Dalla vita consacrata la testimonianza di una fraternità accogliente: convegno diocesano

Sabato 4 febbraio nel Seminario vescovile di Treviso si è tenuto il convegno di tutti i consacrati della diocesi in occasione della 47ª giornata mondiale per la vita consacrata, che viene celebrata in concomitanza della festa della Presentazione del Signore. Era la prima volta dall’inizio della pandemia che questo appuntamento era reso possibile a livello diocesano. All’incontro erano presenti circa 120 persone in rappresentanza dei religiosi, delle religiose, dell’Ordo virginum e dei laici consacrati. La prima parte si è svolta nella sala Longhin. Dopo la preghiera iniziale ha introdotto i lavori don Stefano Chioatto, nuovo delegato diocesano per la vita consacrata.
Il vescovo, mons. Michele Tomasi, ha presentato una riflessione sulla vita consacrata con i suoi carismi nel cammino sinodale. All’inizio ha ricordato il fondamento della vita consacrata che si radica nella comune chiamata battesimale, di cui la vita consacrata è assunzione piena delle conseguenze in una forma specifica, radicale, per portare a compimento l’opera della grazia.
Per il vescovo la tematica si è rivelata opportuna per presentare il lavoro che la diocesi è chiamata ad affrontare nel prossimo anno, in comunione con il cammino sinodale della Chiesa italiana, che sta vivendo il secondo momento di ascolto, più approfondito, in vista delle tappe successive che la condurranno al Giubileo del 2025. Proprio in quei giorni era in distribuzione nelle parrocchie la lettera pastorale del Vescovo, “Parla, Signore… – Chiesa in ascolto, Chiesa in cammino”, che accompagna l’itinerario, insieme allo strumento di lavoro che ne specifica le modalità.
Mons. Tomasi ha quindi voluto evidenziare lo specifico contributo che hanno dato i consacrati nella prima fase di ascolto sinodale, sia a livello diocesano, sia a livello di Chiesa universale, come emerge dalle sintesi fatte a diversi livelli. La prima specificità riguarda la testimonianza di vita fraterna e comunitaria, che diventa volto di una chiesa accogliente e più vicina. Una seconda caratteristica è data dallo stile di governo della vita consacrata, che è autenticamente sinodale perché prevede la partecipazione di tutti i membri al discernimento e ai processi decisionali. Alla proposta è seguito un dibattito con numerosi interventi.
Dopo una pausa dedicata alle relazioni fraterne, c’è stata la celebrazione dell’Eucaristia nella chiesa dell’Immacolata del Seminario, al termine della quale si sono ricordati i giubilei di vita religiosa, dal 70° al 25° e a ciascuno dei festeggiati il Vescovo, rinnovando il proprio grazie, ha consegnato un piccolo segno di riconoscenza.
Durante tutta la mattinata si è respirato un clima di grande fraternità tra tutti gli intervenuti, pur provenienti da diverse forme di vita consacrata, che arricchisce la Chiesa diocesana, con i loro carismi personali e di istituto, di una grande “biodiversità spirituale”, come l’ha definita il vescovo. (S.C.)