“Crediamo con fede stupita che Lui è veramente risorto, è vivo, è qui con noi e la sua è una presenza di riconciliazione e di pace”

Un invito a guardare a Gesù di Nazareth, il Cristo, il Figlio dell’uomo, il Figlio di Dio come ce lo narrano le Scritture e a credere, grazie ai primi testimoni, “con fede stupita e fanciulla che Lui è veramente risorto, è vivo, è il Vivente, è qui con noi. Guardiamoci gli uni gli altri con lo stesso sguardo di amore e perdono con cui Lui guarda noi. Riconosciamoci in Lui fratelli e sorelle. Tutti”: è stato l’invito del Vescovo nell’omelia della messa di Pasqua, in cattedrale.

Il cuore di tutto l’annuncio cristiano, l’unica missione della Chiesa, ha ricordato mons. Tomasi, è “annunciare la Risurrezione di Cristo, per poi poter vivere insieme, da amati e perdonati, coinvolti per l’eternità dalla vita stessa di Cristo crocifisso e risorto”.

“Lui si è presentato da Risorto esclusivamente con i tratti del perdono e della pace: la sua è immediata ed incondizionata presenza di riconciliazione e di pace”. “Guardiamo alla bellezza di Cristo Risorto, scopriremo la bellezza della forza e della fragilità dell’uomo. Guardiamo a Lui, e ameremo ancora di più la vita, anche quando le prove sono così pesanti da farci vacillare. Accogliamolo vivo tra noi e troveremo la comunità dei fratelli e delle sorelle che già ci aspetta, e non dovremo fare altro che condividere il pane e l’esistenza, la fatica da portare e la gioia di cui inebriarci.

L’annuncio di Pasqua è il principio della vita nuova – ha concluso il Vescovo -. Auguriamoci gli uni gli altri «buona Pasqua», per dirci: coraggio, non temere, la vita ha un senso, ha senso donarci agli altri, ha ancora senso amare. Ed essere Chiesa sarà tornare di nuovo a respirare, a sperare, ad amare. Con Cristo, per Cristo, in Cristo. «Buona Pasqua»”.

 

In allegato l’omelia integrale