II domenica del Tempo Ordinario, domenica nella Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani – 19.01.25

Oltre alla data comune per la celebrazione della Pasqua, vi è anche un altro elemento che concorre a dare all’Anno giubilare una connotazione ecumenica, a farne cioè un’occasione per rilanciare l’impegno per la ricerca dell’unità visibile della Chiesa: i 1700 anni dalla celebrazione del primo concilio dell’Era cristiana, a Nicea (130 km a sud-est di Istanbul) nel 325. Il Concilio, l’unico che vide la cristianità ancora unità, riconobbe contro l’eresia ariana la consustanzialità del Figlio con il Padre, ovvero che Gesù non era “solo” il Figlio di Dio, ma “anche” Dio come il Padre. Nacque così la prima formulazione al Credo che professiamo ogni domenica e vennero riconosciute le fondamenta di quella fede che ci fa essere tutti cristiani benché oggi divisi in diverse Confessioni. È, infatti grazie alla fede nella divino-umanità di Gesù possiamo essere resi partecipi della vittoria di Cristo sulla morte, comunicata nel battesimo in qualunque Chiesa viva il suo essere discepolo di Gesù. Per questa ragione la commemorazione del Concilio niceno sta al cuore della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che anche in questo Anno Santo, stiamo celebrando dal 18 al 25 gennaio.