Dopo la Gmg di Lisbona, i giovani ritornano a camminare insieme per il Giubileo

A due anni dalla Gmg di Lisbona, un altro evento straordinario si offre, come occasione di cammino, per la vita di tanti giovani. Perché di questo si tratta e questa è la proposta di papa Francesco: diventare giovani pellegrini di speranza. In questo nostro contesto che sfida la capacità di tutti, adulti compresi, di trovare un centro per la propria vita, il Giubileo rappresenta la possibilità di ritornare a camminare insieme, per riconoscere la centralità dell’amore di Dio e la bellezza di poter portare quest’annuncio a quanti ancora non ne hanno fatto esperienza. La virtù della speranza accompagnerà tutto l’anno giubilare e interpellerà i cammini educativi dei giovani appartenenti alle varie associazioni (Ac, Agesci, Fse, Noi etc.), quelli dei gruppi parrocchiali e di tutti coloro che si cimenteranno in questa avventura. La speranza non sarà solo qualcosa da comunicare agli altri, ma – in primis – la virtù da poter vivere, giorno dopo giorno, affinché germogli nel proprio cuore il coraggio: la possibilità di poter rischiare progetti importanti per il proprio futuro, di non cedere alle logiche che fanno anche delle relazioni umane un mercato, di schierarsi dalla parte dei più fragili, di interpretare la vita non come un accumulo di esperienze e di beni, ma come dono.
Per dirla con le parole di papa Francesco, nella sua ultima lettera enciclica Dilexit nos: “Invece di cercare soddisfazioni superficiali e di recitare una parte davanti agli altri, la cosa migliore è lasciare emergere domande che contano: chi sono veramente, che cosa cerco, che senso voglio che abbiano la mia vita, le mie scelte o le mie azioni, perché e per quale scopo sono in questo mondo, che significato vorrei che avesse tutto ciò che vivo, chi voglio essere davanti agli altri […]”. Per rispondere personalmente a queste domande occorre, prima di tutto, sperare e credere che sia possibile farlo! Poi, trovare il coraggio di fare dei piccoli passi concreti in questa direzione.
Alcuni segni scandiranno questo viaggio: il pellegrinaggio e la professione di fede (il viaggio fisico e spirituale verso Dio, una dichiarazione di fede e di appartenenza alla comunità cristiana), la porta santa (simbolo del passaggio verso una nuova vita, un invito a superare le paure e a rinnovarsi), la riconciliazione (il momento di riscoperta della misericordia di Dio, del suo amore per noi, che ci riabilita nel cammino). Se da una parte sarà importante accompagnare i giovani pellegrini fino al cuore dell’evento giubilare, nell’estate 2025 – dal 29 luglio al 3 agosto con un evento a Roma a loro dedicato – altrettanto importante sarà il come vivere il tempo dopo l’evento giubilare: “È il tempo del racconto che chiederà anzitutto interiorizzazione: ascolto personale e profondo delle esperienze, degli incontri, delle parole che hanno spostato lo sguardo e l’attenzione dalle fatiche e dall’orizzonte di tutti giorni verso orizzonti nuovi, grandi, affascinanti, quegli orizzonti che hanno il profumo buono dell’amore di Dio” (Servizio nazionale Pastorale giovanile). La Diocesi di Treviso, nell’Ufficio diocesano di Pastorale giovanile, sta organizzando il viaggio verso Roma (iscrizioni già aperte su pastoralegiovanile.it) e si rende disponibile ad aiutare e coordinare tutte le belle esperienze che sorgeranno dal territorio.
Non ci resta che partire!
don Paolo Slompo

(da “La vita del popolo” del 5 gennaio 2025)