“Diciamo ‘no’ alla violenza di genere, matrice di tutte le altre violenze”: il Vescovo alla presentazione di Casa Vanessa

La violenza contro le donne è “matrice” delle altre violenze, perché tradisce il patto di parità e di uguale dignità di uomini e donne.
Parole forti, quelle del vescovo di Treviso, Michele Tomasi, alla presentazione venerdì 31 maggio di Casa Rotary Vanessa, casa rifugio per le donne vittime di violenza, promossa da fondazione Opera Pia Maurocordato, Rotary club Treviso Terraglio e centro antiviolenza Telefono Rosa, che si è voluta dedicare a Vanessa Ballan, la giovane mamma uccisa a Spineda di Riese Pio X il 19 dicembre 2023:
“È importante in questo momento dire “No alla violenza di genere” – ha detto il Vescovo -. Mi convinco sempre di più che è una forma di “violenza matrice”, perché il patto, fondamentale nella vita dell’umanità, tra l’uomo e la donna alla pari, alla pari, viene tradito, violentato, offeso. E questo, poi, genera tante altre violenze, una mentalità. Se c’è violenza lì, in quel patto fondamentale, poi non è difficile pensare che la violenza, tutto sommato, si possa usare quando serve. Dobbiamo convertire i nostri cuori, e l’istinto umano deve farsi guidare dalla ragione e dalla volontà, e dalla verità della uguale dignità tra uomo e donna”.
“Tutto il nostro sistema, quello sociale, quello politico, quello religioso, quello economico – ha aggiunto mons. Tomasi – si metta a servizio dei cambiamenti, che devono esserci, affinché la radice della tolleranza di questo tipo di violenza venga sradicata. E’ molto importante che chiamiamo questa violenza per nome; poi ci aiuterà a dire che ogni forma di violenza è negativa, ma questa è, appunto, generatrice di altre, e sta al cuore del nostro mistero di persone umane che, nell’alternanza e nel gioco e nella comunione, nella relazione tra uomo e donna basa tutto il suo fondamento”.

Mons. Tomasi ha voluto ringraziare tutti i soggetti coinvolti, per l’iniziativa, e la famiglia di Vanessa: “Grazie per il tanto lavoro che c’è. Grazie per le risorse, per la passione, per il tempo, per tutte le persone che concretamente operano a vari livelli nella società per accompagnare queste donne. E vorrei ringraziare voi, cari familiari di Vanessa, per aver accettato questo invito; può essere faticoso, la rievocazione sicuramente non aiuta e magari riapre un po’ il dolore della ferita che non può rimarginarsi, però grazie davvero anche per la vostra collaborazione, per aver accettato questa dedica, che vuole essere un segno concreto. E grazie anche per il modo con cui state vivendo questa vicenda: è esemplare e può essere un seme di bene che germoglia. Ci facciamo accompagnare anche dall’aiuto di Vanessa e proviamo a essere insieme solidali per il bene. Reti di relazioni fatte per il bene di tutti porteranno frutto buono e potremmo trovarci insieme per altri passi, per una società più buona, meno violenta è più giusta”.