L'invito del Vescovo nella messa in cattedrale

Dal beato Enrico impariamo il gusto della preghiera, il servizio ai poveri e l’accoglienza verso tutti

Nella festa del beato Enrico da Bolzano, si sono svolte, lunedì 10 giugno, numerose celebrazioni, in cattedrale e al tempietto di via Canova, a lui dedicato. In serata, poi, il pellegrinaggio a piedi attraverso le chiese cittadine che Enrico visitava quotidianamente nella sua vita di preghiera e di elemosina.

Nella messa delle 18.30 in cattedrale, presieduta dal vescovo, Michele Tomasi, il ricordo della figura del beato, austera, povera, ma ricca di condivisione e di carità. “Che cosa siamo venuti a vedere noi, che cosa cerchiamo noi, radunandoci insieme nella sua memoria liturgica?”, si è chiesto il Vescovo, ricordando le folle che si erano riversate in città, dopo la sua morte, avvenuta a Treviso il 10 giugno 1315. “Credo che il popolo di allora avesse visto giusto e sapesse di poter avere un amico di fronte alle difficoltà, alle infermità, alle malattie, alle prove della vita. E chiedeva intercessione, e guarigione, e sollievo – ha riflettuto mons. Tomasi -. Penso che farebbe bene anche al nostro tempo, tornare a chiedere aiuto, a vivere la preghiera di intercessione, per sé e per gli altri. Ci farebbe bene trovarci di fronte a Dio e ai suoi amici per esprimere il nostro bisogno, al di là di tutte le nostre capacità e di tutto quello che sappiamo o pensiamo di saper fare da soli”.

E indicando alcune caratteristiche di Enrico, da cui potremo imparare molto, il Vescovo ha ricordato che “la sua vita era tutta orientata a piacere a Dio. Se provassimo, a tutti i livelli, io per primo, a fare scelte, ad agire, a vivere le situazioni della nostra esistenza per «piacere a Dio», quanto sarebbe diversa la nostra quotidianità, la società, la Chiesa”. E poi la vita di preghiera di Enrico: “Senza dare tempo, energia, cuore e passione alla preghiera, resteremo ai margini del cammino della vita. Impariamo da Èrico il gusto e la necessità della preghiera”. L’invito del Vescovo, poi, a vedere nei segni di fede di chi ci ha preceduto, nelle espressioni artistiche della «urbs picta», i “segni che ci rimandano a un mondo dello spirito, della verità e della bellezza che allarghi i nostri orizzonti e che ci permetta di imparare sempre più umanità”, perché, guardando con fede alle belle immagini della città dipinta, “il beato Enrico è stato felice e generoso dispensatore di pane, speranza e compagnia ai più poveri di lui”.

“Se sapremo aprire scorci di cielo nella nostra vita quotidiana – l’invito di mons. Tomasi – avremo la luce, la forza e la gioia per servire i più poveri e dimenticati tra noi. Sapremo essere città accogliente con tutti, solo se non escluderemo nessuno, e ci prenderemo cura della città degli uomini solo mantenendo vivo il desiderio della città di Dio. Daremo vero valore alla bellezza dei palazzi, degli scorci e delle vie, mantenendo viva, dignitosa e bella l’immagine di Dio nei volti delle persone”.

Al termine della celebrazione, la preghiera del Vescovo all’altare del beato Enrico.

Leggi l’omelia integrale

 

Preghiera del Vescovo Tomasi all’altare del beato Enrico da Bolzano

10 giugno 2024

 

Signore Dio nostro Padre,

per intercessione del Beato Enrico

ti imploriamo per il bene della nostra città,

delle nostre comunità, della società intera.

 

Insegnaci a fidarci di te, sommo bene:

aumenta in noi il desiderio di vivere come piace a te

e il gusto di ascoltare le tue Parole,

per metterle in pratica.

 

Insegnaci a pregare, per imparare da Te

i cammini della vita,

e a prenderci cura gli uni degli altri

nella preghiera di intercessione.

 

Insegnaci ad amare l’Eucaristia,

presenza viva di Cristo tuo Figlio

Crocifisso e Risorto, fonte di vita

e di vera gioia.

 

Insegnaci a servire Gesù, il Figlio tuo,

nei dimenticati, negli esclusi, nei poveri

e a condividere con loro quanto ci doni,

affinché tutti possano gustare

il tuo amore e la tua amicizia.

 

Dona anche a noi di poterti

amare e servire come fece tra noi

il beato Enrico.

 

Per Cristo nostro Signore

 

 

 

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