III domenica di Pasqua – 04.05.2025

Perché è importante ricordare il Concilio di Nicea (2)

Cosa è accaduto a Nicea? A Nicea la Chiesa, o forse più precisamente l’imperatore Costantino che lo ha convocato, ha inventato il “concilio ecumenico” come strumento di discernimento per regolare la sua vita. Concili e sinodi, infatti, sono sempre esistiti nella vita della Chiesa (cfr. At 15) proprio con questa funzione, non riguardavano, però, “tutta la terra” (ecumene), ma gruppi di Chiese della stessa regione, che insieme condividevano e formulavano una Professione di fede da sottoporre ai catecumeni che venivano battezzati (Simboli battesimali). Questa grande ricchezza e varietà però aumentava il rischio che all’interno di queste formule di fede s’inserisse in maniera più o meno velata l’eresia e comunque l’unità delle Chiese attorno alla stessa fede risultava sempre molto fragile.
Il pericolo divenne una certezza quando cominciò a diffondersi l’eresia ariana, dal nome del suo propugnatore, un brillante prete alessandrino di nome Ario. Ario, rielaborando altre dottrine e interpretando in maniera favorevole alle sue tesi diversi passi della Scrittura, arrivò a sostenere in buona fede che Gesù Cristo, il Verbo di Dio, non era uguale al Padre. Era certamente una creatura unica e speciale, ma non era Dio. Le sue tesi ebbero un’enorme diffusione dentro e fuori dai confini imperiali, conquistando anche intere popolazioni barbare. L’arianesimo, però, metteva in gioco l’essenza del cristianesimo, perché se il Figlio di Dio incarnato non era pienamente Dio, allora all’uomo non era riservata una vera salvezza, in quanto ciò che di umano non è fatto proprio dal Verbo non viene salvato mediante la Resurrezione. Se però il Figlio incarnato è veramente Dio, allora il rigido monoteismo dell’AT andava riletto, considerando nell’unica divinità il mistero della pluralità, approdando così dogma trinitario. La sfida posta dall’arianesimo appariva pertanto alla Chiesa in tutta la sua grandezza teologica, e all’Imperatore in tutti i disordini, le tensioni e le contrapposizioni che le dispute dottrinali causavano nell’impero.