Giuseppe, non temere

IV DOMENICA DI AVVENTO – ANNO A

Con il libro della Parola appoggiato sulle ginocchia, Giuseppe si è assopito, esausto dopo aver scrutato le scritture alla ricerca di una risposta sul suo compito, sul suo destino e su quello di Maria. Con la sinistra ancora afferra per un angolo le pagine che ha meditato, per non perdere il segno di dove è arrivata la lettura, che, verosimilmente, si è protratta, alla tenue luce di una candela, fino a notte inoltrata. ed è proprio nel silenzio di questa notte che la parola si fa messaggio – annuncio – angelo. Un messaggero di Dio dal volto di bimba che conforta il sonno turbato del giusto. La fioca luce della fiamma si riverbera sul volto dell’angelo squarciando le tenebre dei dubbi e delle domande, indicando una strada, un compito: quello di essere padre del Figlio di Dio; e dando la forza per compierlo. Giuseppe si risveglierà da questo sonno e finalmente “ascolterà” la Parola però non più con l’udito né col la mente e neppure col cuore ma “facendola” mettendola silenziosamente in pratica, riconoscendo che l’unico ascolto possibile e trasformare in Vita le parole di quel libro (don Luca Vialetto).

Georges De La Tour “Il sogno di san Giuseppe”1640, Nantes, Musée des Beaux-Arts