Non è costui il falegname?

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B

Al temine di una giornata di lavoro, Gesù: già adulto ma ancora nella casa paterna; solleva le mani per la preghiera della sera. L’ombra, che la luce vespertina proietta su un asse di legno dove sono riposti gli attrezzi da falegname, preannuncia il mistero della croce. Maria volge lo sguardo verso quest’ombra presagio del destino del Figlio … lo stesso destino che le era stato annunciato dai doni de Magi: custoditi nella cassa che sta aprendo.
È troppo umano questo Dio, che si nasconde in una quotidianità di periferia, in una vita di lavoro, semplice e nascosta, ci scandalizza la sua eccessiva vicinanza. Eppure questa è la buona notizia del Vangelo: Dio si incarna, abita l’ordinarietà di ogni vita, assume l’imperfezione del mondo, quell’imperfezione che noi fatichiamo a comprendere, ma che Dio sceglie costantemente di abbracciare e di trasfigurare nella Pasqua (don Luca Vialetto).

William Holman Hunt “The Shadow of Death” 1873, Manchester Art Gallery.

La Chiesa di Giuseppe a Nazareth
La chiesa di San Giuseppe è stata costruita nel 1914 sulle rovine di una chiesa di epoca crociata. È probabile che il sito sia lo stesso della cosiddetta “chiesa della Nutrizione” citata da un pellegrino del VII sec. In questo luogo, secondo la tradizione, sorgeva la casa nella quale Gesù è stato “nutrito” e cresciuto, cioè presumibilmente la casa e il laboratorio artigianale di san Giuseppe (don Luca Vialetto).