Archivi della categoria: Notizie

Iniziative formative per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso A.A. 2023-24

Segnaliamo alcune delle più significative proposte formative proposte da alcune istituzioni accademiche italiane per sviluppare la conoscenza nell’ambito ecumenico e/o interreligioso. Le proposte interessano varie tipologie di percorsi accademici (licenza e master) e possono essere seguiti son diverse modalità (online e/o in presenza). Tutte le informazioni possono essere reperite ai seguenti link:
Queste proposte si affiancano ai corsi su queste tematiche già presenti nell’offerta formativa dell’ISSR Giovanni Paolo I – Veneto Orientale attivo nella nostra diocesi (Chiese cristiane ed ecumenismo, Ebraismo, Buddismo, Seminario di Teologia delle religioni): https://www.issrgp1.it/ (voce “offerta formativa”)

 Sabato 30 settembre 2023

Veglia ecumenica “TOGETHER. Raduno del Popolo di Dio”

Apertura del Sinodo sulla sinodalità

 Sabato 30 settembre in Piazza San Pietro si è tenuta la Veglia ecumenica di preghiera “Together. Raduno del Popolo di Dio” alla presenza di papa Francesco e di leader delle Comunioni cristiane mondiali per affidare allo Spirito Santo i lavori della prima sessione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (4-29 ottobre 2023).
Nata da una proposta della Comunità di Taizé, la Veglia è stata organizzata in collaborazione con il Dicastero per la Promozione dell’unità dei cristiani e la Segreteria generale del Sinodo.
Nel link di seguito è possibile reperire il video della celebrazione, l’omelia del Santo Padre e l’elenco dei partecipanti.

Amerai il Signore Dio tuo ... e il prossimo tuo come te stesso" (Luca 10,27) 

“Settimana di preghiera per l’unita dei cristiani 2024

Il tema per la prossima Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio 2024) prende ispirazione dal dialogo tra Gesù e il dottore della legge che nel Vangelo di Luca precede la parabola del buon samaritano: “Amerai il Signore Dio tuo … e il prossimo tuo come te stesso” (Lc 10,37).
La preparazione delle preghiere e delle riflessioni è stata affidata ad un gruppo ecumenico del Burkina Faso comprendente i cattolici e le altre Chiese presenti nel Paese.
La situazione interna dello Stato africano è instabile a causa del colpo di Stato avvenuto nel 2022 e vi sono molte minacce alla pace e alla coesione sociale. La preparazione dei testi per la Settimana di preghiera in un periodo così difficile per la storia del Paese, ha contribuito a far riflettere il gruppo di redazione ecumenico sull’amore di Cristo che unisce tutti i cristiani e che è più forte delle divisioni confessionali.
Il Sussidio nazionale sarà inviato a tutte le parrocchie assieme al materiale per la pubblicizzazione Veglia ecumenica diocesana che sarà celebrata a Fontane di Villorba mercoledì 24 gennaio alle 20.45 e delle altre iniziative contestuali alla Settimana di preghiera.
Link a cui inviare (e a cui attingere anche foto):
Dallo stesso sito è possibile scaricare il sussidio nazionale che vi verrà comunque inviato.

Sabato 7 ottobre 2023 dalle ore 10.00 - Padova

Rivelazione di Dio nella terra di Abramo


Partenza da Ur alla scoperta delle radici comuni

La Commissione Spirito di Assisi e dalla Delegazione AssisiUr organizza mezza giornata di studio
in preparazione al primo pellegrinaggio interreligioso in Iraq in programma ad inizio novembre 2023
Propone una tavola rotonda con la partecipazione di:
VITTORIO BERTI – VALENTINO COTTINI – ALI ALTALQANI.
Modera: LUCA GERONICO
Presso l’aula magna della Scuola dei Rogazionisti (via Tiziano Minio 15, Padova)
Maggiori dettagli nell’allegato:

Visita in Moldavia e Romania

Luglio 2023

Nello scorso mese di luglio don Luca Pertile, delegato per l’ecumenismo, e p. Giovanni Ciobanu, parroco della parrocchia Ortodossa Moldava (Patriarcato di Mosca) di Treviso, sono stati impegnati per alcune settimana in una visita in Moldavia e Romania, nelle terre da cui provengono molte delle persone che compongono la Comunità della diaspora della nostra diocesi. Riportiamo le interviste con il vescovo cattolico latino di Chisinau, con la Comunità salesiana che da anni opera nella periferia della capitale, assieme ad un’introduzione che spiega il senso del viaggio e condivide alcune intuizioni che ne sono nate. Un grande grazie a p. Giovanni che ha reso possibile l’esperienza, frutto di un’amicizia fraterna con la nostra diocesi.

 

intervista don Andrea Ballan

intervista don Antonio Cosa


LA PACE, “ANELITO PROFONDO DEGLI ESSERI UMANI DI TUTTI I TEMPI”

4 MAGGIO 2023 CONVEGNO - FACOLTA' TEOLOGICA DEL TRIVENETO E ISTITUTO DI STUDI ECUMENICI "SAN BERNARDINO"

Giovedì 4 maggio 2023 la Facoltà Teologica del Triveneto e l’Istituto di Studi Ecumenici “San Bernardino” di Venezia, promuovono un Convegno a 60 anni dell’enciclica “Pacem in Terris”, esplorandone le prospettive di pace con gli apporti di “esperti di teologia ecumenica, morale sociale e fondamentale, storia, interculturalità e inter-religiosità”.

 


Memoria dei martiri verso la Pasqua 2023

In preparazione alla Pasqua la Comunità di Sant’Egidio insieme all’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso promuovono una veglia di preghiera ecumenica in memoria dei nuovi martiri venerdì 31 marzo alle ore 20,45 a Treviso nella Chiesa di San Martino. La veglia sarà presieduta dal vescovo Michele.

 

Quando Giovanni Paolo II indisse il grande giubileo del 2000 volle creare una commissione “Nuovi Martiri”, che avrebbe dovuto indagare sui martiri cristiani del Ventesimo secolo. La commissione lavorò due anni nei locali della Basilica di San Bartolomeo, raccogliendo circa 12.000 dossier di martiri e testimoni della fede giunti da diocesi di tutto il mondo. Tra i frutti di questo lavoro vi fu anche la preghiera ecumenica svoltasi presso il Colosseo, alla presenza del Papa e di rappresentanti di tutte le principali Chiese cristiane. In quella occasione venne sottolineato come il gran numero di cristiani uccisi o perseguitati nel Novecento fosse un continente ancora da esplorare, un patrimonio condiviso da ogni confessione cristiana.

Il papa si era reso conto che nel sentire comune quando si pensa ai martiri, a coloro che hanno perso la vita per la loro fede in Gesù, si pensa ai primi secoli della chiesa, all’epoca in cui i cristiani non erano liberi di esprimere la loro fede e celebravano nelle catacombe. In realtà forse mai come nel secolo scorso il martirio è stato così attuale.

La Comunità di Sant’Egidio da allora tiene viva la memoria di tanti cristiani che hanno dato la vita per il Vangelo, nei secoli XX e XXI fino ai giorni nostri.

Perché noi di Sant’Egidio abbiamo sentito il fascino per questa memoria? Non perché siamo degli eroi; siamo gente normale, siamo gente anche paurosa; ma perché ci sembra, che in questo tempo senza visioni o con poche visioni, ricordare queste figure è una grande forza.

La memoria è una grande forza; è una forza molto particolare, è una forza debole, ma una forza. Allora pensiamo che ricordare queste figure, studiarle, approfondirle sia un modo per provare a ricostruire un nuovo umanesimo nel nuovo secolo.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di testimoni, di uomini e donne che con la loro vita, la loro passione evangelica ci aiutino ad orientarci, ci aiutino a vivere da cristiani oggi, accendano anche in noi l’entusiasmo evangelico, quell’amore evangelico, che spesso è come assopito nella vita di ogni giorno.

I testimoni non sono degli eroi, personaggi diversi da noi, dal nostro tempo, differenti da noi che siamo così incerti, fragili, agitati dalla nostra vita. Il martire non è un uomo che sceglie di morire, il martire non è un uomo sicuro, il martire o il testimone non è un uomo senza paura. Il cristiano è colui che vuole vivere e che lotta per la vita.

Alcune storie ci insegnano che il martire della fede è anche un piccolo uomo, una piccola donna che non scappa davanti alle sue responsabilità, per amore, per umanità, per giustizia, per fede, perché non vuole lasciare le persone che gli sono affidate.

Pensiamo alla figura di Romero. Mons. Oscar Arnulfo Romero è una figura che è diventata anche simbolica. Ma Romero è un uomo che non ha abbandonato la sua gente, malgrado le minacce di morte. Il card. Neves racconta che, durante l’ultima visita a Roma, Romero gli telefonò e gli disse: “Io torno a San Salvador, ma lì mi ammazzano!”. Ecco il testimone: è uno che è tornato, è uno che non se n’è andato.

Un’altro esempio è quello di frère Christian de Chergé. Trappista nell’Algeria degli anni Novanta, ostaggio della violenza, anche lui resta. E i suoi scritti ci dicono la paura che di notte arrivassero gli uomini della guerriglia, l’ascolto dei passi. Viene portato via, viene rapito, assieme ad altri monaci: per 50 giorni è prigioniero. Ed è interessantissima la documentazione della prigionia che è stata ritrovata, perché si vede come Christian de Chergé lottasse con i suoi carcerieri affinché lui e i suoi fratelli continuassero a vivere; discute e spiega loro e dice: “Guardate che se mi ammazzate è un errore per voi”.

Il martire è uno che vuole salvare la sua vita, ma non s’inginocchia. Il martire è qualcuno che non è disposto a rinunciare alla sua umanità, per salvare ad ogni costo la sua vita. C’è in questo una radice profonda di umanesimo che porta a resistere al male.

Vorrei ricordare anche un nostro amico, un ragazzo della Sant’Egidio che viveva in Kivu, in Congo: un paese che ha vissuto dal 1998 al 2002 una guerra terribile che ha causato 5 milioni di morti, una guerra che ha insanguinato in profondità la vita del paese, lasciando un’eredità terribile. Floribert faceva la scuola della pace ai bambini. Era felice di essere stato assunto a 28 anni come direttore della dogana. Era contento di aver trovato lavoro, cosa non facile, e si doveva sposare. Gli venne proposto di far entrare nel paese dal Ruanda, un carico di riso avariato, come avevano sempre accettato di fare tutti i suoi predecessori. Lui, con una naturalezza istintiva, disse di no. Una serie di pressioni, offerte finanziarie importanti: questo ragazzo, con una ingenuità incredibile, resiste finché lo rapiscono e lo uccidono.

Questa vicenda ci parla di persone che nella loro piccolezza, in un angolo di mondo, giovani, esprimono una forza morale incredibile.

I nuovi martiri del XX e XXI secolo dicono che questo è un tempo ancora di martirio, di lotta. In questo nostro tempo, per resistere al male e per resistere alla violenza, possiamo trovare in noi stessi, nella fede, nell’amore, poveri come siamo, uomini comuni come siamo, le energie per resistere.

I martiri sono gente comune. Sono uomini e donne, come noi, spesso della nostra stessa generazione, che non hanno cercato la morte, o si sono buttati in avventure spericolate, mettendo a rischio la vita in maniera avventata. Piuttosto hanno seguito le vie della carità, dell’umanità, dell’amicizia.

Pensiamo a Shabbaz Batthi in Pakistan che, anche da ministro per le minoranze, si adoperava per i più poveri e per i diritti di tutti, non solo dei cristiani. Fu assassinato il 2 marzo del 2011. Aveva scritto: “Mi è stato richiesto di porre fine alla mia battaglia, ma io ho sempre rifiutato, persino a rischio della mia stessa vita. La mia risposta è sempre stata la stessa. Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo”.

Ma possiamo pensare anche ai “martiri della carità”, come le Suore Poverelle di Bergamo, contagiate dal virus Ebola mentre assistevano i malati o come don Roberto Malgesini, ucciso a Como da un uomo con problemi psichici, mentre si apprestava a distribuire il cibo ai poveri di cui era amico.

Qual è la testimonianza di questi uomini e donne? La forza prima di tutto. Spesso il nostro è un cristianesimo senza forza. San Paolo al termine della prima lettera ai Corinti dice: “Vigilate, siate saldi nella fede, comportatevi da uomini, siate forti”. Cioè il cristianesimo non è una fiacca debolezza; è la religione degli umili, è la comunità dei deboli, dei poveri, ma c’è una forza.

I “nuovi martiri”, queste donne e uomini, innamorati del Vangelo, costituiscono una bussola spirituale per ognuno di noi e per le nostre comunità, ci indicano una strada. Mons. Romero, nell’omelia al funerale di un suo prete ucciso dagli squadroni della morte, diceva: “Il Concilio Vaticano II chiede a tutti i cristiani di essere martiri, ossia di dare la propria vita per i fratelli, ad alcuni lo chiede sino all’effusione del sangue, a tutti con la testimonianza dell’amore”. Noi cristiani abbiamo una missione nel mondo: testimoniare l’amore di Cristo, nella nostra debolezza, nella fragilità della nostra vita, nelle difficoltà ma anche nelle possibilità del nostro tempo. Il nostro è un tempo di piccole passioni e tante volte senza speranza. Non ci sono molti profeti nel nostro tempo così segnato dal conformismo. La nostra vita di cristiani non è esposta a grandi pericoli o minacce nel nostro Paese. Ma in questo tempo materialista o si è spirituali, uomini e donne di preghiera, frequentatori delle Scritture, amanti dei poveri, di quei piccoli che sono anche nelle nostre città, o il cristianesimo è destinato a seccarsi, a essere irrilevante. Non ci sono molti profeti nel nostro tempo, ma ci sono queste donne e uomini, i “nuovi martiri” che ci indicano la via dell’amore cristiano.

(Paola Brugnotto
Comunità S. Egidio di Treviso)

In Allegato la locandina dell’evento


Dono da invocare e da accogliere

Mercoledì 18 gennaio a Musile di Piave si è celebrata la veglia ecumenica diocesana in apertura della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, ispirata dal monito del profeta Isaia “Imparate a fare il bene, cercate la giustizia” (Is 1,17). La celebrazione è stata introdotta dal delegato diocesano per l’ecumenismo, don Luca Pertile, che ne ha precisato il senso e lo spirito: “Siamo qui innanzitutto … Continua a leggere Dono da invocare e da accogliere »

Un video per accompagnare la Settimana di Preghiera per l’unità dei cristiani

Un video per raccontare il senso e le prospettive della Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani, anche attraverso i social media. È la novità che accompagna quest’anno l’iniziativa internazionale di preghiera ecumenica cristiana in programma dal 18 al 25 gennaio, con l’obiettivo di favorire la comunicazione e la promozione nei territori.
Curato dall’Ufficio Nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, con la regia di Maria Amata Calò e la supervisione dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali, il video colloca la Settimana all’interno del Cammino sinodale e ne sottolinea l’attualità, in un momento storico di grandi conflittualità.
“I cristiani stanno in questa società per continuare a dire che vale la pena costruire un mondo più giusto, anche quando si vedono ingiustizie, fallimenti e ferite come quella della guerra”, afferma Mons. Derio Olivero, Vescovo di Pinerolo e Presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, evidenziando che “questa Settimana aiuterà a lavorare sulla serietà della costruzione di relazioni”.
“Le Chiese cristiane possono stare insieme, possono collaborare e alzare la voce contro le ingiustizie che subiscono donne, bambini, e dare una comune testimonianza che tutti, come discepoli di Cristo, nonostante le nostre differenze, possiamo testimoniare lo stesso Cristo e lo stesso Vangelo”, sottolinea Dionisios di Kotyeon, Vescovo ausiliare del Metropolita ortodosso d’Italia Polykarpos.
“La tentazione è quella di pensare che l’ecumenismo sia soppesare bene ciò che abbiamo in comune e ciò che ci differenzia e per una settimana enfatizzare gli elementi comuni facendo finta che gli altri non esistano”, osserva il Pastore Daniele Garrone, Presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (Fcei), per il quale il motto di quest’anno – “Imparate a fare il bene, cercate la giustizia” (Is 1,17) – invita ciascuno “a guardare se stesso, ad imparare e ad imboccare insieme la strada della conversione”.
(dal sito ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana)

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