ministerialità” (all’opera non una commissione specifica, ma alcuni gruppi di lavoro); sdoppiata in due la “Commissione Fragilità”: Abitare in condizioni di fragilità e Inclusione delle persone con disabilità; “Partecipazione sociale ed ecclesiale”; “Liturgia e vita”; “Giovani”.
I gruppi relativi alla prima commissione hanno lavorato sulla vita delle Collaborazioni pastorali (occupandosi, tra le altre cose, di contribuire all’elaborazione di un documento sulla vita delle Collaborazioni stesse, che sarà promulgato dal Vescovo nei prossimi mesi); sulle giornate formative rivolte ai Consigli parrocchiali e di Collaborazione (ben 1.700 le persone che hanno partecipato finora); sul percorso formativo per facilitatori (130 persone); sui percorsi di riflessione sulle ministerialità da parte dei due Consigli diocesani.
Molto densi gli aspetti messi in luce dalle “Commissioni fragilità”, in ordine sia all’analisi della difficoltà abitativa, con un focus sull’uso delle strutture di proprietà delle parrocchie, sia all’obiettivo di far crescere una riflessione di indirizzo diocesano sul tema abitare in situazioni di fragilità, un ambito nel quale la diocesi è presente e attiva, in particolare nei progetti delle reti territoriali.
Lavoro, tempo libero e vita autonoma sono i temi al centro della riflessione della “Commissione per l’inclusione delle persone con disabilità”, che in questo tempo si è spesa su numerosi aspetti anche burocratici e legali sul riconoscimento e l’inclusione attiva delle persone con disabilità.
La Commissione “Partecipazione sociale ed ecclesiale” ha individuato molti nodi critici, dalla stanchezza e sovraccarico di gruppi e comunità, alla persistenza di modelli verticistici, dalla rigidità e isolamento dei gruppi, che frenano la cooperazione, alla resistenza al cambiamento. Gli antidoti su cui si sta lavorando? Una co-progettazione, la valorizzazione delle competenze, il lavoro sui processi, più che sugli eventi.
La commissione “Liturgia e vita”, sulla scorta della sintesi diocesana degli ascolti sinodali e del documento della Cei “Lievito di pace e di speranza”, nelle parti riguardanti la vita liturgica, si è incontrata per individuare le priorità su cui poter lavorare nel prossimo futuro. Il materiale emerso dagli ascolti sinodali è stato raccolto in tre grandi nuclei che possono essere identificati in tre parole chiave: integrazione, cura, formazione. Importante la sottolineatura per cui “la vita liturgica della parrocchia non compete esclusivamente al parroco, ai presbiteri o solo ad alcune persone che in qualche occasione preparano la messa, ma a una équipe (gruppo liturgico) e al Consiglio pastorale”.
La “Commissione giovani”, infine, ha messo in luce l’importanza dell’ascolto delle giovani generazioni, l’approccio di apertura, fiducia reciproca, accoglienza, vicinanza ed empatia. Il confronto giovani-adulti permette di comprendere maggiormente la realtà e i linguaggi del mondo giovanile; per questo, è utile la formazione degli adulti a un ascolto intergenerazionale “vero”, che diventa occasione di conversione. Come filo conduttore emerge dai lavori delle commissioni un grande impegno all’ascolto reciproco, all’individuazione di nodi critici e di aspetti positivi, insieme a una domanda trasversale di formazione continua alla sinodalità, che veda insieme laici e laiche, presbiteri e persone consacrate.
Nella seconda parte dell’incontro, il Vescovo ha presentato il progetto della Visita pastorale, che coinvolgerà tutte le parrocchie della Diocesi e che mons. Tomasi desidera svolgere per Collaborazioni pastorali, come “comunità di comunità”. Il Vescovo ha messo in luce anche lo stile che caratterizzerà la visita, che sarà soprattutto volta a riconoscere la grazia del Signore all’opera nelle diverse comunità, e si concentrerà sulla “sinodalità” e sulla “corresponsabilità”. Una visita che sarà l’occasione, per le comunità cristiane, per incontrare ed essere incontrate dal loro pastore (dopo molte occasioni e celebrazioni vissute insieme, in questi anni), ma anche per “incontrare” se stesse, con serenità e gioia, valorizzando la realtà concreta, con i suoi germogli e le sue fatiche. Molti gli interventi e le sollecitazioni arrivati dai consiglieri, che hanno dato vita a un vivace confronto ed espresso alcune linee di orientamento. (A.C.)
Articolo in uscita nella “Vita del popolo” del 29 marzo






