Giornata del malato, la messa presieduta dal Vescovo: la cura di Maria e del Samaritano modello del nostro impegno per non lasciare solo nessuno

“Maria, salute degli infermi: è a te che ci rivolgiamo, quando siamo nella difficoltà, nella malattia, nella prova. Ci rivolgiamo a te, perché sappiamo della tua premura di vicinanza, di assistenza e di cura”: così il vescovo Michele, nell’omelia della messa della festività della Madonna di Lourdes, giornata mondiale del malato, nel santuario trevigiano di Santa Maria Maggiore, mercoledì 11 febbraio. Una celebrazione molto partecipata, a cominciare da numerosi fedeli e ammalati, dai membri dell’Unitalsi e anche dalle autorità civili e militari cittadine. A concelebrare con il Vescovo, mons. Mauro Motterlini, mons. Antonio Guidolin, mons. Mario Salviato e i padri Somaschi.

Ripercorrendo il brano del Vangelo dedicato alla visita di Maria a Elisabetta, mons. Tomasi ha ricordato la vicinanza e la cura di Maria verso la cugina, e ha sottolineato come nella preghiera dell’Ave Maria, quando la riconosciamo “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo”, “ritorniamo all’evento che ha dato nuova forma alla tua vita, alla nostra, a quella del mondo intero. E con questa preghiera riconosciamo che ci puoi aiutare, capire e accompagnare. Ti alzi e in fretta vieni accanto a chi soffre, a chi rischia di sentirsi solo e abbandonato, e porti la luce del Signore che sempre rinasce nelle nostre vite, che sempre ci sostiene e si prende cura di noi”.

E ricordando il dono da parte di Maria di suo Figlio, “che è venuto a prendere su di sé il male e la sofferenza del mondo”, il Vescovo ha sottolineato che “non l’ha eliminata, in un sol colpo, come avremmo voluto, come ancora chiediamo, nel momento del buio e della notte oscura. Ma non è lontano, non è indifferente, dona vita in pienezza partecipando alla nostra condizione umana e portando su di sé tutto il male del mondo, per ridurlo all’impotenza sul legno della Croce e illuminare l’eternità con lo splendore della Risurrezione dai morti, primizia di coloro che sono morti”.

“Da Lui, buon samaritano – ha ricordato mons. Tomasi, riferendosi alla parabola su cui papa Leone ha sviluppato il suo Messaggio per la Giornata – vogliamo imparare a vedere chi è nel bisogno, vogliamo rinunciare all’urgenza delle preoccupazioni e degli interessi per chinarci, curare, prendere con noi chi incontriamo sul nostro cammino, e affidarlo, poi, se necessario ad altri sguardi, ad altre mani, ad altre cure, pronti anche a pagare quanto serve per il bene del fratello, della sorella”.

Un appello a ciascuno e alla comunità, a vivere l’impegno e la solidarietà, ma anche a prendere coscienza del bene già presente, del “meraviglioso “intreccio di relazioni” che si realizza in tanto impegno di singoli, associazioni, gruppi, istituzioni, per non lasciare solo nessuno, e nessuno lasciare senza cura. In questa azione della Chiesa possiamo «toccare la carne sofferente di Cristo». Sublime incontro, vita trasformata in Eucaristia. In queste relazioni di cura reciproca viene intessuta una società nuova, fonte di pace e di solidarietà nuova, e il contributo di ciascuno può dare forma a un bene più grande, cui da soli non potremmo mai accedere”.

Al termine, la preghiera di affidamento a Maria, recitata dal Vescovo davanti all’immagine della Madona granda, mentre i fedeli tenevano in mano le candele accese.

Leggi l’omelia integrale

 

LA PREGHIERA

Preghiamo con le parole che ci ha donato papa Leone XIV per questa giornata del Malato:

“Eleviamo la nostra preghiera alla Beata Vergine Maria, Salute dei malati; chiediamo il suo aiuto per tutti coloro che soffrono, che hanno bisogno di compassione, ascolto e conforto, e supplichiamo la sua intercessione con questa antica preghiera, che veniva recitata in famiglia per coloro che vivono nella malattia e nel dolore:

Dolce Madre, non allontanarti,

non distogliere da me il tuo sguardo.

Vieni con me ovunque

e non lasciarmi mai solo.

Tu che sempre mi proteggi

come mia vera Madre,

fa’ che mi benedica il Padre,

il Figlio e lo Spirito Santo”

(Leone XIV, Messaggio per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato, 11 febbraio 2026).

 

“Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio.

Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova,

e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta”.

“Ave Maria,

piena di grazia,

il Signore è con te.

Tu sei benedetta fra le donne

e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio,

prega per noi peccatori,

adesso e nell’ora

della nostra morte.

Amen”.