V domenica di Quaresima – 06.04.2025

Perché è importante celebrare Pasqua nella stessa data? (5)

La ragione più “recente” che sta all’origine del fatto che ancora oggi non tutti i cristiani celebrano la Pasqua nello stesso giorno, pur condividendo tutti la regola definita al Concilio di Nicea (e cioè che la Pasqua si celebri la domenica seguente il primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera), è dovuta al fatto che nel 1582 papa Gregorio XIII decise di modificare il calendario solare fino ad allora in vigore, detto calendario giuliano per il fatto che lo introdusse Giulio Cesare nel 45/46 a.C., con l’attuale calendario che da lui prende il nome. Il calendario giuliano, infatti, aveva accumulato dalla sua entrata in vigore un ritardo di 10 giorni rispetto all’anno astronomico che vennero soppressi nel 1582, quando al 4 ottobre seguì immediatamente il 15 ottobre. In questo modo l’equinozio di primavera tornò all’incirca a coincidere con quello astronomico. L’unità della Chiesa nel XVII sec. era però già stata compromessa, per cui la riforma promossa da un papa venne accettata molto lentamente e solo in parte dalle altre Chiese in particolare da quelle Ortodosse. Attualmente tutte le Chiese nate dalla Riforma e anche gran parte di quelle Ortodosse utilizzano il calendario gregoriano, tranne i Patriarcati di Mosca e di Serbia che nella liturgia rimangono fedeli al calendario giuliano. Questa scelta ha però fatto sì che tutte le Chiese Ortodosse per celebrare Pasqua nella medesima data abbiano deciso di continuare ad utilizzare il calendario giuliano. Per questa ragione tranne quando per ragioni astronomiche coincide, come quest’anno, la Pasqua ortodossa segue sempre quella cattolica, perché pur calcolata nello stesso modo in realtà è diverso il giorno che ciascun calendario considera come l’equinozio di primavera e, di conseguenza varia, il plenilunio considerato come il primo della nuova stagione. Nel 1997 il Consiglio Ecumenico delle Chiese nel documento di Aleppo, propose di mantenere la regola nicena di calcolare il giorno dell’equinozio utilizzando le moderne tecniche astronomiche e di sincronizzare così la celebrazione della Pasqua. L’altra ipotesi è quella di accordarsi per una data fissa. Entrambe le proposte sono state finora lettera morta.