Author: giovannazzola

Mostrò loro le mani e i piedi 

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III DOMENICA DI PASQUA 

 

Gesù insiste nel farsi toccare, la sua carne è vera, la tentazione, per le comunità cristiane di ogni tempo, è quella di ridurre il Risorto a un fantasma, perdere la sua carne. Le ferite sul corpo di Gesù sono il segno del suo amore, del dono totale della sua vita. Quelle che ora noi tocchiamo possono essere anche l’esatto contrario, frutto di egoismo e peccato, eppure, proprio lì incontriamo la sua misericordia (don Luca Vialetto).

Maestro di san Francesco “Crocifisso di san Francesco, particolare con Francesco che bacia i piedi a Gesù” sec. XIII, chiesa di San Francesco – Arezzo 

Gerusalemme: “l’altro cenacolo” 

La chiesa di San Marco nella città Vecchia di Gerusalemme. Appartiene alla comunità ortodossa siriana. La tradizione ritiene che sorga sul luogo in cui era situata la casa di Maria, madre dell’evangelista Marco. Secondo la tradizione siriaca, questo luogo fu scelto dagli apostoli per essere la prima chiesa della Cristianità (don Luca Vialetto).


Otto giorni dopo venne Gesù

II DOMENICA DI PASQUA – ANNO B
In un cenacolo completamente oscuro, perché tenuto sigillato dalla paura dei discepoli, irrompe il Risorto. Le sue piaghe sono fonte di luce, attorno alle quali tutti (uomini e donne), e non solo Tommaso, si accalcano per contemplare, vedere e credere. Giovanni, in disparte, sembra sopraffatto dal sonno, ma in realtà, guidato dall’amore, lui non ha bisogno di vedere per credere. Dona anche a noi, Signore, di toccare la carne del Risorto, quella carne che è sempre allo stesso tempo piagata e fonte di luce (don Luca Vialetto).
Rembrandt Harmenszoon van Rijn, “Incredulità di san Tommaso”, 1634, Mosca – Museo Pushkin
La Sacra cintola di Prato
A partire dal brano di questa domenica, Tommaso è stato identificato come l’emblema della difficoltà a credere, tanto che, secondo una tradizione popolare, perfino la Madonna, nel momento dell’Assunzione, avrebbe lasciato cadere nelle mani di quest’apostolo la sua cintura (ora conservata a Prato) come prova della sua salita al cielo (don Luca Vialetto).

Vennero al sepolcro al levare del sole

DOMENICA DI PASQUA – ANNO B
Le Mirrofore (portatrici di Aromi), in-credibili testimoni della Resurrezione, stanno con le loro domande, il loro stupore e le loro paure, di fronte a quel sepolcro spalancato e vuoto davanti al quale, alle prime luci dell’alba, le ha condotte l’Amore. Come queste donne, anche noi ci riconosciamo sospesi sulla soglia del tuo sepolcro, e attendiamo una Parola che ci faccia smettere di cercare la Vita tra i morti, perché, con le mani grondati del balsamo della carità, possiamo finalmente toccarti e, insieme a te, anche noi vivere da risorti (don Luca Vialetto).
William Bouguereau “Le tre Marie al sepolcro” 1876 , Museo reale di Belle arti, Anversa, Belgio
Il volto della Sindone
L’ inspiegabile impronta lasciata sulla Sindone potrebbe essersi prodotta nel momento della Resurrezione. Un lampo di luce che ha impresso nel lino l’immagine del mistero pasquale di Cristo, dove è possibile sia leggere la passione del Signore esplorando anche i suoi minimi dettagli, che intuire la sfolgorante energia della nuova vita prodotta dalla Resurrezione (don Luca Vialetto).

Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!

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DOMENICA DELLE PALME – ANNO B
Il tiallin, lo scialle della preghiera, annodato ai fianchi del Crocifisso mentre attorno a lui non ci sono i dolenti dei racconti della passione ma i segni della violenza e della guerra che devastano il mondo dell’artista: la sinagoga in fiamme, il villaggio distrutto, la gente in fuga su una barca … La Crocifissione attraversa il tempo e lo spazio e il Cristo si erge come segno di speranza per ogni dolore del mondo (don Luca Vialetto).
Marc Chagall “Crocifissione bianca” 1938, Art Institute – Chicago.
La via dolorosa a Gerusalemme
La Via Dolorosa comincia nella zona est di Gerusalemme e arriva fino al Santo Sepolcro. Si tratta di una lunga strada di epoca romana attraverso la quale passano ogni giorno migliaia di persone. Seguendo le orme di Gesù nei suoi ultimi istanti, i pellegrini percorrono questa via fermandosi nelle più importanti stazioni della Via Crucis (don Luca Vialetto).

Se muore, produce molto frutto

V DOMENICA QUARESIMA – ANNO B
«Quel quadro!», esclamò il principe, colpito da un’idea subitanea. «Osservando quel quadro c’è da perdere ogni fede». «E infatti si perde», confermò Rogožin. (dal romanzo “L’idiota” di Dostoevskij)… La rigidità dei muscoli, il pallore cadaverico del corpo e i lineamenti del volto, ancora contratti dalle sofferenze della croce, ci trasmettono tutta la tragicità della morte. Gesù deposto nella terra sperimenta veramente la morte, il suo corpo è seme destinato a produrre molto frutto, in lui l’enigma della morte diventa promessa di resurrezione (don Luca Vialetto).
Hans Holbein il Giovane “Corpo di Cristo morto nella tomba”, 1521, Kunstmuseum, Basilea.

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Iscrizione di Teodoto rivolta agli ebrei di lingua greca
L’iscrizione, ritenuta anteriore alla distruzione di Gerusalemme del 70, conferma la presenza di ebrei di lingua greca a Gerusalemme nel I secolo. L’iscrizione ricorda varie opere di Teodoto, tra le quali che edificò alloggi per coloro che arrivavano in città da altri luoghi. Probabilmente ci si riferisce agli alloggi usati dagli ebrei che giungevano a Gerusalemme da fuori città, in particolare in occasione delle feste annuali.

Bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo

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IV DOMENICA QUARESIMA – ANNO B
Sotto la croce, a raccogliere il corpo di Gesù, ritroveremo ancora Nicodemo: il dialogo con il Signore ha fatto fare molta strada a quest’uomo anziano e lo ha condotto dall’anonimato pauroso, protetto dall’oscurità della notte, al coraggio della testimonianza, dalla ricerca di senso attraverso il confronto con il Maestro alla cura amorevole e gratuita del corpo straziato del Cristo, dalla parola al silenzio, dalla sapienza all’amore (don Luca Vialetto).
Rogier van der Weiden “Deposizione dalla Croce” 1435 – 1440, Museo del Prado – Madrid.
Rogier van der Weiden “Deposizione dalla Croce” Dettaglio dei volti
Le miniere di Rame di Timna
A Timna, nell’area settentrionale del Sinai, sono stati ritrovati piccoli serpenti di rame, metallo che là abbondava, i quali probabilmente avevano la funzione di protezione magica da quei rettili velenosi che infestavano la zona, anche la loro datazione è compatibile con l’episodio del libro dei Numeri citato da Gesù nel dialogo con Nicodemo (don Luca Vialetto).