Domenica del Battesimo del Signore – 12.01.25

La certezza vita eterna, cuore dalla Speranza cristiana, cioè sapere che «sono amato, dunque esito [ora], ed esisterò per sempre nell’Amore [di Cristo] che non delude e dal quale niente e nessuno potrà mai separarmi» viene rinvigorita e costituisce la base dei «segni» e degli «appelli di speranza» che il Giubileo c’invita porre come opere di conversione e di vita nuova. La certezza, infatti, la si sperimenta nel «cammino di speranza» che l’Anno Santo invita a compiere interiormente e fisicamente nel pellegrinaggio e che deve conoscere la tappa della Confessione sacramentale individuale, non come “condizione imposta” per ricevere l’indulgenza, ma come luogo esistenziale dove posso fare esperienza di quell’amore gratuito che mai mi abbandona, nonostante tutto.  Da questa certezza interiore trovano cristianamente senso le opere di misericordia spirituale e corporale che il papa invita a compiere a tutti i livelli per tessere «un’alleanza sociale di speranza» che abbia cura delle persone fragili (giovani e anziani, ammalati, detenuti, migranti e poveri, ecc), sorregga «il desiderio di trasmettere la vita», l’impegno per la pace come pure la tutela e la condivisione dei beni del Creato. Anche in questo caso l’essenziale è chiedersi: qual è l’opera che il Signore mi chiede di compiere per godere e far godere il suo Amore?