“Gesù ci dice che egli ci prepara un posto nella casa del Padre, per essere anche noi dove è Lui. Io mi sento sempre più interessato a questo tema e si fa sempre più viva per me la preoccupazione di non perdere quel posto. In secondo luogo perché Gesù si dichiara la via, la verità, la vita; chi vede Lui vede il Padre; e chi incontra davvero Lui incontrerà davvero per sempre il Padre. E, possiamo aggiungere: incontra anche la verità di se stesso”. Sono parole del vescovo Gianfranco Agostino Gardin, del quale il patriarca di Venezia, e presidente della Conferenza episcopale triveneta, mons. Francesco Moraglia ha presieduto le esequie stamattina, nella Cattedrale di Treviso. Parole che il vescovo aveva pronunciato nel suo commiato dalla Chiesa di Treviso, il 20 settembre 2019, commentando il brano del Vangelo di Giovanni (14, 1-6) letto anche stamattina, 28 giugno, durante il rito funebre.
Numerose le persone presenti alle esequie in cattedrale a Treviso, sedici i vescovi concelebranti, 150 circa i sacerdoti, molti anche i religiosi francescani e i diaconi. Assieme a mons. Moraglia e al vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi, c’erano mons. Pierantonio Pavanello, vescovo di Adria-Rovigo, mons. Renato Marangoni, vescovo di Belluno-Feltre, mons. Ivo Muser, vescovo di Bolzano-Bressanone, mons. Giampaolo Dianin, vescovo di Chioggia, mons. Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia-Pordenone, mons. Claudio Cipolla, vescovo di Padova, mons. Lauro Tisi, vescovo di Trento, mons. Giuliano Brugnotto, vescovo di Vicenza, mons. Andrea Bruno Mazzocato, arcivescovo emerito di Udine, mons. Adriano Tessarollo, vescovo emerito di Chioggia, mons. Beniamino Pizziol, vescovo emerito di Vicenza, mons. Marco Tasca, frate minore conventuale, arcivescovo di Genova; mons. Adriano Cevolotto, vescovo di Piacenza-Bobbio; mons. Luciano Bergamin, vescovo emerito di Nova Iguaçu (Brasile).
Tra i concelebranti principali anche fra Carlos Trovarelli, ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali; fra Antonio Ramina, rettore della Basilica del Santo, Padova; fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento di Assisi; mons. Armando Zorzin, vicario generale della Diocesi di Gorizia; don Matteo Andretto e don Paolo Dotto, già segretari di mons. Gardin.
All’inizio della celebrazione il vescovo di Treviso, Michele Tomasi, ha ricordato che “padre Agostino ci manca e ci mancherà, ma il Signore, il Dio della vita che lo accoglie nella gioia, saprà asciugare ogni lacrima e consolare ogni pianto”. Ha salutato tutti i presenti, il Vescovo, a cominciare dai concelebranti, e poi le autorità civili e militari: “Un caro e riconoscente saluto al Patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia. Grazie caro Vescovo Francesco, perché sei ancora una volta tra di noi a presiedere questa celebrazione. Un saluto a tutti gli arcivescovi e vescovi presenti, in particolare all’arcivescovo di Genova mons. Marco Tasca, confratello di mons. Gardin nell’episcopato e nell’Ordine dei Frati minori conventuali. Tra tanti che siete venuti anche da molto lontano saluto Fra Carlos Trovarelli, Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali e i numerosi padri francescani presenti. Un saluto a tutti i sacerdoti, ai diaconi, ai religiosi e alle religiose, ai consacrati e alle consacrate e a tutti i fratelli e le sorelle in Cristo. Un saluto ed un affettuoso abbraccio ai familiari di Padre Gianfranco Agostino”.
Hanno partecipato alle esequie il prefetto di Treviso Angelo Sidoti, il presidente del Consiglio comunale di Treviso, Antonio Dotto, in rappresentanza del Sindaco, numerosi Sindaci dei comuni della Diocesi e i loro rappresentanti, il Presidente della provincia di Treviso Stefano Marcon, l’assessore regionale Federico Caner, numerose autorità civili e militari, il questore Manuela De Bernardin Stadoan.
Il vescovo ha voluto ringraziare quanti hanno fatto giungere un messaggio di cordoglio e di ricordo, tra i quali il card. Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il segretario generale mons. Giuseppe Baturi, il card. Silvano Maria Tomasi, e il presidente della Regione Veneto Luca Zaia.
Con commozione e gratitudine il Vescovo ha infine letto la lettera che il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato di sua Santità, ha inviato a nome di papa Francesco: “APPRESA LA NOTIZIA DELLA SCOMPARSA DI MONSIGNOR GIANFRANCO AGOSTINO GARDIN, ARCIVESCOVO-VESCOVO EMERITO DI TREVISO, IL SANTO PADRE PARTECIPA SPIRITUALMENTE AL LUTTO CHE COLPISCE CODESTA COMUNITA’ DIOCESANA, COME PURE L’ORDINE DEI FRATI MINORI CONVENTUALI, DI CUI FU APPREZZATO MINISTRO GENERALE. PAPA FRANCESCO, NEL RICORDARE IL SOLERTE E FECONDO SERVIZIO ALLA CHIESA E ALLA SANTA SEDE DEL COMPIANTO PRESULE, CHE NEL CORSO DELLA SUA VITA È STATO PASTORE SOLLECITO E PREMUROSO SULL’ESEMPIO DEL POVERELLO DI ASSISI, FACENDOSI PROSSIMO AI FRATELLI CON UMILTA’ E PERFETTA LETIZIA, IMPLORA DAL SIGNORE PER LUI IL PREMIO ETERNO PROMESSO AI FEDELI SERVITORI DEL VANGELO, E DI CUORE IMPARTE LA BENEDIZIONE APOSTOLICA ESTENDENDOLA A QUANTI SI UNIRANNO ALLA PREGHIERA DI SUFFRAGIO”.
Nell’omelia dei funerali, il patriarca Moraglia ha ricordato: “Il Vangelo che abbiamo appena ascoltato (Gv 14, 1-6) è lo stesso che monsignor Gianfranco Agostino scelse per l’Eucaristia di commiato dalla Diocesi al termine del suo mandato; era il 20 settembre 2019. In questa stupenda pagina del Vangelo di Giovanni leggiamo uno dei dialoghi più alti di Gesù con i suoi discepoli. Gesù li avverte: la sua «partenza» non deve causare in loro tristezza, anche se dovranno subire ostilità da parte del mondo. Gesù dà loro la possibilità di rimanere in comunione con Dio e fra di loro; insomma, li rende Chiesa e dona loro la luce e la vita necessarie per entrare nel compimento. Risuona una frase veramente consolante: «Vado a prepararvi un posto». Il vescovo Gianfranco Agostino rifletteva così su questo testo che, confessava, lo attraeva in modo particolare e ne forniva anche la spiegazione: «Anzitutto perché Gesù ci dice che egli ci prepara un posto nella casa del Padre, per essere anche noi dove è Lui. Io mi sento sempre più interessato a questo tema e si fa sempre più viva per me la preoccupazione di non perdere quel posto. In secondo luogo perché Gesù si dichiara la via, la verità, la vita; chi vede Lui vede il Padre; e chi incontra davvero Lui incontrerà davvero per sempre il Padre. E, possiamo aggiungere: incontra anche la verità di se stesso»”.
Il patriarca ha ricordato alcuni passi del testamento spirituale del vescovo Gianfranco Agostino, dove leggiamo anche queste parole: “Affido l’ora della mia morte a Maria, la cui assistenza ho invocato nelle molte migliaia di Ave Maria che ho recitato…. Attendo con desiderio profondo di incontrare il Signore, mèta di ogni mia ricerca e di ogni mio cammino”. Così si affidava alla Misericordia di Dio attraverso l’intercessione materna di Maria, madre di Gesù.
Quell’affidamento che il vescovo Tomasi ha ricordato anche giovedì sera, durante la preghiera del rosario, in cattedrale. A conclusione dell’anno pastorale 2009-10, dedicato a Maria, in una veglia di preghiera diocesana a Pentecoste il Vescovo Gianfranco Agostino ha espresso un solenne atto di affidamento alla Vergine dell’intera Chiesa diocesana. “Nel momento dell’ultimo saluto a padre Agostino – le parole del Vescovo -, vorrei rinnovare quell’affidamento a Maria anche oggi, affidando lui e noi all’amore di Maria, affinché Ella ci conduca a Cristo nostra salvezza e nostra pace. Affidiamo anche noi ora, la vita ed il ministero di padre Agostino a Maria santissima, e assieme a lui ancora tutta la nostra Chiesa, perché possiamo essere confermati nella fede, perché ci venga donata una speranza salda, e continuiamo a crescere e a venire rinsaldati nella carità di Cristo”.
Al termine della celebrazione delle esequie, il saluto da parte del ministro generale dell’Ordine dei Francescani conventuali, fra Carlos Trovarelli, che ha voluto donare a tutti una bella immagine di mons. Gardin quale appassionato di montagna, che ora ha raggiunto la vetta più alta: “Egli ha guidato con fraterna sapienza e lungimiranza il nostro Ordine, prima di essere consacrato vescovo e assumere l’incarico di Segretario della Congregazione vaticana per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. Poi ha seguito con passione questa Chiesa di Treviso per un decennio. Fra Agostino era dotato di carattere schietto e intelligenza brillante, amava stare con i frati, incontrarli, rendersi presente nelle loro esigenze. Non ha mai perso il fine buonumore; anche una barzelletta, arte narrativa di cui era maestro, lo aiutava a fare fraternità, a sdrammatizzare situazioni, per poter sorridere insieme. Diverse qualità potrei ricordare in questo momento, ma voglio condividere con voi soltanto un’immagine che esprime la sua tenacia: nonostante i suoi molteplici impegni, egli sapeva ritagliarsi delle giornate per inerpicarsi in compagnia di amici, verso le cime più belle. Oggi, raggiunta l’ultima vetta, quella più alta, può contemplare Colui che è autore di ogni bellezza e di ogni dono perfetto, l’Altissimo Onnipotente Buon Signore. In questa contemplazione gioiosa del Volto del Padre, ottienici, caro fra Gianfranco Agostino, la grazia di seguire le orme del Signore Gesù sull’esempio del nostro serafico padre, san Francesco”.
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