Category Archives: Eventi arte e cultura

Prendete il mio giogo sopra di voi

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XIV Domenica del tempo ordinario anno A
Quante volte la nostra strada, come quella di Simone di Cirene, si intreccia, a volte quasi casualmente, con la via del calvario… Ci sembra, allora, di essere caricati di un gioco pesante, opprimente, un peso che schiaccia la nostra esistenza e di cui non comprendiamo il senso. Ma se lo accogliamo uniti a Gesù, improvvisamente quel carico diventa dolce e leggero, si invertono le parti: non siamo più noi a portarlo ma è Lui che sta portando noi (don Luca Vialetto).
Tiziano Vecellio “Cristo e il Cireneo” 1565, Museo del Prado – Madrid
Il Patibulum
Il patibulum era la trave orizzontale della croce, utilizzata dai Romani per le esecuzioni capitali tramite crocifissione. Pesante circa 50-60 kg, veniva caricata sulle spalle del condannato e legata alle sue braccia (richiamava così la forma di un giogo), mentre la trave verticale (lo stipes) rimaneva solitamente fissa e piantata in modo permanente nel luogo del supplizio (don Luca Vialetto).

Chi accoglie voi accoglie me

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XIII Domenica del tempo ordinario anno A
Un giovane prete timido e impacciato, ed una Matrona forte ed emancipata, discutono insieme in un dialogo apparentemente distratto e superficiale ma che, invece, trasformerà radicalmente le loro vite. Accogliendo la parola di Girolamo, Paola accoglierà il suo Signore, attraverso di lui troverà Cristo, perderà la vita che aveva conquistato per trovarne una nuova ed autentica, imparerà a seguire un amore più grande che non tarderà a darle la sua ricompensa (don Luca Vialetto).
Lawrence Alma-Tadema “La conversione di Paola da parte di San Girolamo” 1898, collezione privata

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La collina delle Croci

Si tratta di una piccola altura, in Lituania, su cui si ergono migliaia di Croci. Durante l’epoca sovietica, per tre volte le Croci della collina furono completamente abbattute con le ruspe per disposizione del regime comunista, ma ogni volta ricomparivano sempre più numerose. Luogo che testimonia la fede di un popolo che a lungo ha sofferto per affermare la sua identità religiosa e nazionale (don Luca Vialetto).

Non abbiate paura

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XII Domenica del tempo ordinario anno A
Che cosa deve temere san Tommaso Becket? I soldati che faranno irruzione nella sua cattedrale e lo uccideranno di spada, o non, molto di più, di rimanere ancora accanto al re, continuare a essere il suo uomo di fiducia, per assecondare e sostenere i suoi progetti di potere e di sopruso? Tommaso ha scelto di non restare nascosto, ha lasciato che il suo corpo fosse ucciso per salvare la sua vita, ed ora la sua anima trionfa portata dagli angeli di fronte al Padre (don Luca Vialetto).
Artista veneziano “Martirio di san Tommaso Beket” 1260 ca. Museo Diocesano – Treviso
Asse romano in bronzo 
Il soldo, a cui fa riferimento il brano del Vangelo, è un asse: moneta romana il cui valore è quattro quadranti o otto leptà (due leptà sono l’obolo della vedova). Gesù fa riferimento più volte a queste cifre piccole, tipiche della gente comune, anzi, dei più poveri, persone che sembrano contare poco, ma che hanno un grande valore davanti a Dio (don Luca Vialetto).

Guarite gli infermi

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XI Domenica del tempo ordinario anno A
Un angelo, una parola, conducono san Pietro nel carcere di Agata, guidano la sua mano perché ne tocchi le ferite e la risani. Gesù contempla le folle come una messe abbondante ed invia i suoi discepoli perché siano espressione della sua compassione per l’umanità, si chinino su di essa, la visitino nelle prigioni dei propri dèmoni, prendendosi cura delle sue infermità ed annunciano la buona notizia del Vangelo portatrice di guarigione e salvezza, donando così vita al mondo (don Luca Vialetto).
Giovanni Lanfranco “Sant’Agata visitata in carcere da san Pietro”, 1614, Galleria Nazionale – palazzo della Pilotta – Parma
L’olio degli infermi
Nel mondo antico l’olio era considerato un vero e proprio farmaco. Ritroviamo questa visione dell’olio nel sacramento dell’unzione degli infermi, sacramento che esprime l’attenzione e la cura per i malati che Gesù ha vissuto e ha comandato ai suoi discepoli. L’olio degli infermi è uno dei tre olii santi benedetti dal Vescovo nella Messa del Crisma (don Luca Vialetto).

Chi mangia questo pane vivrà in eterno

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CORPUS DOMINI – ANNO A
Di quante cose si nutre la nostra vita? Quanti tipi di fame abitano il nostro cuore che sembra non essere mai sazio? Può davvero questo cibo bastare? È sufficiente a saziare tutto il nostro bisogno di vita, di senso, di giustizia … ? Santa Lucia si prepara a lasciare questo mondo facendo la comunione, il pane eucaristico che l’ha sorretta e le ha dato la forza per sostenere la testimonianza del martirio. Le spalanca ora le porte dell’eternità (don Luca Vialetto).
Giambattista Tiepolo “Comunione di santa Lucia” 1746, chiesa dei SS. Apostoli – Venezia
Miracolo eucaristico di Lanciano 
È il primo miracolo eucaristico documentato, avvenuto nella prima metà dell’VIII secolo. Durante la messa, al momento di pronunciare le parole della consacrazione, l’ostia e il vino si sono trasformati in carne e sangue. Le indagini scientifiche hanno confermato che la carne e il sangue sono di natura umana: la carne appartenente al miocardio (don Luca Vialetto).

Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito 

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TRINITÀ – ANNO A
Il Padre sorregge il Crocifisso e tra loro aleggia lo Spirito. Nella passione di Gesù contempliamo la com-passione del Padre che ha amato il mondo così profondamente da donargli ciò che gli è più caro: il Figlio. Nella Croce Gesù sperimenta la distanza più profonda dal Padre e, nello stesso tempo, vive nella più intima comunione trinitaria. Sulla croce dal cuore spezzato dell’Amante (il Padre) e dell’Amato (il Figlio) scaturisce il dono dell’Amore (lo Spirito Santo) per la salvezza del mondo (don Luca Vialetto).
Alessandro Allori “ Santissima Trinità” 1571, Cappella di San Luca, Santissima Annunziata, Florence
Etimasia
L’etimasìa (il cui significato letterale significa preparazione) è un motivo iconografico che prevede la rappresentazione di un trono vuoto sormontato dalla croce e da altri simboli della passione. È il trono preparato per il giudizio universale, ma ci ricorda anche che l’amore di Dio ha già salvato il mondo con la passione di Gesù (don Luca Vialetto).

Tutti furono colmati di Spirito Santo

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PENTECOSTE anno A
Una spada, simbolo della violenza, pende ancora dalla cintura di Pietro, l’apostolo deve lasciarsi disarmare dallo Spirito, perché l’unica forza che sostiene il Vangelo sia quella dell’amore. La sua mano stringe la chiave di ferro, quella del potere temporale, ma contro ogni potere che cerca la propria legittimazione nel sacro e vuole rivestirsi di un’aura divina, lui dovrà tornare a stringere la chiave d’oro dell’autorevolezza spirituale, ora abbandonata a terra. Così quei piedi scalzi e nudi torneranno ad essere il segno di una chiesa povera ed in cammino (don Luca Vialetto).
Tiziano Vecellio “Discesa dello Spirito Santo”, 1545-1546, Basilica di Santa Maria della Salute, Venezia.
La Chiesa di san Marco a Gerusalemme
La chiesa di San Marco nella città Vecchia di Gerusalemme appartiene alla chiesa ortodossa siriaca. Essa sorge sul punto in cui era situata la casa di Maria madre dell’evangelista Marco (cfr Atti 12,12) . Secondo la tradizione siriaca, questo luogo fu scelto dagli apostoli per essere la prima chiesa della Cristianità ed è da loro anche ritenuto come il luogo dell’Ultima Cena. Ipotesi non seguita dalla maggioranza degli studiosi (don Luca Vialetto).

Fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli 

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Ascensione anno A
Gesù torna al Padre, si separa definitivamente da questa terra e allo stesso tempo promette di essere con noi per sempre. Inviando gli apostoli costituisce la comunità, attraverso il battesimo, e gli altri sacramenti, continua a operare efficacemente nella sua Chiesa. Così Pietro, mandato da Cristo, invierà Prosdocimo ad evangelizzare le genti venete, e dopo di lui di generazione in generazione, in una catena ininterrotta, il Vangelo raggiungerà ogni luogo e attraverserà ogni tempo fino alla fine del mondo (don Luca Vialetto).
Pietro Damini “San Prosdocimo battezza un nobile asolano” 1625 circa, Duomo di Asolo
Fonte battesimale paleocristiano
La presenza di tre gradini caratterizza la maggior parte dei fonti battesimali paleocristiani (come quello in foto del museo del Bardo di Tunisi): attraverso questi gradini il neofita scendeva nell’acqua, ma allo stesso tempo si immergeva nella vita trinitaria di Dio, rendendo così in modo plastico la formula del battesimo che ritroviamo anche nel Vangelo di questa domenica (don Luca Vialetto).

Io vivo e voi vivrete

VI Domenica di Pasqua anno A
Il Vivente dona vita, il Risorto rianima la carne, non solamente nella resurrezione finale della carne, che professiamo nel Credo, ma costantemente lo Spirito di Dio ci dona un corpo da risorti: risollevandoci dalle nostre cadute nel peccato, liberandoci da ciò che ci tiene prigionieri, abbracciandoci nella comunione di Amore della Trinità. Nella resurrezione della carne del Signorelli non ci sono né vecchi né bambini, è un simbolo di un corpo vigoroso e perfetto, già risorto, perché amato e capace di amare senza misura (don Luca Vialetto).
Luca Signorelli “Resurrezione della carne (particolare)” 1499 – 1502, Cappella di San Brizio – Duomo di Orvieto
Il gesto di imporre le mani
L’imposizione delle mani è un gesto biblico e liturgico che simboleggia la benedizione, l’effusione dello Spirito Santo, la guarigione o la consacrazione a un ministero. Utilizzato già nell’Antico Testamento, è compiuto da Gesù in varie circostanze e poi ripreso dagli Apostoli e dalla Chiesa delle origini per significare la trasmissione dello Spirito Santo, con questo significato rimane centrale, ancora oggi, nella celebrazione dei Sacramenti (don Luca Vialetto).