Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi

2^ DOMENICA DI PASQUA
Nonostante l’adesione formale di Dalì al cattolicesimo, quando osserviamo i suoi crocifissi c’è sempre qualcosa che non torna: mancano le stigmate, sono corpi perfetti senza alcuna ferita. Così anche questa croce ipercubica, che si estende oltre il tempo e lo spazio per abbracciare la quarta dimensione, e che nei suoi otto moduli richiama l’ottavo giorno, il giorno della Resurrezione, in realtà, per quanto affascinante, non può essere Pasqua, perché come Tommaso, per incontrare il Risorto, anche noi abbiamo bisogno di mettere la mano nel segno dei chiodi (don Luca Vialetto).
Salvador Dalí “Corpus Hypercubus (Crocifissione)”, 1954, New York, The Metropolitan Museum of Art