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Non fate della casa del Padre mio un mercato

III DOMENICA QUARESIMA – ANNO B
Dalla sferza di cordicelle di Gesù parte un’onda che travolge gli animali dei sacrifici e le monete per pagare la decima. Il Signore purifica culto e devozione di questo luogo perché anche nel tempio del suo corpo, che è la Chiesa, la lode a Dio non sia una pratica di tradizione non più alimentata dal Vangelo e la devozione non offuschi la fede (don Luca Vialetto).
Cecco del Caravaggio “Cacciata dei mercanti dal tempio” 1610, Staatliche museen, Berlino.
Bassorilievo dell’arco di Tito.
L’arco di Tito commemora la vittoria dell’imperatore nella guerra giudaica, durante la quale venne distrutto il tempio di Gerusalemme. In una delle sue decorazione sono rappresentati i soldati dell’esercito romano che portano in trionfo gli arredi del tempio in modo particolare è riconoscibile la Menorah: il caratteristico candelabro a sette bracci (don Luca Vialetto).

PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI BARBARA MARCHICA – Libreria Paoline Treviso

Libreria Paoline di Treviso, Piazza Duomo 1

Sabato 2 marzo ore 11.15

La pratica del Counseling Spirituale.

La prima esperienza in una parrocchia italiana tra promesse, prospettive e urgenze

Ancora, Milano 2022

 

Siamo in una fase di grande immobilità spirituale a livello individuale e sociale. E tutto questo tocca

anche la coscienza credente e la stessa comunità cristiana. Le messe si svuotano, le parrocchie

sembrano bloccate nelle solite pratiche, i giovani non frequentano più, gli adulti coinvolti sono

sempre gli stessi, affaticati e demotivati.

Se il quadro sembra essere seriamente preoccupante, emerge però un lato di luce che l’autrice

mette in evidenza con questo saggio breve ma intenso.

Tutto inizia con una prima sperimentazione di Spiritual Counseling in una parrocchia milanese.

La relazione d’aiuto spirituale, il cosiddetto Counseling Spirituale, diffuso ormai in tutto il mondo,

sembra essere in grado di intercettare il desiderio sotteso alla coscienza: ascoltare autenticamente,

accogliere benevolmente e praticare realmente.

Il libro, strutturato su queste tre urgenze, permette uno sguardo realistico sull’oggi e rilancia nuove

prospettive di speranza a livello pastorale e spirituale.

 

BARBARA MARCHICA

Barbara Marchica, donna e teologa italiana, è la prima Christian Influencer di successo. È stata

definita la Teologa di Instagram. In meno di un anno, il suo profilo Instagram ha incuriosito ed

attratto migliaia di utenti, fino ad arrivare agli attuali 70.000 follower con reel da più di 1 milione di visualizzazioni in 5 giorni.

È dottore in Teologia (PhD), Counselor Professionista, Spiritual and Pastoral Counselor, Insegnante,

Formatrice e Imprenditrice digitale. Fondatrice di Spiritual Counseling Srl Società Benefit. Direttore

Didattico dell’Academy di Spiritual Counseling, patrocinata dall’Istituto Superiore di Scienze

Religiose di Milano. Ideatrice del modello d’intervento Speed Method.

Ha studiato a Milano, Padova e New York.

 

Si occupa di crescita personale e spirituale (in presenza e online) per adulti, docenti e giovani; offre

percorsi di teologia e spiritualità al servizio di singole persone, gruppi, associazioni, diocesi,

parrocchie e realtà socio-culturali.

Ha pubblicato:

– Teologia morale e counseling pastorale (Edizioni Messaggero Padova, Padova 2014);

– Il coraggio di conoscere se stessi. Travel blog di una teologa (Aldenia Edizioni, Firenze 2017);

– Consapevolezza (Edizioni Messaggero Padova, Padova 2018);

– Iden’tà e finalità del Pastoral Couseling (Studium Edizioni, Roma 2019);

– Vestirsi (Cittadella, Assisi 2021);

– La pratica del Counseling Spirituale (Ancora, Milano 2022);

– The Speed Method. Awareness in four steps (Lexington Book, New York 2022).


Non sapeva infatti che cosa dire

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II DOMENICA QUARESIMA – ANNO B
Un turbine di luce avvolge Gesù e travolge i discepoli, una luce che è difficile da sostenere e ancor più da comprendere, ma che è bellezza che parla al cuore. Un istante di consapevolezza, un attimo di eternità che si fissa stabilmente nell’anima e sosterrà il cammino anche quando, Pietro, Giacomo e Giovanni, attraverseranno l’oscurità della notte: ormai saliti sul Tabor, un giorno, potranno anche salire sul Golgota (don Luca Vialetto).
Tiziano Vecellio “La Trasfigurazione di Cristo” 1560 ca., Chiesa di San Salvador, Venezia.
Festa delle capanne
Gli esegeti ambientano l’episodio della Trasfigurazione durante la festa di Sukkoth (Festa delle Capanne) festa gioiosa che ricorda la permanenza degli ebrei nel deserto dopo la liberazione dalla schiavitù dall’Egitto. Durante questa festa vengono, ancora oggi, costruite, accanto ad ogni casa, delle capanne (motivo anche del cambio di traduzione rispetto al “tende” precedente), dove passare momenti significativi della giornata (pasti, meditazione della Parola di Dio …).

Presentazione romanzo “Le tre vite di Goli” Libreria Paoline Treviso

Presentazione del libro

LE TRE VITE DI GOLI

di Laura Cappellazzo

venerdì 1° marzo – ore 18

Libreria Paoline – Piazza Duomo, 1 – Treviso

In vista della Giornata internazionale delle Donne, un incontro con Laura Cappellazzo, per parlare del suo ultimo libro LE TRE VITE DI GOLI, romanzo tratto da una storia vera.

Dialogano con l’Autrice Viviana Patuzzi e Sandro Ceccobelli, della Comunità di S. Egidio.

Modera la giornalista Francesca Gagno.

IL LIBRO

Goli è una donna iraniana costretta a lasciare la sua terra per salvare se stessa e i suoi due figli. Nonostante la sua giovane età, sente di aver già vissuto tre vite. La prima in Iran, dove la parola e la vita di una donna vale poco, troppo poco. A dodici anni Goli viene data in sposa a un uomo violento, da cui divorzia. A quindici si risposa con un uomo ugualmente malvagio, da cui ha due figli. Divorzia di nuovo.

La seconda vita è in viaggio. Goli abbandona Isfahan, la città dove ha sempre vissuto, e intraprende un viaggio di centinaia di chilometri lungo la rotta balcanica, traiettoria generalmente seguita dai migranti che dalle regioni asiatiche intendono raggiungere l’Europa. Un viaggio fatto di violenza e soprusi. La terza vita si svolge in Italia, al presente. Goli racconta della fatica di ricominciare, lasciandosi i fantasmi alle spalle.

Ispirato a fatti realmente accaduti, questo romanzo è un excursus nella società iraniana, dove la parola di una donna, in tribunale, vale la metà di quella di un uomo; è una testimonianza dei soprusi cui va incontro chi si trova nella posizione “debole” di migrante; è la rivelazione del coraggio e della perseveranza di una donna che non ha mai smesso di difendere la propria dignità.

Abbiamo camminato – dice Goli – camminato e ancora camminato. Abbiamo anche riso, quella volta che ci siamo lavati in una fontana. Ci siamo pure sentiti al sicuro, una notte in cui il cielo sembrava un tessuto con una quantità incredibile di stelle ricamate sopra: abbiamo sognato storie e cantato canzoni, sdraiati sotto quel firmamento immenso e maestoso. Ma il più delle volte abbiamo avuto paura: che qualcuno ci vedesse, ci denunciasse. Però abbiamo resistito: passo dopo passo, imprevisto dopo imprevisto, silenzio dopo silenzio. Vita dopo vita”.

Note sull’Autrice

Laura Cappellazzo è nata a Oderzo (TV), dove vive con la sua famiglia. Laureata in Scienze dell’educazione e diplomata in Counselling, ha conseguito il master in Relazioni interculturali e Gestione dei conflitti. Dal 2004 ha lavorato come educatrice con minori maltrattati e vittime di abuso, presso sportelli antiviolenza con una Ong a Lima (Perù) e a progetti antitratta della Provincia di Pordenone per la tutela delle vittime di sfruttamento sessuale e lavorativo.

Ora si occupa di sensibilizzazione ai diritti umani parlandone nelle scuole e scrivendo. Con Paoline ha pubblicato già altri tre libri, tutti premiati: Donne di sabbia (2020), Madri e maree (2022) e La brigata Fiori Selvatici (2023). Quest’ultimo ha recentemente ricevuto la targa “Gianfranco Lazzaro” del Premio Stresa di Narrativa.


Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano

I DOMENICA QUARESIMA – ANNO B
Lasciamoci condurre da Gesù nel deserto della Quaresima: rimanendo nel silenzio e nella solitudine, entreremo in contatto con la nostra luce ma, anche, con le nostre ombre. Serviti dalla Parola di Dio (angelo significa annunciatore, colui che porta la Parola) potremo conoscere, riconoscere, accogliere e vincere le fiere selvatiche che abitano nella profondità della nostra anima, per poter cambiare con verità la direzione della nostra vita (don Luca Vialetto).
Alessandro Bonvicino, detto Moretto da Brescia, “Gesù Cristo nel deserto con gli animali selvatici” 1540, Metropolitan Museum of Art, New York.

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Il deserto della Giudea
La parola “deserto” evoca l’immaginario di luogo inospitale, dove il calore è insopportabile e non c’è acqua o riparo. Uscendo da Gerusalemme e dirigendosi ad Est, proseguendo verso il fiume Giordano, ci si inoltra nel deserto di Giuda. È il deserto delle tentazioni di Gesù. Una distesa arida in estate ma che può diventare lussureggiante se raggiunta dalle piogge. Un deserto dove brulica una vitalità nascosta, ma continua (don Luca Vialetto).

Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò

VI DOMENICA TEMPO ORDINARIO – ANNO B
Non dovrebbe esserci quel lebbroso in mezzo alla strada, le regole gli impongono di starsene fuori, lontano, come le tante realtà e persone che marginalizziamo nella nostra vita: eppure lui c’è, ma c’è anche spazio su quella strada per scegliere se schivarlo o incontrarlo. Gesù tende la sua mano e lo tocca, il suo gesto è già guarigione (don Luca Vialetto).

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James Tissot “Guarigione di un lebbroso” 1886-1894 , Brooklyn Museum, New York.
Antico lebbrosario di Abades
La lebbra è sempre stata una malattia dal forte significato simbolico, non solo nei tempi biblici ma anche attraverso i secoli. Pur essendo oggi una malattia facilmente curabile, esistono ancora nel mondo i lebbrosari dove queste persone vengono allontanate e nascoste (don Luca Vialetto).

La fece alzare prendendola per mano

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V DOMENICA TEMPO ORDINARIO – ANNO B
Pietro abbraccia e sostiene la suocera, perché possa tendere il braccio e lasciarsi toccare da Gesù. La mano del Signore la afferra e la rialza, la fa risorgere: l’incontro con Gesù e fonte di guarigione e salvezza, dona una vita nuova che si esprime nel servizio, nel dono di sé ai fratelli (don Luca Vialetto).
“La guarigione della suocera di Pietro” affresco del XIV secolo – monastero serbo ortodosso di Visoki Dečani, Kosovo
La Casa di Pietro
Fin dagli inizi dell’era cristiana la casa di Pietro a Cafarnao, dove spesso era ospite il Signore, divenne luogo di culto e di pellegrinaggio. Gli scavi condotti dal 1968 al 1992 dagli archeologi francescani accertarono che, sotto i resti di una chiesa ottagonale di epoca bizantina, c’era un complesso abitativo risalente al I sec. d. C.: grazie anche ai graffiti rinvenuti, il suo nucleo originario veniva identificato come la casa di Pietro (don Luca Vialetto).