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11 aprile alle ore 20.45 nella Chiesa di S. Martino urbano

Veglia ecumenica giubilare per i cristiani martiri

<> (Spes non confundit n. 20).

Facendo proprio il desiderio di papa Francesco, celebreremo quest’anno come appuntamento giubilare diocesano la tradizionale Veglia per i cristiani martiri con un valore ecumenico e invitando in particolar modo le Comunità etniche cattoliche presenti in diocesi, tra le cui fila si contano tanti cristiani martiri nei paesi di origine.
Si tratta di un’ottima preparazione alla celebrazione della Settimana Santa.

La celebrazione presieduta dal vescovo Michele si terrà venerdì 11 aprile alle ore 20.45 nella Chiesa di S. Martino urbano, ed è frutto della collaborazione tra l’ufficio diocesano per l’ecumenismo e la Comunità di S. Egidio.
Si consiglia di parcheggiare in seminario.

Locandina Veglia martiri aprile 2025


Vespri di papa Francesco a conclusione della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani

Sabato 25 gennaio 2025, Papa Francesco ha concluso la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani presiedendo i Vespri nella Basilica di San Paolo fuori le Mura. Alla celebrazione erano presenti rappresentanti di numerose Chiese e comunità cristiane. Nell’omelia, Papa Francesco ha riflettuto sull’incontro tra Gesù e Marta, collegandolo al Giubileo della Speranza in corso, sottolineando che «ci insegna che anche nei momenti di desolazione non siamo soli e possiamo continuare a sperare». Questo messaggio si applica sia alla vita personale che alle relazioni ecumeniche. Omelia e cronaca dell’evento sono disponibili su:

https://www.christianunity.va/content/unitacristiani/it/news/2024/2025-01-27-vespri-conclusione-settimana-preghierra-unita-cristiani.html


Veglia diocesana

Ecumenismo: la fede ecclesiale aiuta a credere

“Noi crediamo!”. Queste parole del Credo di Nicea, solennemente professate insieme da cristiani di diverse Confessioni, sono state al cuore della Veglia ecumenica diocesana, celebrata il 21 gennaio scorso nel duomo di Montebelluna, con un’inaspettata partecipazione. La celebrazione, modellata sull’episodio evangelico della resurrezione di Lazzaro e sul dialogo tra Gesù e Marta, è stata co-presieduta dal vescovo Michele, dai ministri della Chiesa Ortodossa Romena e Moldava delle parrocchie di Treviso: p. Giovanni Ciobanu, p. Marius Kociorva – Asolo – p. Iulian Munteanu – S. Martino di Lupari-Cittadella – p. George Mihail – e dal pastore Caio Bottega della Chiesa Battista “Agape” di Treviso, che si sono alternati nella predicazione. Significativa anche la presenza di diversi sacerdoti diocesani. La veglia ha ripercorso tra le campate del Duomo il simbolico cammino dal buio dell’attesa per quelli che consideriamo i “ritardi di Dio” nelle situazioni di sofferenza alla luce della fede personale, che si compie in pienezza nella fede della Chiesa. La veglia, infatti, apriva anche le celebrazioni per i 1700 anni del Concilio di Nicea e della prima formulazione del Credo utilizzato nella messa. Cammino che è stato anche immagine dell’avventura ecumenica degli ultimi anni, nel dialogo tra la Chiesa cattolica e le altre Chiese. Il buio, che grida speranza, è stato evocato dalle intercessioni preparate dalla Comunità di Sant’Egidio, per tutte le situazioni di guerra, fragilità fisica e spirituale, povertà lontane e vicine che coinvolgono tutti i cristiani a prescindere dalla loro appartenenza ecclesiale. In questi momenti è la Speranza in Cristo la grande maestra, come ha ricordato il nostro Vescovo nella preghiera-meditazione composta per l’occasione, e come anche hanno inscenato in maniera dinamica e accattivante i giovani della Chiesa battista “Agape”. La Speranza, però, si sostiene con l’ascolto della Parola che Dio rivolge nella nostra vita. Nella seconda tappa della celebrazione – guidati dal pastore Bottega e avendo sempre sullo sfondo il brano di Lazzaro – a tutti è stato consegnato un Vangelo sigillato: che richiamava la fatica a comprendere e ad aderire in pienezza alla Parola del Signore, perché essa non è condivisa nella Chiesa. Così, si è giunti al momento più importante di tutta la veglia: la professione della comune fede ecclesiale con le parole del “Simbolo di Nicea”, che ha la caratteristica di essere formulato al plurale (“Noi crediamo in Dio… Noi crediamo in un solo Signore Gesù Cristo… etc.), introdotti dalle parole di padre Ciobanu. A sottolineare il valore ecclesiale della nostra fede è andata formandosi sugli scalini del presbiterio la scritta “Noi” con lumini deposti dai fedeli presenti. Speranza, ascolto e fede condivisa: questi sono i doni chiesti al Signore per sostenerci nel cammino di comunione fra tutti i suoi figli, soprattutto in questo Anno santo. La veglia, nella sua semplicità, è stata anche quest’anno occasione di servizio alla comunione, grazie alla disponibilità ad accogliere l’iniziativa, da parte del parroco del Duomo, mons. Genovese e del supporto “logistico” dei cappellani che hanno coordinato il prezioso servizio del gruppo Scout Fse, degli altri giovani della parrocchia e anche delle altre Chiese, del Noi oratorio e del gruppo Alpini, per il momento conviviale che ha completato la celebrazione: notevole anche la collaborazione del coro della parrocchia di Montebelluna con un numero significativo di componenti del Rinnovamento nello Spirito, che hanno curato l’animazione canora. Nella veglia ecumenica di quest’anno, possiamo testimoniarci gli uni gli altri che abbiamo respirato gratitudine e accoglienza reciproche, doni che nascono dalla comunione nello Spirito santo, che aiuta a sostenerci ogni giorno di più nel dirci: “Noi crediamo in un solo Signore, Gesù Cristo”. (don Riccardo Marchiori)

Articolo in uscita nella Vita del popolo del 2 febbraio 2025

 

Verso la Pasqua comune

La veglia del 21 gennaio è stata il primo di una serie di appuntamenti ecumenici – curati e coordinati dall’Ufficio ecumenismo – che segnano l’anno giubilare e che possono essere occasione di formazione e approfondimento della fede dei singoli e degli operatori pastorali, se integrati nei normali itinerari formativi di parrocchie e Collaborazioni.

  • Celebrazione comune della Pasqua per tutte le Confessioni cristiane: “Uniti dalla Resurrezione ma divisi sulla sua celebrazione. La questione della data della Pasqua”, con don Davide Fiocco, patrologo, docente all’Issr Giovanni Paolo I e dell’ITI G. Toniolo: martedì 11 febbraio ore 20.30 nell’auditorium della parrocchia del Duomo di Montebelluna; martedì 18 febbraio ore 20.30 nella Chiesa Battista Agape a Fontane di Villorba (via Largo Molino, 36).
  • Veglia giubilare di preghiera per i cristiani martiri a cura della Comunità di S. Egidio, venerdì 11 aprile nella Chiesa di S. Martino urbano, ore 20.45, presieduta dal Vescovo, con la partecipazione delle Comunità etniche cattoliche.
  • Anniversario dei 1700 anni della celebrazione del Concilio di Nicea: “Perché il Concilio di Nicea è importante? L’attualità del primo Concilio ecumenico della storia”, con Tatiana Radaelli, cooperatrice pastorale diocesana, patrologa, docente all’Issr Giovanni Paolo I e dell’ITI G. Toniolo: martedì 11 marzo ore 20.30 nell’auditorium della parrocchia del Duomo di Montebelluna; mercoledì 26 marzo ore 20.30 nella Chiesa Battista Agape a Fontane.
  • Preghiera diocesana in occasione dei 1700 anni dalla celebrazione del Concilio di Nicea, venerdì 9 maggio ore 20.30 nella Cripta della cattedrale, presieduta dal Vescovo.
    Nelle prossime settimane giungerà il materiale nelle parrocchie.

 


Domenica 22 dicembre 2024 - Comunità Moldava Ortodossa di Treviso

Conferita onorificenza al direttore dell’Ufficio ecumenismo da parte della Chiesa Moldava

Domenica 22 dicembre nel contesto al termine della Divina liturgia per la festa patronale di S. Agostino della Comunità Moldava Ortodossa di Treviso, il decano delle Chiese Ortodosse russe presenti in Italia, l’egumeno (abate) p. Victor Cretan ha consegnato ufficialmente al delegato per l’ecumenismo della nostra diocesi d. Luca Pertile, La medaglia del venerabile Paise velicicovski di II grado, in segno di gratitudine per l’attività in favore della Chiesa Moldava all’estero svolto in questi anni. L’onorificenza era stata conferita dal Metroolita di Chișinău e di tutta la Moldavia Vladimir già lo scorso 29 giugno durante la visita del delegato alla Chiesa ortodossa Moldava.

L’onorificenza al di là del servizio reso dalla persona è un riconoscimento dell’accoglienza non sempre facile e priva di durezze e incomprensioni che la diocesi ha comunque svolto in questi 15 anni di presenza della Comunità Moldava a Treviso.


Giornata per il dialogo tra cattolici ed ebrei: per riscoprire ciò che sempre vale e sempre ci unisce

“Mi sento la testa piena e confusa. Ho letto, ascoltato, trascritto testi e appunti di ogni genere sul tema dell’educazione. […] Ho mal di capo e non so da che parte cominciare. Ma ecco un lampo: perché sono qui e scrivo? Perché mi sto interessando di queste cose? Perché mi sta a cuore comunicare qualcosa sul tema dell’educare? Perché Tu, o Signore, mi hai educato, [..] Sei Tu, o mio Dio, il grande educatore, mio e di tutto questo popolo. Sei Tu che ci conduci per mano, anche in questa nuova fase del nostro cammino pastorale. Infatti «Uno solo è il vostro Maestro» (Matteo 23,8)”.
Così, quasi con una confessione autobiografica, cominciava una celeberrima lettera pastorale del card. Martini, quella per il biennio 1987-1989, dal titolo “Dio educa il suo popolo”. Lasciandosi guidare da questa intuizione, l’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della nostra diocesi ha deciso di celebrare quest’anno la 36ª Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, lo scorso 15 gennaio, nella bellissima cornice dell’ex refettorio domenicano nel Seminario Vescovile.
La nostra fede, infatti, al di là della complessità della grande storia e di quella dei nostri percorsi esistenziali asserisce con forza che Dio non smette mai di educarci, di prendersi cura del suo popolo, costituito dai credenti nel Primo e nel Secondo Testamento, perché «i doni e la chiamata di dio sono irrevocabili» (Rm 11,29). Questo suo agire è segno di amore e fonte di Speranza. Tema caro ai cattolici soprattutto in quest’anno giubilare. La domanda che sorge spontanea e che potrebbe sembrare solo in apparenza banale è come educhi Dio. Egli ha tanti modi per farlo, ma lo “strumento principe” rimane il dialogo che Egli intesse con i credenti grazie alla sua Parola eterna. Si tratta di un “patrimonio” che nella maggior parte è condiviso da cristiani ed ebrei. È perciò naturale per entrambi ritrovarsi alla “scuola della Parola”, seppur – rimanendo nella metafora – occupando banchi diversi, e riscoprirsi così fratelli e figli dell’unico Dio.
Riconoscere che Dio ci parla non è scontato in questo nostro mondo, anche perché ammetterlo pone immediatamente il tema dell’ascolto da parte nostra e di “come” esso possa avvenire, perché la relazione educativa sia feconda. Attraverso l’intreccio inestricabile tra Parola proferita, ascolto e azione educativa, i due relatori della serata, don Angelo Dal Mas, biblista della nostra diocesi e padre spirituale della Comunità Giovanile del Seminario e il prof. Nathan Neumann, appartenente alla Comunità ebraica di Trieste e direttore dell’Istituto comprensivo delle scuole ebraiche della città “Morpurgo Tedeschi”, hanno guidato con competenza i partecipanti. Le registrazioni dei lori interventi e il testo della relazione del prof. Neumann sono disponibili sulla pagina dell’Ufficio ecumenico nel sito diocesano.
La disponibilità all’ascolto è stata favorita dall’esecuzione al violino di alcune composizioni della tradizione ebraica eseguiti dalla maestra Luisa Bassetto, collaboratrice dell’ufficio ecumenico, che hanno scandito i vari momenti della serata. Il Vescovo, nel suo intervento conclusivo, ha ricordato come la celebrazione di una Giornata decisa dal “calendario della Cei”, sia diventata occasione per porre nuovamente l’attenzione su di un elemento costitutivo della nostra fede – l’azione educatrice di Dio – come sapientemente e autorevolmente avevano già riconosciuto i “Padri della Chiesa contemporanea”, cioè coloro che fecero il Concilio Vaticano II, nella Dichiarazione “Nostra Aetate”, di cui ricorre il 60° della promulgazione. (don Luca Pertile)



la Relazione di Nathan Neumann:
Nathan Neuemann – Le Scritture e l’arte di educare – Dialogo tra parola, lingua ed educazione

 


Iniziative della CEI per la Settimana per l’Unità 2025

 “Che il nostro incontrarci provenendo da strade diverse possa anche essere una testimonianza in tempi sempre più conflittuali”.
È l’auspicio che chiude il Messaggio (in allegato) che per la prima volta tutti insieme i rappresentanti delle Chiese cristiane in Italia rivolgono alle loro Comunità per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che, come ogni anno, si celebra dal 18 al 25 gennaio.
La novità è che quest’anno il tradizionale messaggio porta “molte più firme del solito” e che al Messaggio seguirà, il 21 gennaio, un Incontro ecumenico nazionale nella Cattedrale di Napoli dei Responsabili delle Chiese cristiane presenti in Italia (https://www.chiesacattolica.it/incontro-ecumenico-delle-chiese-cristiane-in-italia/).
La celebrazione ecumenica sarà trasmessa in diretta dall’emittente televisiva “Canale 21”.
Giornalisti, fotografi e operatori interessati a seguire l’evento sono invitati ad accreditarsi mandando una mail a: don Doriano De Luca, nuovastagione@iol.it.

Duomo di Montebelluna martedì 21 gennaio 2025- ore 20,45

Veglia 2025 e altre iniziative ecumeniche

La tradizionale Veglia ecumenica diocesana, presieduta dal vescovo Michele, dal titolo Credi tu questo?  (Gv 16,11), Noi lo crediamo (Credo niceno) si celebrerà nel Duomo di Montebelluna martedì 21 gennaio 2025 alle ore 20,45.
Sarà l’occasione nell’Anno giubilare per riflettere sull’importanza della fede ecclesiale per essere autentici discepoli di Gesù oggi.
La veglia, infatti, culminerà con la professione solenne del Credo niceno – di cui ricorrono i 1700 anni dalla promulgazione nel Concilio di Nicea (325) – fatta dai fedeli insieme ai rappresentati delle Chiese cristiani che vi parteciperanno e che insieme l’hanno pensata.
Come da tradizione altre veglie saranno celebrate in varie zone della diocesi sempre all’interno della prossima Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio 2025), di cui la celebrazione diocesana costituisce il vertice.
Il Sussidio nazionale per vivere la Settimana di preghiera per l’unità e le locandine della veglia saranno recapitati nelle parrocchie e sono disponibili su questa pagina

15 gennaio 2025 ore 19,45 nella Sala Silentium (ex refettorio domenicano) in Seminario -Treviso

XXXVI giornata per il dialogo cattolico-ebraico

Le Scritture e lʼarte di educare - Dialogo tra Parola, lingua ed educazione

Per celebrare la XXXVI giornata per il dialogo cattolico-ebraico (17 gennaio) accanto alle iniziative proposte dalla CEI (https://unedi.chiesacattolica.it/2024/12/02/giornata-del-dialogo-tra-cattolici-ed-ebrei-il-sussidio/) l’ufficio per l’Ecumenismo propone una serata di confronto-ascolto tra le diverse tradizioni educative (cattolica ed ebraica) a partire dalla lettura condivisa di alcuni passi anticotestamentari.
L’appuntamento è per mercoledì 15 gennaio 2025 ore 19e45 nella Sala Silentium (ex refettorio domenicano) in Seminario vescovile a Treviso

Locandina Dialogo cattolici-ebrei 2025


“Il Vescovo di Roma” – Un nuovo documento del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani

Il Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani è lieto di pubblicare con l’approvazione di Papa Francesco il suo nuovo documento Il Vescovo di Roma. Primato e sinodalità nei dialoghi ecumenici e nelle risposte all’enciclica Ut unum sint.
Il Vescovo di Roma è un documento di studio che presenta per la prima volta una sintesi delle riposte all’enciclica Ut unum sint e dei dialoghi ecumenici sulla questione del primato e della sinodalità.
Il documento si conclude con una proposta del Dicastero che individua i suggerimenti più significativi avanzati per un rinnovato esercizio del ministero di unità del Vescovo di Roma “riconosciuto dagli uni e dagli altri” (Ut unum sint, 95)

Per una prima analisi del documento e una sua chiave di lettura, è utile la lettura che ne fa mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, e membro della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa ,
cfr. https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/primato-petrino.