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La nuova Charta Oecumenica

firmata il 5 novembre, lancia nuove sfide e cammino ecumenico sinodale

La firma della nuova Charta Oecumenica, avvenuta a Roma il 5 novembre 2025, rappresenta un momento di grazia e di rinnovata responsabilità per tutte le Chiese cristiane d’Europa. Dopo quasi venticinque anni dalla prima edizione del 2001, il nuovo testo accoglie con realismo e speranza le sfide del nostro tempo, offrendo alle comunità cristiane un cammino condiviso di fede, testimonianza e servizio. 

La nuova Carta nasce dal desiderio profondo di rinnovare il nostro impegno per l’unità, in un contesto europeo radicalmente mutato. Le Chiese si trovano oggi a confrontarsi con la crescente secolarizzazione, le tensioni sociali e politiche, le migrazioni, le emergenze ambientali e l’impatto delle nuove tecnologie sull’uomo e sulla società. In questo scenario complesso, la Charta Oecumenica si presenta come una bussola spirituale che invita le comunità cristiane a camminare insieme, non solo nel dialogo teologico, ma anche nella testimonianza concreta del Vangelo. 

Il documento rinnova la consapevolezza che l’unità dei cristiani non è un obiettivo puramente istituzionale, ma una vocazione evangelica che si manifesta nella collaborazione quotidiana. Le Chiese vengono così incoraggiate a un impegno comune nella promozione della giustizia, nella tutela del creato, nell’accoglienza dei migranti e dei rifugiati, e in un uso etico e solidale delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale. 

Significative sono anche le parole del Santo Padre, che ha ricordato come “il cammino sinodale è ecumenico, e il cammino ecumenico è sinodale”: un richiamo a comprendere l’unità come dinamismo di ascolto reciproco, discernimento comunitario e corresponsabilità. La nuova Charta non ha valore giuridico o dottrinale, ma rappresenta un impegno morale e spirituale che interpella la coscienza di ciascuna Chiesa. 

Tuttavia, la sfida più grande sarà quella della ricezione. Un testo, per quanto ispirato, resta sterile se non viene incarnato nella vita delle comunità. Sarà necessario che diocesi, parrocchie, seminari e movimenti cristiani facciano propria questa visione, traducendola in gesti di fraternità, preghiera comune, collaborazione pastorale e impegno per la pace. 

La nuova Charta Oecumenica è dunque un dono e un compito: un segno di speranza in un’Europa attraversata da divisioni e paure, ma anche un invito a riscoprire che la credibilità del Vangelo passa oggi più che mai attraverso l’unità dei suoi discepoli. 

Per un approfondimento: 

Agensir 

Vaticannews 


La pace è una promessa e un segno della presenza di Dio

In occasione del centenario dello storico incontro ecumenico del 22 agosto del 1925 e per l’inizio della Settimana Ecumenica di Stoccolma , Papa Leone XIV ha sottolineato che la pace è una promessa di Dio e che ciò che unisce i cristiani è più grande di ciò che li divide. Ha invitato i partecipanti ad essere artigiani di riconciliazione in un mondo segnato da conflitti e diseguaglianze, ricordando l’importanza del dialogo, del culto comune e della testimonianza congiunta come vie di crescita dell’unità visibile della Chiesa.

https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2025/08/22/0583/01003.html

1° agosto 2025 a partire dalle 20.30 - Centro Chiavacci – Crespano del Grappa 

Una salmodica sessione ecumenica

Al Centro Chiavacci di Crespano del Grappa, alla 50° Settimana Biblica della diocesi di Treviso si è tenuta una sessione ecumenica molto particolare.

Grazie alla collaborazione tra l’ISSR Giovanni Paolo I e l’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso, durante la recente cinquantesima settimana biblica della diocesi di Treviso “Gustate e vedrete” dedicata ai Salmi, si è svolta una bellissima sessione ecumenica condivisa con la Chiesa Battista Agape di Fontane di Villorba. È stata un’occasione speciale per rafforzare i legami tra le diverse comunità cristiane, promuovendo dialogo e collaborazione. La sessione, guidata dal pastore Joao Caio Bottega e animata dal ministero di lode battista assieme al delegato diocesano per l’ecumenismo, ha visto momenti di preghiera, riflessione e musica, sottolineando l’importanza dell’unità nella fede e nella testimonianza cristiana. È stato un momento molto positivo e stimolante, che ha rafforzato il senso di comunità e di collaborazione tra le diverse confessioni. 

I materiali disponibili sono:

  1. immagini della sessione ecumenica:

Festival Biblico: Il canto di David

dialogo-confronto sulla tradizione musicale dei Salmi

La seconda giornata del Festival Biblico a Treviso si è aperta con una proposta dell’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso: un dialogo-confronto sulla tradizione musicale dei Salmi nell’ebraismo e nel cristianesimo.
I relatori, moderati da Luisa Bassetto, erano Enrico Fink, musicista e scrittore, presidente della Comunità Ebraica di Firenze, e Gianmartino Durighello, monaco eremita, musicista e compositore.
Il pubblico ha raccolto con vivo interesse e curiosità le molte sollecitazioni dei due studiosi, che hanno dimostrato come si possa costruire un dialogo ricco e fecondo tra le diverse culture e tradizioni.


20 maggio 2025 a partire dalle 19.30 - Cripta della Cattedrale di Treviso

1700° anniversario del Concilio di Nicea

Tempo di preghiera ecumenica

Quest’anno ricorre il 1700° anniversario del Concilio di Nicea, tenutosi nel 325 d.C. Questo evento è considerato una pietra miliare nella storia della Chiesa cristiana, poiché fu il primo concilio ecumenico e stabilì il Credo niceno, che è ancora oggi recitato nelle liturgie domenicali [1] [2].

Per celebrare questa ricorrenza, l’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso, in collaborazione con l’ISSR Giovanni Paolo I, la Comunità di Sant’Egidio e con diverse confessioni cristiane presenti in diocesi, ha organizzato una serie di appuntamenti (dettagli nella locandina allegata), con l’obiettivo di promuoverne la riscoperta e le questioni teologiche attuali ad esso legate. Inoltre, l’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso ha organizzato un tempo di preghiera ecumenica che si terrà nella Cripta della Cattedrale di Treviso il 20 maggio (data di inizio del concilio) a partire dalle 20.30 a cui seguirà un tempo di agape fraterna nelle sale adiacenti del patronato.

La preghiera ecumenica sarà preceduta, alle 19,30 da una celebrazione eucaristica di ringraziamento presieduta da monsignor Tomasi, vescovo di Treviso.

Locandina Nicea 2025 1700 anni (1)

[1] Concilio di Nicea, fonte e direttrice di unità – Vatican News 

[2] Il Credo di Nicea, carta d’identità del cristiano – Vatican News 


Approfondimenti de La Nostra Messa

L’Anno Giubilare porta con se due preziosi doni che gli conferiscono una particolare caratterizzazione ecumenica: la celebrazione della Pasqua (20 aprile 2025) nella stessa data per tutte le Confessioni cristiane e l’anniversario per i 1700 Anni della celebrazione per primo  Concilio ecumenico della storia, quello di Nicea (325) riconosciuto da tutte le Chiese come l’evento che ha posto le basi per il Credo da tutti condiviso.
Per aiutare a cogliere il valore e l’attualità di questi appuntamenti in relazione al Giubileo, l’Ufficio per l’ecumenismo ha curato degli approfondimenti che compariranno nel sussidio liturgico La nostra messa a partire da domenica 22 dicembre, IV di Avvento.
Gli stessi saranno resi disponibili di settimana in settimana da questa pagina per poterli utilizzare come approfondimenti nella redazione dei foglietti parrocchiali o per qualsiasi altra attività, con la seguente scadenza:
  • da domenica 22.12.24 a domenica 19.01.25: approfondimento sul tema del Giubileo
  • nelle domeniche di Quaresima 2025:  approfondimento sull’importanza di celebrare la Pasqua nella stessa data
  • nelle domeniche del Tempo di Pasqua 2025: approfondimento sull’importanza del concilio di Nicea