Author: giovannazzola

Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre

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SANTA FAMIGLIA – ANNO A
Giuseppe sorregge uno spartito dove si può leggere un canto d’amore che un angelo esegue al violino per Maria e il bambino. Attraverso il suo vigore paterno, la premurosa cura per la vergine e l’attenta custodia di Gesù, Giuseppe, silenziosamente, si è fatto strumento perché la dolce melodia dell’amore di Dio possa raggiungere il cuore delle persone che gli sono state affidate, e tutta la creazione risplende per il riflesso del cantico dell’amore vissuto da questa famiglia (don Luca Vialetto).
Caravaggio “Riposo durante la fuga in Egitto” 1597, Galleria Doria Pamphilj – Roma.
Viaggio della sacra Famiglia in Egitto.
I cristiani copti d’Egitto hanno coltivato una particolare devozione per la presenza di Gesù nella loro terra. Al loro patriarca Teofilo d’Alessandria, vissuto nel quarto secolo, è attribuita una Visione che descrive il percorso seguito in Egitto dalla famiglia di Gesù. Questa visione ha consentito di identificare decine di luoghi che sono stati in seguito sacralizzati da chiese, conventi e monumenti (don Luca Vialetto).

Giuseppe, non temere

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IV DOMENICA DI AVVENTO – ANNO A

Ripudiarla in segreto … In segreto per non esporre Maria al giudizio, alla condanna, alla morte. Ripudiarla perchè Giuseppe non ritiene di farparte di questo progetto, i suoi ragionamenti, le sue valutazioni lo portano a mettersi da parte per lasciare che si compia l’opera di Dio. Ma nel sonno, quando si è solo passivi e accoglienti, la Parola che lo raggiunge lo costringe a rinunciare ai suoi pensieri e al proprio discernimento per accogliere il disegno di Dio (don Luca Vialetto).
Luca Giordano “Il sogno di S. Giuseppe” 1700 circa, Museum of Art – Indianapolis
Stele del Censimento
Si tratta dell’iscrizione funeraria di Quintus Aemilius Secundus, conservata nel museo archeologico di Venezia. L’iscrizione racconta che il defunto partecipò al censimento della popolazione della città siriana di Apamea mentre il governatore della provincia era un certo Quirino. Tale censimento è probabilmente lo stesso nominato nel Vangelo di San Luca a causa del quale Giuseppe e Maria dovettero andare a Betlemme (don Luca Vialetto).

Sei tu colui che deve venire?

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III DOMENICA DI AVVENTO – ANNO A

Sei tu colui che deve venire?
Il Battista è un gigante eppure la sua esistenza sembra destinata a concludersi con il fallimento: rinchiuso in una prigione la sua Voce sarà soffocata dal potere a dalla violenza, così nel suo cuore si insinua il dubbio di aver mancato il bersaglio. Ma da grandi è ora necessario imparare a farsi piccoli per vedere che il Regno è già presente in mezzo a noi, per riconoscere i segni portatori della Buona Notizia che crescono, curano e risanano la vita (don Luca Vialetto).
Caravaggio “Decollazione di San Giovanni Battista (particolare)” 1608, Oratorio di San Giovanni Battista dei Cavalieri, Concattedrale di San Giovanni – La Valletta (Malta).
La fortezza di Macheronte
Secondo lo storico, del primo secolo, Giuseppe Flavio il luogo di prigionia e morte di Giovanni Battista è la fortezza di Macheronte; una collina fortificata situata in Giordania a 24 km a sud-est della foce del fiume Giordano, sulla riva est del Mar Morto, Fatta edificare intorno al 90 a.C. venne rasa al suolo meno di due secoli dopo dalle truppe romane (don Luca Vialetto).

In lui ci ha scelti per essere santi e immacolati

IMMACOLATA CONCEZIONE – ANNO A
Nell’immacolata il Padre fa risplendere, in tutto il suo fulgore, il progetto iniziale sull’umanità. Adamo ed Eva, vestiti con le tuniche di pelle, sono stati allontanati dall’Eden da un cherubino e da allora l’umanità attende che le si apra la via del ritorno, Dalla mano del Padre scende sulla Vergine lo spirito Santo che trasforma Maria nell’ “hortus conclusus” il “giardino chiuso”, ci viene restituito il Paradiso, e la bellezza del creato esplode in una perenne fioritura (don Luca Vialetto).
Beato Angelico “Annunciazione” 1435 circa, Museo del Prado – Madrid

Giovanni il Battista predicava nel deserto

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II DOMENICA DI AVVENTO – ANNO A
Giovanni dimora nel deserto, lì vive alla presenza di Dio che riempie la sua esistenza e tutto nella sua vita cambia; dalle cose che dice a come si veste… segno di una vita ormai completamente ridisegnata dalla relazione con la Parola. Per questo, il Battista, non può accettare che chi si reca da lui lo faccia con superficialità, mosso solo dalla curiosità, ma andare ad incontrarlo nel deserto segna l’inizio di un cammino di autentica conversione, per immergersi, sempre di più, nello Spirito Santo (don Luca Vialetto)
Francesco del Cossa “San Giovanni Battista” 1472-1473, Pinacoteca di Brera – Milano.

A quale ora della notte viene il ladro

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I DOMENICA DI AVVENTO – ANNO A
Due zingare si accostano ad un viandante sprovveduto, possiamo vedere in queste donne l’immagine della vita di chi non è capace di vigilanza: procede nel cammino dell’esistenza affidandosi al caso o alla fantasia, come alle previsioni di questa chiromante, e non con la capacità di intuire i segni dei tempi come fece Noè, e da lui la vita non sarà riconosciuta come una realtà generosa e ricca di doni ma diventerà inesorabilmente una ladra che, progressivamente, lo spoglia dei suoi averi (don Luca Vialetto).
Simon Vouet, “La buona ventura” 1617 – Galleria Nazionale d’Arte Antica – Palazzo Barberini – Roma

Konstantinbågen

Bassorilievo con la cerimonia dell’Adventus.

Questi bassorilievi dell’epoca di Marco Aurelio ed ora inseriti nell’arco di Costantino a Roma descrivono la cerimonia dell’ “Adventus”. L’adventus era l’ingresso cerimoniale di un imperatore romano (o di un alto funzionario imperiale) in una città. Opere come queste sono la testimonianza dell’influenza della ritualità legata al “culto” dell’imperatore, sullo strutturarsi della liturgia e del culto Cristiano (don Luca Vialetto).

Parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre

XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Affascinati dalla magnificenza del Tempio, questi pellegrini giunti a Gerusalemme rimangono fermi agli aspetti esteriori del culto e chiusi nelle loro certezze e sicurezze. Gesù, invece, pur contemplando lo stesso luogo, vede qualcosa di diverso, intuisce i cambiamenti in atto, segnati, purtroppo, anche dalla violenza, e spazia verso il futuro. Donaci, Signore, il tuo sguardo profetico per scorgere in mezzo alle crisi e ai mutamenti del mondo, e alle tensioni e contraddizioni della storia degli uomini, la costante opera del Paraclito (don Luca Vialetto).
Francesco Hayez, “La distruzione del tempio di Gerusalemme”, 1867, Accademia di Belle Arti, Venezia.
Colonna ritenuta del Tempio di Salomone
La basilica di san Pietro a Roma custodisce alcune colonne tortili ritenute, in passato, parte del tempio di Salomone a Gerusalemme. Queste colonne facevano parte della “pergula” nell’antica basilica costantiniana. Con il rifacimento della chiesa e l’abbattimento di questo elemento liturgico/architettonico sono state spostate in altri luoghi. A queste colonne si rifà anche il Bernini per quelle del suo celebre baldacchino in bronzo (don Luca Vialetto).

Egli parlava del tempio del suo corpo

DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE
Il corpo di Gesù, autentico tempio, appare distrutto, abbattuto dalla crocifissione, ferito e segnato dalla passione, ma questa scena di dolore è anche pregna di speranza: in tre giorni sarà riedificato. Come Giuseppe, Nicodemo e Maddalena, anche noi accogliamo nelle nostre mani il Signore percosso e piagato, nel suo vero corpo che è la Chiesa. Come loro, cospargiamo le ferite di questo corpo di unguenti, attraverso la nostra carità e la cura per l’edificazione della comunità cristiana, perché lo Spirito doni un rinnovato vigore alle sue membra e lo faccia risorgere (don Luca Vialetto).
Giovanni Bellini “Compianto sul Cristo morto” 1475 ca., Musei Vaticani, Città del Vaticano.
La Cattedrale di Treviso
La nostra Cattedrale custodisce la memoria della storia di santità della nostra Chiesa locale, molte delle opere d’arte che contiene ci raccontano la storia di questi uomini e donne, e le loro reliquie custodite al suo interno sono segno della comunione della Chiesa della terra con quella del cielo, in attesa della loro e della nostra resurrezione della carne. È, perciò, un luogo simbolico e prezioso per la comunione ecclesiale.

Che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato.

TUTTI I SANTI
La voce che prima avevo udito parlarmi come una tromba diceva: Sali quassù
Esiliato nell’isola di Patmos, Giovanni contempla il Risorto: è Lui la meta a cui tende sia la sua vita che il cammino di ciascuno di noi. Gli apostoli (i santi) fanno corona attorno a Cristo, il pittore ne raffigura solo undici (nonostante tra loro ci sia già san Paolo) facendoci intuire una comunione imperfetta, non ancora completa perché attende il momento in cui anche noi possiamo partecipare pienamente della luce e della gioia del paradiso (don Luca Vialetto).
Correggio “Visione di san Giovanni a Patmos” 1520 – 1524, Cupola della chiesa di San Giovanni Evangelista – Parma.
COMMEMORAZIONE DEI FEDELI DEFUNTI
Che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato.
Su un velo, disteso a terra come lo scorrere del tempo, avanza un mesto corteo, procede verso la porta della morte. Uomini e donne, giovani e vecchi … destinati inesorabilmente a varcare questa nera soglia, dove anche l’amore sembra ormai spegnersi. Ma se alziamo lo sguardo possiamo scoprire che questo passaggio oscuro conduce all’eternià (simboleggiata dalla piramide e dal serpente che si morte la coda) e quella persona che pensavamo di aver perso, ritroveremo vivente in Dio per l’eternità (don Luca Vialetto).
Antonio Canova “Monumento funebre a Maria Cristina d’Austria” 1798-1805 Augustinerkirche – Vienna.

Tornò a casa sua giustificato

XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Due uomini e, tra loro, una porta, una soglia da oltrepassare, quella che conduce alla presenza di Dio, a un incontro intimo, esistenziale con Lui. Uno dei due sembra pronto; le mani alzate al cielo nel gesto della preghiera, si sente nel giusto, ricco delle sue opere buone. L’altro, invece, sta in disparte, inadeguato, con il cuore appesantito dai propri sbagli, consapevole di scelte che sembrano aver ormai compromesso la sua vita. Eppure, le posizioni si invertiranno: sarà quest’ultimo a varcare quella soglia, perché chi è già giusto non può essere giustificato (don Luca Vialetto).
Mosaicisti Orientali “Parabola del Fariseo e del Pubblicano” VI sec., Sant’Apollinare Nuovo – Ravenna
Tefillin o filatteri
Noi ora diamo al termine fariseo una connotazione negativa, ma al tempo di Gesù, come testimoniato anche da Giuseppe Flavio, i farisei erano il gruppo politico – religioso più significativo, dei molti in cui era divisa la società di allora, godevano di buona fama ed erano considerati autorevoli interpreti della legge mosaica e custodi delle tradizioni (don Luca Vialetto).