La Chiesa trevigiana può vantare come suoi protettori, fin dagli inizi della sua storia, anche un santo Diacono martire, Tàbra, e un santo Suddiacono martire, Tabràta. Il suddiaconato, fino alla riforma di Paolo VI nel 1972, costituiva un ordine minore, che precedeva il Diaconato, cui era legato l’impegno del celibato; ora è stato soppresso. Il loro culto, come il loro martirio, è unito a quello del vescovo Teonisto, al servizio del quale esercitavano il loro ministero e che accompagnavano negli itinerari di evangelizzazione.
Correva l’anno 380 dell’era cristiana, le nostre terre erano interessate dalla presenza dell’arianesimo; eresia cristiana del IV secolo che prese il nome da Ario, sacerdote alessandrino che negò la natura divina di Gesù Cristo. L’arianesimo fu condannato nel 325 dal Concilio ecumenico di Nicea, tuttavia sopravvisse per altri due secoli. Il vescovo ariano Ulfila o Wulfila (311-383), della Cappadocia, era considerato il vescovo dei Goti cristiani, evangelizzò popoli germanici e il nord della nostra penisola; la predicazione di Ulfila è testimoniata e tramandata dal vescovo ariano Massimino contro Ambrogio di Milano.
Nel IV secolo le lotte fra i seguaci dell’arianesimo e i cristiani fedeli al Papa e ai principi cattolici raggiunsero forme violente come l’occupazione delle Chiese a Milano e forme cruente, testimoniate dal sangue dei martiri. Documenti medievali tramandano che il vescovo Teonisto, fedele a Nicea e al Papa, originario dell’isola di Namsis e già vescovo di Filippi, città della Macedonia greca, sarebbe giunto con i compagni Albano, Urso, Tàbra e Tabràta in Gallia, probabilmente inviati come missionari da Sant’Ambrogio di Milano. Urso perse la vita, martire ad Augusta (Aosta); giunti a Magonza, anche Albano morì vittima dei Vandali. Gli altri passarono presso i Goti, dai quali furono abbandonati su una nave difettosa che, dopo un lungo e peregrinoso viaggio, li portò presso la laguna veneta.
Fissarono la loro dimora presso Altino dove si diedero alla predicazione cattolica. Dopo qualche tempo furono presi, flagellati, percossi a morte e decollati per mano degli ariani a testimonianza della fede cristiana cattolica, presso le rive del fiume Sile, sul ponte di pietra a Musestre di Roncade, non lontano da Altino, dove a quel tempo era vescovo San Eliodoro che morì nel 410. I tre martiri subirono il martirio a causa della fede il 30 ottobre del 380.
Teonisto divenne più tardi patrono della diocesi di Treviso; le sue reliquie e quelle dei compagni diaconi, sono conservate in Cattedrale.
Il culto era assai diffuso nella zona, e tuttora San Teonisto, associato sempre ai compagni San Tàbra e San Tabràta, è titolare di numerose parrocchie.
La città di Treviso gli dedicò l’omonima chiesa, un tempo parte del complesso monastico delle Benedettine, cessato a causa delle soppressioni napoleoniche degli inizi del secolo XIX, poi passata al Demanio e ora sconsacrata, adiacente al Seminario vescovile e vicina al tempio di San Nicolò.
I Santi sono raffigurati a Campocroce sul Terraglio in una pala d’altare di scuola palmesca, in cui S. Teonisto è insieme ai due diaconi Tàbra e Tabràta. Sul gran soffitto della parrocchiale è raffigurato il martirio, opera di G. B. Canal (1802). Nella parrocchiale di Casier vi è una pala che raffigura la Vergine con il Bambino, il Vescovo Teonisto e i due Leviti assistenti. Al fianco destro del Santo, il diacono Tàbra; al fianco sinistro il suddiacono Tabràta. I tre Santi sono titolari della chiesa parrocchiale, a ricordo del primo monastero trevigiano ad essi dedicato di cui si ha notizia, colà esistente e documentato fin dal 710. Un affresco dei Santi Teonisto Vescovo, Tàbra e Tabràta, diaconi, si trova dipinto sulla facciata della chiesa di Trevignano in Campagna, di cui sono pure titolari.
Nella Cattedrale di Treviso vi è l’urna in marmo bianco e nero dei Santi Teonisto, Tàbra e Tabràta, dello scultore Pietro Lombardo. Il Vescovo Zanetto (1476-1486) la commissionò nel 1485, ma risulta compiuta nel 1506. Spostata al centro del presbiterio per fare posto all’organo donato da papa Pio X, dopo la dedicazione del nuovo altare, avvenuta nel 1999, e l’inaugurazione del nuovo organo, è stata ricollocata sopra l’altare in fondo all’abside.
Il Breviarium Romanum (Liturgia delle Ore), ed. 1954, faceva memoria il 30 ottobre dei Ss. Theonisti Episcopi, Tabræ et Tabratæ Martyrum, Patronorum minus Princ. Civitatis ac Dioecesis, con liturgia propria.
Autore: Diac. Carlo Stecca.




