La stele “del censimento” Museo Archeologico Nazionale di Venezia

La stele “del censimento”, una delle opere più importanti del museo archeologico di Venezia (gli archeologi vengono dal Sud Africa per studiarla!) eppure poco conosciuta al pubblico.

E’ un’iscrizione latina molto particolare. Si tratta dell’iscrizione funeraria di Quintus Aemilius Secundus.

L’opera è stata ritrovata nel 1880 in una casa sull’isola della Giudecca, dove era utilizzata come davanzale di una finestra.

L’iscrizione racconta la vita e la carriera militare e politica di Quintus Aemilius Secundus, che partecipò al censimento della popolazione della città siriana di Apamea mentre il governatore della provincia era un certo Quirino.

Tale censimento è probabilmente lo stesso nominato nel Vangelo di San Luca: “In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio”.

E’ a causa di questo censimento che, secondo la Bibbia, Giuseppe e Maria dovettero andare a Betlemme e, durante il viaggio, nacque Gesù.

Questa è la traduzione della stele:

“Quinto Emilio, figlio di Quinto, della gens Palatina, negli accampamenti del divo Augusto sotto P. Sulpicio Quirinio legato di Cesare per la Siria, fu insignito di onori come prefetto della coorte augusta I e prefetto della coorte II classica. Per comando di Publio Sulpicio Quirino condussi un censimento dei 117 mila uomini cittadini della città di Apamea (in Siria); sempre per comando di Quirino, avendo mosso contro gli iturei del monte Libano, conquistai una loro fortificazione. All’inizio della mia carriera fui comandante del genio militare, distaccato all’Aerarium e nella colonia di Beirut fui questore edile due volte, duumviro due volte e anche pontefice. Questa stele è stata posta qui da Q.Aemilius Secundus, figlio di Quinto della gens Palatina e di Aemilia Chia, liberta.”

 

Museo Archeologico Nazionale di Venezia