Author: giovannazzola

Egli parlava del tempio del suo corpo

DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE
Il corpo di Gesù, autentico tempio, appare distrutto, abbattuto dalla crocifissione, ferito e segnato dalla passione, ma questa scena di dolore è anche pregna di speranza: in tre giorni sarà riedificato. Come Giuseppe, Nicodemo e Maddalena, anche noi accogliamo nelle nostre mani il Signore percosso e piagato, nel suo vero corpo che è la Chiesa. Come loro, cospargiamo le ferite di questo corpo di unguenti, attraverso la nostra carità e la cura per l’edificazione della comunità cristiana, perché lo Spirito doni un rinnovato vigore alle sue membra e lo faccia risorgere (don Luca Vialetto).
Giovanni Bellini “Compianto sul Cristo morto” 1475 ca., Musei Vaticani, Città del Vaticano.
La Cattedrale di Treviso
La nostra Cattedrale custodisce la memoria della storia di santità della nostra Chiesa locale, molte delle opere d’arte che contiene ci raccontano la storia di questi uomini e donne, e le loro reliquie custodite al suo interno sono segno della comunione della Chiesa della terra con quella del cielo, in attesa della loro e della nostra resurrezione della carne. È, perciò, un luogo simbolico e prezioso per la comunione ecclesiale.

Che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato.

TUTTI I SANTI
La voce che prima avevo udito parlarmi come una tromba diceva: Sali quassù
Esiliato nell’isola di Patmos, Giovanni contempla il Risorto: è Lui la meta a cui tende sia la sua vita che il cammino di ciascuno di noi. Gli apostoli (i santi) fanno corona attorno a Cristo, il pittore ne raffigura solo undici (nonostante tra loro ci sia già san Paolo) facendoci intuire una comunione imperfetta, non ancora completa perché attende il momento in cui anche noi possiamo partecipare pienamente della luce e della gioia del paradiso (don Luca Vialetto).
Correggio “Visione di san Giovanni a Patmos” 1520 – 1524, Cupola della chiesa di San Giovanni Evangelista – Parma.
COMMEMORAZIONE DEI FEDELI DEFUNTI
Che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato.
Su un velo, disteso a terra come lo scorrere del tempo, avanza un mesto corteo, procede verso la porta della morte. Uomini e donne, giovani e vecchi … destinati inesorabilmente a varcare questa nera soglia, dove anche l’amore sembra ormai spegnersi. Ma se alziamo lo sguardo possiamo scoprire che questo passaggio oscuro conduce all’eternià (simboleggiata dalla piramide e dal serpente che si morte la coda) e quella persona che pensavamo di aver perso, ritroveremo vivente in Dio per l’eternità (don Luca Vialetto).
Antonio Canova “Monumento funebre a Maria Cristina d’Austria” 1798-1805 Augustinerkirche – Vienna.

Tornò a casa sua giustificato

XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Due uomini e, tra loro, una porta, una soglia da oltrepassare, quella che conduce alla presenza di Dio, a un incontro intimo, esistenziale con Lui. Uno dei due sembra pronto; le mani alzate al cielo nel gesto della preghiera, si sente nel giusto, ricco delle sue opere buone. L’altro, invece, sta in disparte, inadeguato, con il cuore appesantito dai propri sbagli, consapevole di scelte che sembrano aver ormai compromesso la sua vita. Eppure, le posizioni si invertiranno: sarà quest’ultimo a varcare quella soglia, perché chi è già giusto non può essere giustificato (don Luca Vialetto).
Mosaicisti Orientali “Parabola del Fariseo e del Pubblicano” VI sec., Sant’Apollinare Nuovo – Ravenna
Tefillin o filatteri
Noi ora diamo al termine fariseo una connotazione negativa, ma al tempo di Gesù, come testimoniato anche da Giuseppe Flavio, i farisei erano il gruppo politico – religioso più significativo, dei molti in cui era divisa la società di allora, godevano di buona fama ed erano considerati autorevoli interpreti della legge mosaica e custodi delle tradizioni (don Luca Vialetto).

Farà loro giustizia prontamente

XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
L’abito di questa donna ci racconta che siamo difronte ad una vedova, mentre tutto intorno a lei: il quadro con un soggetto sacro (la natività di Maria) appeso alla parete, il libro delle preghiere appoggiato sull’inginocchiatoio, e il rosario che tiene in mano facendone scorrere i grani tra le dita ci parlano della sua devozione e della sua preghiera. Lei si affida con fiducia a Dio certa che Lui custodirà la sua vita. Ritroviamo in questa vedova l’atteggiamento suggerito dal Vangelo; una preghiera sincera e costante rivolta a Dio che riconosce come un Padre buono e provvidente (don Luca Vialetto).
Leandro Bassano “Ritratto di una vedova” prima meta XVII sec,, collezione privata.
Amuleto pagano di epoca romana
Anche il pagano prega, ma il suo rapporto con la divinità e spesso di tipo magico, nel desiderio di piegare alla propria volontà un “essere superiore” che percepisce come distante e indifferente e che attraverso la preghiera, eseguendo il rituale corretto e usando le giuste parole riesce a “costringere” ad occuparsi di ciò che desidera e gli sta chiedendo (don Luca Vialetto).

Andate a presentarvi ai sacerdoti

XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Gesù dà un comando a questi lebbrosi: “Andate a presentarvi ai sacerdoti”; nove lo eseguono, uno disobbedisce. Cosa permette a quest’uomo di fermarsi e tornare indietro? Lui è un samaritano, un pagano, è meno vincolato dalle regole e dalle consuetudini della religione, forse proprio per questo riesce a mettere da parte il precetto da rispettare per lasciarsi stupire e per ascoltare la vita. Può capitare che la fede, per crescere, abbia bisogno, a volte, di ascoltare gli atei (don Luca Vialetto).
Mosaicista bizantino: “Guarigione dei dieci lebbrosi”, XII – XIII sec., Duomo di Monreale, Palermo
La Samaria
Questa regione è posta al centro della Terra Santa. Chiunque dalla Galilea, posta a nord, volesse spostarsi a Gerusalemme, in Giudea (a Sud), è costretto ad attraversare la Samaria. Ma i Samaritani, come più volte ci testimonia il Vangelo, sono malvisti dagli altri ebrei, perché considerati eretici e non pienamente appartenenti al popolo eletto (don Luca Vialetto).

Chi di voi, se ha un servo … gli dirà … : “Vieni subito e mettiti a tavola”?

XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Quello che nessun padrone umano mai farà, Dio lo compie per ciascuno di noi in Gesù: ci fa sedere alla sua tavola, imbandisce per noi una mensa, si cinge i fianchi e passa a servirci. Il Signore si china sulle nostre fragilità e si prende cura della nostra vita, non ha paura di prendere l’ultimo posto di accettare di essere un servo inutile consapevole che la vera forza si cela nella debolezza e che il servizio ha il volto dell’amore. Solo in Gesù anche noi possiamo accogliere la chiamata ad essere servi inutili (don Luca Vialetto).
Paolo Veronese “La lavanda dei piedi”, 1580 -1588, Národní Galerie, Praga.
Il Grembiule del servizio.
In più occasioni, Papa Francesco, per la lavanda dei piedi del Giovedì Santo (che faceva in carcere ai detenuti), ha indossato un grembiule che gli era stato donato dalla Comunità di Villa san Francesco a Facen di Pedavena. Quel grembiule è stato tessuto da ospiti, operatori, volontari e visitatori della comunità, con filamenti provenienti da luoghi significativi della Terra Santa, Palestina ed Israele, dove visse Gesù di Nazareth, come segno del messaggio di pace e di servizio che il Signore ci ha lasciato (don luca Vialetto).

Fu portato dagli angeli accanto ad Abramo

XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
“Dio ha aiutato”: è questo il significato del nome Lazzaro, ma come possono essere dei cani, che leccano piaghe, il segno di questa assistenza di Dio? Non lo sono, invece, i tanti beni del ricco? I tuoi angeli, Signore, raccolgono questo uomo escluso dal banchetto della vita, mentre la tua Parola sovverte i nostri criteri di giudizio perché ciò che è disprezzato diventi prezioso, quello che è rifiutato trovi accoglienza, e ciò che è invisibile al mondo sia custodito per sempre dallo sguardo di Dio (don Luca Vialetto).
Bresciani Antonio “Parabola del povero Lazzaro” 1779, chiesa di san Lazzaro – Piacenza.
Il seno di Abramo (et portaretur ab angelis in sinum Abrahae)
L’espressione “seno di Abramo” ha dato origine a una originale iconografia per rappresentare il paradiso, che troviamo spesso anche nelle raffigurazioni del giudizio finale: un uomo anziano, Abramo, o in alcuni casi tre uomini (oltre ad Abramo anche gli altri due patriarchi, Isacco e Giacobbe) con nel grembo quelli che sembrano dei bambini: le anime dei salvati. Nella foto la versione del mosaico di Torcello (don Luca Vialetto).

Tu quanto devi al mio padrone?

XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Dio non esige nessun “pagamento” da parte nostra, ma spesso noi ci sentiamo come se dovessimo corrispondere e ripagare un debito insolvibile. Quale peso grava sulle spalle e sul cuore di questi uomini seduti al banco delle imposte? Gesù non si accontenta, come l’amministratore disonesto della parabola, semplicemente di ridurre, alleggerire questo debito, ma lo annulla straccia qualsiasi cambiale nei confronti di Dio, perchè il nostro rapporto con il Padre cresca libero e gratuito (don Luca Vialetto).
Michelangelo Merisi da Caravaggio “Vocazione di San Matteo” 1600, Cappella Contarelli, San Luigi dei Francesi – Roma.
Moggio Romano.
È complicato districarsi tra le unità di misura del mondo antico, cambiano di valore sia nel tempo che a seconda del luogo e i dati che ci provengono dalle fonti e dall’archeologia non sempre sono sicuri. Non sappiamo perciò l’esatta consistenza dei debiti condonati da questo amministratore infedele, ma una “misura” dovrebbe corrispondere circa a 12 litri e un “barile” a 35.

Bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo

ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE
Eraclio vorrebbe riportare a Gerusalemme la reliquia della vera Croce, che ha appena riconquistato, in modo trionfante, ma una “forza” lo respinge e gli impedisce di entrare in città. Solo dopo che si è spogliato dei suoi paludamenti, umile, scalzo e vestito di sacco può portare la Croce. Togli dal nostro modo di vivere il Vangelo, o Signore, qualsiasi residuo di trionfo mondano, perché tutte le croci che le persone patiscono, da strumenti di tortura e di morte, siano trasformate in alberi di vita (don Luca Vialetto) .
Daniel Van Den Dijck “Eraclio porta la Croce” 1640 circa, chiesa di San Nicolò, Treviso.
Serpenti di rame
Il Museo archeologico di Israele a Gerusalemme possiede un’ampia raccolta di serpenti di rame/bronzo provenienti da alcuni siti del deserto del Neghev e risalenti al periodo degli eventi dell’esodo narrati dalla Bibbia. Sono un’interessante testimonianza materiale che si ricollega al brano del libro del Numeri e che ce ne restituisce il substrato religioso e culturale.

Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro

XXIII DOMENICA T.O. 
Un cantiere in fermento: manovali, scalpellini, muratori a terra e sulle impalcature si affannano attorno a un edificio destinato a rimanere incompiuto. Incapaci di un autentico discernimento, stanno consumando le loro risorse ed energie in un’impresa inutile, perdente in partenza, perché incapaci di conoscere con verità se stessi e l’impegno che l’opera avrebbe richiesto. Quando il nostro cammino si arresta di fronte alle esigenze del Vangelo, porta a compimento Tu, o Signore, l’opera che hai iniziato in noi e insegnaci a valutare con Sapienza la nostra vita (don Luca Vialetto).
Leandro Bassano “La torre di Babele” 1600 circa, National Gallery, Londra.
L’incompiuta di Venosa
Sembrano i resti di una chiesa crollata, ma in realtà si tratta di un cantiere iniziato e mai concluso, a cui hanno messo mano vari ordini religiosi che si sono susseguiti nella gestione dell’opera, ma nessuno è riuscito a portare a compimento quel progetto troppo ambizioso, che resta quasi come un monito per tutti coloro che si adoperano all’edificazione della Chiesa (don Luca Vialetto).