Author: giovannazzola

Saranno saziati

IV DOMENICA TEMPO ORDINARIO – ANNO A
Ai carnefici che gli chiederanno di consegnare il tesoro della Chiesa, Lorenzo mostrerà i poveri di Roma: autentico tesoro della comunità. A loro, così ci racconta la sua leggenda, il santo diacono aveva, poco prima, distribuito i beni della Chiesa. Guidato dal Vangelo delle Beatitudini Lorenzo ha potuto riconoscere la vera ricchezza, sperimentare la gioia più profonda, saziare la sua esistenza di giustizia … mistero di una “logica rovesciata” che trasfigura la vita.
Bernardo Strozzi “Elemosina di San Lorenzo” 1640, Chiesa di San Nicolò da Tolentino, Venezia 
Saio di san Francesco, Sala delle Reliquie – Basilica di san Francesco, Assisi
Le Beatitudini ci affascinano ma allo stesso tempo restano un enigma: per milioni, più probabilmente miliardi, di persone povertà, afflizione, persecuzione … sono state segno di maledizione, di lontananza da Dio. Abbiamo perciò bisogno di ritrovare le tracce di quei fratelli e sorelle nella cui esistenza lo Spirito ha riscritto questa Parola, ce ne ha mostrato la verità. Accogliendo la logica delle beatitudini la loro vita è stata Vangelo – Buona Notizia per il mondo (don Luca Vialetto).

Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce

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III DOMENICA TEMPO ORDINARIO – ANNO A
Una casa in fiamme, segno degli orrori della violenza e della guerra ed un immenso popolo immerso nelle tenebre. Su questo popolo sorge un Crocifisso, giallo come il sole. La profezia di Isaia, che a Natale ci parlava della nascita di Gesù e ora descrive l’inizio del suo ministero a Cafarnao, si avvera per ogni popolo in cammino condotto da Cristo nell’esodo dalla schiavitù alla libertà, dalle tenebre alla luce (don Luca Vialetto).
Marc Chagall “Exodus” 1952-1966, Collezione Privata
Cafarnao, pietra miliare della Via maris.
La pietra miliare è del secondo secolo, ma la strada che indica esisteva già da millenni. Luogo di passaggio di merci, uomini idee .. luogo di incontro e scontro tra popoli e nazioni. Su questa strada dove camminano mercanti, eserciti e pellegrini, sorge una nuova luce, Gesù che proclama sé stesso come la via – la strada.

Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!

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II DOMENICA TEMPO ORDINARIO – ANNO A
L’Agnello mistico circondato dalle spire di un drago: le tenebre che tentano di avvolgere la Luce, il peccato che vuole soffocare la Vita. Ma l’Agnello innalza il vessillo della sua vittoria: la croce sulla quale, donando la sua vita, ha portato su di sé l’intero peccato del mondo. Lo Spirito Santo, che impregnava la vita di Cristo, dal suo sacrificio viene effuso sul mondo e ci battezza-immerge nell’Amore stesso di Dio (don Luca Vialetto).
Riccio di Pastorale in avorio, sec. XIII, Museo Diocesano – Treviso

Avvertiti in sogno 

EPIFANIA – ANNO A 
Il messaggero del cielo è già arrivato e affianca già il giaciglio dei Magi. Ha l’incarico di dire loro di non tornare da Erode il cattivo, e di far rotta verso casa percorrendo altre strade ed evitando la città del re. Ma l’angelo scolpito da Gislebertus indica la stella, mentre sveglia i Magi. Come mai? Non li invita certo a seguirla, nel viaggio di ritorno: nessun sapiente può immaginare una cometa che torna anche indietro. E poi… la stella non ha più la coda: è ferma, è un fiore. E allora? Perché l’angelo punta il dito verso di lei?
Il pensiero ancora tutto preso dalla loro avventura, i Magi riposano stesi l’uno accanto all’altro, con le tre teste sullo stesso guanciale. Un angelo dal viso efebico mostra, con l’indice alzato, la stella, e con l’altro indice sfiora appena il dito del re mago più vicino che si sveglia e si turba; il suo compagno apre appena un occhio, il terzo, sfinito dalla fatica, dorme profondamente.
La domanda dell’angelo è semplice. Chiede: “Ora che avete visto il Dio fatto uomo in un bimbo, seguirete nella vostra vita la sua stella?”. E la risposta è altrettanto chiaramente scolpita nel marmo di Autun: anche tra le teste coronate e sagge c’è chi vede e poi crede, c’è chi forse si converte solo a metà, e infine c’è chi, pur avendo visto, dimentica molto molto in fretta (don Luca Vialetto).
Gislebertus “Capitello con il sonno dei magi” sec. XII , Autun (Borgogna) Museo della Cattedrale di san Lazzaro

Nato da Donna

MARIA MADRE DI DIO – ANNO A
Il grembo della Vergine diviene più vasto dei cieli! Nelle viscere di Maria viene intessuta la carne del Figlio di Dio, e lei diviene la Theotokos, la Madre di Dio, generando il suo creatore. Una maternità che condivide i tempi e i travagli di ogni altra maternità. Per i suoi contemporanei certamente anonima, anche se forse chiacchierata e oggetto di pettegolezzo, confusa con tutte le altre ed in questo ancor più straordinaria (don Luca Vialetto).
Pittore emiliano “Madonna del parto con san Tommaso D’Aquino” seconda metà sec. XIV. Chiesa di san Nicolò – Treviso.
I resti archeologici della basilica di Efeso dove si svolse il concilio che proclamò Maria Theotokos

Tommaso Becket (1118-1170) – Museo Diocesano – Treviso

Thomas Becket dimostra come nessuno di noi possa diventare santo senza lottare, soprattutto con se stesso. Tommaso sapeva di dover difendere con fermezza la verità e ciò in cui credeva.

San Tommaso Becket (1118-1170), arcivescovo di Canterbury, assassinato nella sua cattedrale il 29 dicembre 1170. Era stato nominato cancelliere d’Inghilterra all’età di 36 anni dal re Enrico II, suo amico. Enrico insistette presto per usurpare i diritti della Chiesa. Nei primi tempi Tommaso tentennò per assecondare i desideri del re e così approvò momentaneamente le Costituzioni di Clarendon, che avrebbero negato al clero il diritto di essere giudicato da un tribunale ecclesiastico e impedito loro di appellarsi direttamente a Roma. Alla fine, però, Tommaso respinse le Costituzioni e fuggì in Francia per mettersi al sicuro. Lì rimase in esilio e alla fine tornò in Inghilterra, pur sapendo che ciò avrebbe significato una morte certa. Poiché Tommaso, al suo ritorno, si rifiutò di rimettere le censure che aveva inflitto ai vescovi favoriti dal re, Enrico II gridò furioso: “Nessuno mi libererà da questo prete fastidioso!”. Quattro cavalieri, prendendo per buone le sue parole, uccisero Tommaso nella cattedrale di Canterbury.

Il nucleo di opere più interessanti di questa sezione, contenuto all’interno del Museo Diocesano di Treviso, è costituito dagli affreschi staccati negli anni Sessanta del secolo scorso dal Palazzo Vescovile. I due lacerti più antichi datano al 1260 circa, sono di ambito veneziano e si richiamano ai mosaici della basilica di San Marco: uno raffigura  il Martirio di san Tommaso Becket insieme all’Ingresso di Gesù in Gerusalemme e l’altro la Discesa agli inferi.


In principio era il Verbo

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NATALE – ANNO A
“Con l’incarnazione il Figlio di Dio si è unito, in certo modo ad ogni uomo. Ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con mente d’uomo, ha agito con volontà d’uomo . . . ha amato con cuore d’uomo.” (Gaudium et Spes, 22). Attraverso la mediazione delle scritture Egli continua a piantare la sua tenda in tutti i tempi e in tutti i luoghi, perché accogliendo la Parola essa continui a diventare carne nella vita dei credenti i quali hanno ricevuto l’incommensurabile potere di diventare Figli di Dio (don Luca Vialetto).
Sant’Eadfrith “Evangeliario di Lindisfarne – inizio del Vangelo di Giovanni ff. 210v-211”, 710 – 721, British Library – Londra